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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12246/2023 del 09/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (proprietario)

La controversia

La controversia riguardava due fondi confinanti originariamente appartenuti a un unico proprietario e poi trasferiti a soggetti diversi. Il proprietario del fondo gravato agiva per far accertare che l'altra proprietaria aveva aggravato una servitù di passaggio posta a carico del suo fondo, lamentando che il mutamento di destinazione d'uso dell'immobile dell'altra parte, da abitazione a struttura ricettiva, avesse aumentato il peso della servitù. La controparte proponeva domanda riconvenzionale per l'accertamento dell'esistenza di una servitù di passaggio anche sul lato sud del proprio immobile. Il Tribunale rigettava la domanda attorea e accoglieva la riconvenzionale; la Corte d'appello confermava. In Cassazione il ricorrente deduceva due motivi: 1) omesso esame di un fatto decisivo ex art. 360, n. 5, c.p.c., sostenendo che la Corte territoriale aveva erroneamente attribuito rilievo a un precedente proprietario anziché alla società dante causa effettiva delle parti, con conseguente errore nel ricostruire la vicenda traslativa; 2) violazione e falsa applicazione dell'art. 1062 c.c., perché la servitù per destinazione del padre di famiglia avrebbe dovuto essere valutata con riferimento al momento in cui la proprietà unitaria era stata divisa dal comune dante causa, e non con riguardo a un momento successivo. La resistente ha controricorso.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Quanto al primo motivo, ha rilevato che la sentenza d'appello era una "doppia conforme" e quindi non era censurabile ai sensi dell'art. 360, n. 5, c.p.c. nei limiti indicati dall'art. 348-ter, comma 5, c.p.c.; inoltre, il ricorso non rispettava l'onere di specifica indicazione degli atti e dei documenti richiamati ai sensi dell'art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c. Quanto al secondo motivo, la Corte ha ritenuto la censura non riferibile alla ratio decidendi, perché la Corte territoriale aveva accertato in fatto, sulla base di testimonianze e CTU, che il passaggio e le relative opere visibili e permanenti esistevano già da sempre, quindi prima della divisione della proprietà unitaria. La Corte ha dunque confermato l'inammissibilità dell'impugnazione, condannando il ricorrente alle spese e dando atto dell'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 1062 c.c.

    Per la servitù per destinazione del padre di famiglia occorre che le opere permanenti destinate al suo esercizio preesistano alla divisione dell'unico fondo e che la verifica dello stato dei luoghi sia compiuta al momento in cui la proprietà unica cessa di appartenere al medesimo titolare.

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    Il motivo per omesso esame di un fatto decisivo non è proponibile contro la sentenza d'appello che conferma la decisione di primo grado con le stesse ragioni di fatto.

  • art. 348-ter, comma 5, c.p.c.

    In presenza di doppia conforme, è preclusa la censura ex art. 360, n. 5, c.p.c. avverso la sentenza di appello che confermi la decisione di primo grado sulle medesime questioni di fatto.

  • art. 366, comma 1, n. 4, c.p.c.

    Il ricorso deve essere specificamente riferibile alla ratio decidendi della sentenza impugnata; in difetto, il motivo è inammissibile.

  • art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c.

    Il ricorrente deve indicare specificamente gli atti e i documenti su cui fonda il motivo e il loro collocamento processuale.

  • art. 375, comma 2, c.p.c.

    È richiamata per la trattazione camerale del ricorso.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    È richiamata per la trattazione in camera di consiglio del ricorso.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    In caso di inammissibilità del ricorso, sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • La servitù per destinazione del padre di famiglia presuppone che i segni e le opere permanenti destinati all'esercizio del passaggio esistano già al momento della divisione dell'unica proprietà; non può dirsi costituita se tali opere sorgono solo dopo la separazione dei fondi.
  • Ai fini del controllo di legittimità, il motivo di ricorso deve colpire la concreta ratio decidendi della sentenza impugnata: se la decisione si fonda su un accertamento di fatto autonomo e sufficiente, la censura che attacca un diverso profilo è inammissibile.
  • In caso di "doppia conforme", il vizio di omesso esame di un fatto decisivo non può essere dedotto in cassazione quando la sentenza di appello confermi quella di primo grado sulle stesse basi fattuali.
  • Nel ricorso per cassazione, il richiamo a documenti e atti processuali esige specifica indicazione del loro contenuto e della loro collocazione negli atti di causa; la mera elencazione di circostanze documentali non è sufficiente.
  • L'accertamento dell'esistenza di una servitù per destinazione del padre di famiglia può essere fondato dal giudice di merito su testimonianze e consulenza tecnica, quando esse convergano nel dimostrare la preesistenza e permanenza delle opere visibili destinate al passaggio.

Come è indicizzato

MaterieServitùImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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