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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42367/2024 del 19/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza che ha confermato la custodia cautelare in carcere per tentato omicidio e porto/detenzione di arma da fuoco con l'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 c.p. Contestano la qualificazione come reato di stampo mafioso: lamentano carenza e illogicità della motivazione, assenza di elementi concreti a collegare i fatti a contesti camorristici, deducono che l'istruttoria si fonda su mere supposizioni investigative, contestano la ricostruzione della dinamica (es. il fatto che la presunta vittima continuasse a frequentare la zona) e affermano che modalità come sparare in pieno giorno non dimostrano univocamente il metodo mafioso; chiedevano la revoca dell'aggravante e della misura.

La decisione

I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. La Corte ha ritenuto il motivo generico e non idoneo a consentire la valutazione in cassazione (vietato riesame di fatto). Ha confermato che il Tribunale del riesame aveva fornito motivazione logica e coerente valorizzando una pluralità di elementi indizianti (modalità dell'azione, contesto territoriale, intenzionalità, provenienza sociale/familiare e legami con persone vicine a consorterie criminali radicate nella zona), compresa l'ammissione/confessione resa in udienza di convalida, ritenendo corretta l'applicazione dell'aggravante ex art. 416-bis.1. Nessuna doglianza specifica sulle esigenze cautelari è stata formulata. Condanna dei ricorrenti alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende. Provvedimento depositato il 13/11/2024.

Norme richiamate

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    L'aggravante può essere ritenuta anche sulla base di elementi indiziari e di coordinazione degli elementi fattuali (modus operandi, contesto territoriale, legami familiari/sociali) tali da far ragionevolmente ricondurre l'azione a contesti di criminalità organizzata di tipo mafioso.

  • art. 273 cod. proc. pen.

    I 'gravi indizi di colpevolezza' sono valutabili in cassazione solo se la censura si traduce nella violazione di norme o nella manifesta illogicità, contraddittorietà o assoluta carenza della motivazione del giudice di merito.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Le esigenze cautelari (necessità/speciali esigenze) devono essere specificamente contestate per ottenere la revoca; la loro valutazione in cassazione è limitata come per i gravi indizi.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la destinazione di somme alla cassa delle ammende; applicata per la condanna accessoria di euro 3.000.

  • art. 610 co. 5 e art. 611 co. 1-bis c.p.p.

    Consente la trattazione del ricorso in camera di consiglio senza presenza delle parti in mancanza di specifica richiesta di trattazione orale nei termini.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 8545 del 19/12/2019 (Chioccini) e Sez. 2, n. 28061 del 22/05/2024 (Piazzolla)

    Principi richiamati dalla Corte per la valutazione dell'aggravante mafiosa: possibile desumere il vincolo con la criminalità organizzata da un complesso di elementi indiziari e dalle percezioni delle persone offese legate alle modalità dell'azione.

Massime di principio

  • In cassazione avverso misure cautelari è inammissibile il ricorso che si limiti a contestare la ricostruzione dei fatti senza indicare violazioni di legge o manifesta illogicità/contraddittorietà della motivazione.
  • L'aggravante di tipo mafioso (art. 416-bis.1) può essere riconosciuta anche su base indiziaria, tramite la coordinazione di elementi quali modus operandi, contesto territoriale, legami familiari/sociali e percezione delle vittime.
  • La difesa deve contestare specificamente e puntualmente sia la motivazione che le esigenze cautelari; deduzioni generiche o affermazioni non confrontate con le argomentazioni del giudice di merito sono destinate a fallire.
  • La confessione o l'ammissione in sede di convalida rafforzano la motivazione del giudice di merito e rendono più difficile il sindacato in cassazione.
  • Se si intende ottenere esame in sede orale, occorre richiedere la trattazione in camera di consiglio nei termini processuali; altrimenti il ricorso può essere deciso senza la presenza delle parti.

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