Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42379/2024 del 19/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione in cassazione dell'ordinanza del Tribunale di Genova che aveva rigettato l'appello cautelare avverso il rigetto da parte del Gip della richiesta di revoca del sequestro preventivo su una fascia di terreno e manufatti (tra cui un parcheggio e la strada di accesso, permesso di costruire n. 445/2022, e la demolizione/ricostruzione dell'edificio G, permesso n. 397/2022). Il ricorrente deduceva: nullità/mera apparenza della motivazione e violazione del P.U.C. di Arenzano e della Convenzione di lottizzazione con riguardo alla Scheda 06C (accessibilità e parcheggi); erronea qualificazione dell'edificio G come 'rurale di valore testimoniale' e, quindi, errata esclusione dell'applicabilità delle deroghe del 'Piano Casa' (L.R. 49/2009), nonché mancata considerazione di modifiche normative/regionali e del P.T.C.P.; in sostanza si sosteneva la compatibilità degli interventi urbanistici e la legittimità dei titoli edilizi, e si lamentava che il Tribunale non avesse adeguatamente motivato o valutato tali elementi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto i motivi infondati e ha dichiarato il ricorso inammissibile/rigettato nella sostanza. Ha richiamato il principio secondo cui il ricorso per cassazione contro ordinanze sui sequestri preventivi è ammesso solo per violazione di legge o per motivazione del tutto assente o meramente apparente. Ha escluso il sindacato di merito sull'interpretazione di atti amministrativi privi di carattere normativo (come la Scheda 06C e il parere regionale), ritenendo insindacabili in sede di legittimità le valutazioni del Tribunale circa la non conformità al P.U.C. e l'interpretazione del parere regionale del 19/11/2013. Pertanto le censure sul contenuto della Convenzione, sulla conformità al P.U.C., e sulla qualificazione dell'edificio G sono state ritenute questioni di fatto/interpretative non rilevabili in cassazione; la decisione di mantenere il sequestro è stata confermata allo stato degli atti.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Indica la concausa/partecipazione ai reati per cui è stato disposto il sequestro; utilizzato per qualificare il fatto contestato ma non oggetto di sindacato di merito in cassazione

  • d.P.R. n. 380 del 2001, art. 44, comma 1, lettere a), b) e c)

    Norme edilizie richiamate per le fattispecie contestate e motivo del sequestro preventivo; la Corte non ha riesaminato nel merito la compatibilità delle opere con tali disposizioni

  • d.P.R. n. 495 del 1992, art. 28

    Richiamato nel ricorso ma il Tribunale aveva escluso la violazione; la Corte ha ritenuto che l'esclusione fosse conforme alla giurisprudenza e non riapribile in cassazione per valutazioni di fatto

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    Stato di diritto richiamato dalla Corte: il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro è ammesso solo per violazione di legge o per motivazione del provvedimento del tutto mancante o meramente apparente

  • legge regionale Liguria n. 49 del 2009 ("Piano Casa")

    Normativa regionale oggetto di interpretazione quanto alla possibilità di demolizione e ricostruzione e alla necessità di variante regionale; la Corte ha ritenuto che le questioni di interpretazione e di fatto relative all'applicabilità non fossero sindacabili in cassazione

  • Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A.), art. 40 (P.T.C.P.)

    Richiamate nella difesa come possibile titolo di legittimazione degli interventi; la Corte ha ritenuto che la valutazione della compatibilità con il P.T.C.P. sia questione rimessa al giudizio di merito e non sindacabile in cassazione salvo vizio di legge

  • Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.) del Comune di Arenzano

    Atto amministrativo locale centrale alla controversia; la Corte ha ribadito che l'interpretazione delle previsioni del PUC e di atti di convenzione che non hanno carattere normativo costituisce valutazione di fatto e non legale rilevabile in cassazione, salvo mancanza o mera apparenza della motivazione

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro ordinanze di sequestro preventivo è ammissibile principalmente per violazione di legge o per motivazione totalmente assente o meramente apparente: contestazioni che si limitano a sindacare l'interpretazione di atti amministrativi (P.U.C., convenzioni, pareri regionali) sono in genere questioni di fatto non valutabili in questa sede
  • Se la censura riguarda l'erronea qualificazione giuridica del fatto astratto rispetto alla fattispecie di reato o la totale mancanza di motivazione del provvedimento, allora può esserci spazio per cassazione; viceversa, valutazioni sull'interpretazione dei piani urbanistici o dei pareri amministrativi devono essere trattate nel giudizio di merito
  • Per opporsi efficacemente a un sequestro preventivo in casi analoghi, conviene puntare su vizi di diritto o sull'assenza/contraddittorietà della motivazione del provvedimento (dimostrare che manca qualunque itinerario logico-giustificativo), non solo su questioni interpretative degli atti amministrativi
  • Quando si discute la conformità urbanistica di titoli edilizi (permessi, convenzioni), è fondamentale produrre nella fase di merito elementi probatori e argomentazioni tecniche che dimostrino l'inesistenza della incompatibilità con il PUC o con la normativa regionale; tali elementi potranno essere valutati nelle sedi di merito, mentre la Cassazione controllerà la correttezza giuridica e la sufficienza della motivazione
  • Le modifiche legislative o dispensative a livello regionale (es. modifiche al Piano Casa) possono essere rilevanti, ma la loro incidenza va provata e discussa nel merito; in cassazione la Corte verifica principalmente la legittimità dell'iter motivazionale e l'eventuale violazione di legge

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.