Cassazione Civile, Ordinanza n. 02181/2023 del 24/01/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
Il ricorrente ha impugnato in cassazione l'ordinanza del giudice di pace che aveva rigettato la sua opposizione ex art. 13 d.lgs. 286/1998 e art. 18 d.lgs. 150/2011 avverso il decreto prefettizio di espulsione emesso il 16 novembre 2021. L'opposizione si fondava su un unico profilo: la nullità del decreto perché tradotto in lingua inglese, lingua che il ricorrente assumeva di non conoscere, in violazione dell'art. 13, comma 7, d.lgs. 286/1998 e dell'art. 3, commi 3 e 4, d.P.R. 394/1999. In cassazione il ricorrente ha proposto tre motivi: 1) violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c., per avere il giudice di pace valorizzato il c.d. foglio notizie come prova, nonostante la sua asserita mancanza di natura fidefacente e la contestazione della sua efficacia probatoria; 2) violazione dell'art. 112 c.p.c. per omessa pronuncia sulle contestazioni relative alla validità ed efficacia del foglio notizie prodotto dalla prefettura a prova della conoscenza della lingua inglese; 3) omesso esame di fatto decisivo, per la asserita incompletezza del foglio notizie, non sottoscritto integralmente e privo dell'indicazione dell'autorità redigente e delle persone intervenute alla sua compilazione.
La decisione
La Corte ha esaminato congiuntamente i tre motivi, ritenendoli tutti inammissibili per difetto di specificità. Ha rilevato che il ricorso non trascrive né descrive adeguatamente il contenuto del c.d. foglio notizie, impedendo di comprendere e verificare le censure mosse, e che il documento non era nemmeno allegato al ricorso. Per questa ragione la Corte non ha potuto svolgere alcun controllo sulla fondatezza delle doglianze. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile. Nessuna statuizione sulle spese, perché la prefettura è rimasta intimata; inoltre non si applica il contributo unificato aggiuntivo ex art. 13, comma 1 quater, d.P.R. 115/2002.
Norme richiamate
Norma invocata per contestare il decreto di espulsione e il relativo regime di opposizione.
Norma richiamata quale base procedimentale dell'opposizione al decreto di espulsione.
art. 13, comma 7, d.lgs. 286/1998
Richiamato dal ricorrente per sostenere la nullità del decreto di espulsione tradotto in lingua non conosciuta.
art. 3, commi 3 e 4, d.P.R. 394/1999
Richiamato dal ricorrente a sostegno della censura sulla traduzione del provvedimento e sulla conoscenza della lingua.
art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.
Usato come parametro di deduzione dei vizi processuali denunciati nel ricorso per cassazione.
Invocati per censurare l'utilizzo e la valutazione del foglio notizie come elemento probatorio.
Invocato per lamentare omessa pronuncia sulle contestazioni relative alla prova prodotta dalla prefettura.
art. 13, comma 1 quater, d.P.R. 115/2002
La Corte ha escluso la sua applicazione al presente processo.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione che investe la valutazione di un documento deve riportarne o descriverne in modo puntuale il contenuto rilevante, così da consentire alla Corte il controllo sulla fondatezza delle censure.
- La mancata trascrizione o allegazione del documento su cui si fondano le doglianze determina difetto di specificità del ricorso e ne comporta l'inammissibilità.
- La denuncia di omessa pronuncia o di errore nella valutazione delle prove non può essere scrutinata in assenza della concreta riproduzione del documento contestato e degli elementi necessari a verificarne la portata.
- Quando il giudizio di cassazione riguarda vizi processuali legati alla prova documentale, l'onere di specificità impone alla parte ricorrente di rendere immediatamente verificabile il contenuto del documento e il nesso tra esso e il vizio dedotto.
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