Cassazione Penale, Sentenza n. 42364/2024 del 19/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
il ricorrente deduceva la nullità del provvedimento per inosservanza delle disposizioni dell'art. 34 cod. proc. pen. e per l'esistenza di una causa di incompatibilità del giudice che aveva adottato il provvedimento; sollevava altresì una questione di legittimità costituzionale in relazione agli artt. 3 e 111 Cost. con riferimento all'art. 34, comma 2, cod. proc. pen. e all'art. 667 comma 4 cod. proc. pen.
La decisione
la Corte ha ritenuto il primo motivo infondato e ha respinto la questione. Ha affermato che l'inosservanza di art. 34 cod. proc. pen. e l'esistenza di una causa di incompatibilità non comportano la nullità del provvedimento del magistrato di sorveglianza, in quanto il provvedimento riveste carattere non decisorio e meramente propedeutico rispetto alla decisione definitiva del Tribunale di sorveglianza; il giudizio de plano ha oggetto diverso rispetto al giudizio di merito (il primo decide sulla sospensione, il secondo su revoca o prosecuzione della misura). La questione di legittimità costituzionale è stata anch'essa ritenuta manifestamente infondata nella parte indicata.
Norme richiamate
il provvedimento adottato ai sensi dell'art. 34 ha natura non decisoria e meramente propedeutica; l'inosservanza delle sue disposizioni o una causa di incompatibilità non generano automaticamente nullità del successivo provvedimento decisorio
art. 667 comma 4 cod. proc. pen.
nell'ambito dell'opposizione ex art. 667 comma 4 il giudizio di opposizione non ha le caratteristiche che giustificherebbero l'incompatibilità del giudice che ha emesso il provvedimento opposto, sicché non si può dedurre la nullità per tale ragione
artt. 3 e 111 Cost.
la presunta violazione degli artt. 3 e 111 Cost. sollevata rispetto alla mancata previsione di incompatibilità è stata ritenuta manifestamente infondata: le ipotesi di incompatibilità presuppongono valutazioni di merito appartenenti a gradi o fasi diverse del processo, mentre nel giudizio di opposizione tale distinzione non sussiste
Massime di principio
- Le decisioni del magistrato di sorveglianza adottate in via preliminare hanno carattere non decisorio e non determinano automaticamente la nullità delle successive decisioni collegiali per presunte violazioni formali o di incompatibilità
- La contestazione dell'incompatibilità del giudice che ha emesso il provvedimento opposto va valutata con attenzione alla diversa natura e oggetto del giudizio de plano rispetto al giudizio di merito; se le valutazioni sono proprie di fasi diverse, l'incompatibilità può assumere rilievo, altrimenti no
- Non è sempre efficace invocare nullità procedurali per ottenere l'annullamento di provvedimenti preparatori: spesso tali questioni devono essere decise nel contesto della decisione definitiva del Tribunale di sorveglianza
- La sollevazione di questioni di legittimità costituzionale per mancata previsione di incompatibilità richiede che sussista un concreto vulnus ai principi costituzionali; se il procedimento impugnato ha natura preparatoria e non decide il merito, la questione può risultare manifestamente infondata
- In situazioni analoghe conviene distinguere chiaramente quale sia l'oggetto del provvedimento impugnato (sospensione vs revoca/prosecuzione) e proporre i rilievi nel corretto momento processuale, tenendo conto della giurisprudenza consolidata
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