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Cassazione Civile, Ordinanza n. 17305/2025 del 27/06/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La vicenda riguarda la convalida del trattenimento di un cittadino georgiano disposta dal Questore di Cosenza dopo l’adozione di un provvedimento di espulsione amministrativa, eseguito presso un centro di permanenza temporanea in attesa della disponibilità di un vettore o di mezzi idonei per il rimpatrio. Il Giudice di pace aveva convalidato il trattenimento rilevando, tra l’altro, la non manifesta illegittimità dell’atto presupposto e l’assenza di divieti di espulsione. Il ricorrente ha proposto tre motivi: violazione dell’art. 6, comma 5-bis, D.Lgs. 142/2015 e delle norme sull’espulsione e sui diritti fondamentali; nullità per mancato avviso, intervento e assistenza del difensore di fiducia; violazione delle norme sul diritto di difesa e sulla trasmissione degli atti amministrativi, lamentando di non aver potuto esaminare la legittimità dei provvedimenti presupposti. La Corte ha però ritenuto le censure prive di specificità, osservando che il ricorso deduceva in modo astratto la lesione del diritto di difesa senza chiarire quali difese fossero state effettivamente svolte o precluse, che il difensore di fiducia risultava nominato e presente all’udienza, e che non era stata censurata la ratio decidendi relativa alla richiesta dello straniero di essere rimpatriato e alla necessità di attendere un vettore per l’esecuzione dell’espulsione.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione per difetto di specificità dei motivi. Ha rilevato che le doglianze non colpivano puntualmente la motivazione del giudice di pace e non dimostravano in concreto la lesione del diritto di difesa o la decisività degli atti amministrativi richiesti. Non essendovi attività difensiva dell’intimato, non sono state liquidate spese; è stato inoltre dato atto dei presupposti per il versamento dell’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 6, comma 5-bis, D.Lgs. n. 142/2015

    Richiamato come norma asseritamente violata, in relazione alla disciplina del trattenimento e ai limiti del controllo giurisdizionale sull’atto amministrativo presupposto.

  • art. 14, comma 6, D.Lgs. n. 286/1998

    Richiamato dalla parte ricorrente quale norma disciplinante il trattenimento dello straniero ai fini dell’espulsione.

  • art. 19 del D.Lgs. n. 286/1998

    Evocato dal giudice di pace per escludere l’esistenza di divieti di espulsione nel caso concreto.

  • art. 606, comma 1, lett. a), b), c) c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente per denunciare inosservanza o erronea applicazione della legge penale e vizi processuali.

  • artt. 178 e 179 c.p.p.

    Richiamati dal ricorrente per dedurre la nullità per mancato avviso, intervento e assistenza del difensore di fiducia.

  • artt. 10, comma 2, 13, comma 2, 14, commi 3 e 5-ter, D.Lgs. n. 286/1998

    Richiamati dal ricorrente in relazione alla disciplina dell’espulsione e del trattenimento e alla possibilità di scrutinare i provvedimenti presupposti.

  • art. 15, par. 2, Direttiva 2008/115/CE

    Richiamato dal ricorrente per sostenere la necessità di accesso agli atti e di controllo sulla legittimità del trattenimento.

  • art. 372 c.p.c.

    Richiamato per il deposito di documenti in cassazione.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002

    Applicato per dare atto dell’obbligo di versamento dell’ulteriore contributo unificato in caso di inammissibilità.

  • artt. 3, 13, 25, 111 Cost.

    Evocati dal ricorrente a sostegno delle censure di legittimità costituzionale e di garanzia processuale.

  • art. 117 Cost.

    Evocato dal ricorrente in relazione al parametro interposto delle norme convenzionali ed europee.

  • artt. 3, 13, 14 CEDU

    Richiamati dal ricorrente come parametri convenzionali a tutela della libertà personale e del giusto processo.

  • legge n. 68/2007, art. 1, comma 3

    Richiamata negli atti acquisiti per descrivere l’ingresso e la permanenza irregolare dello straniero sul territorio nazionale.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione avverso la convalida del trattenimento dello straniero, il ricorso è inammissibile quando le censure restano astratte e non specificano in concreto quali difese siano state impedite o quale pregiudizio processuale derivi dagli atti denunciati.
  • La deduzione della lesione del diritto di difesa deve confrontarsi con la motivazione del provvedimento impugnato e indicare puntualmente gli aspetti decisivi non considerati o erroneamente valutati dal giudice di merito.
  • La contestazione della mancata trasmissione o ostensione degli atti amministrativi presupposti è rilevante solo se il ricorrente spiega in modo specifico come tali documenti sarebbero stati utilizzati a fini difensivi e perché la loro mancata disponibilità abbia inciso sul contraddittorio.
  • Se dagli atti risulta la nomina e la presenza del difensore di fiducia all’udienza, non è sufficiente un’affermazione generica di omissione dell’assistenza difensiva per fondare un vizio processuale.
  • La mancata censura della ratio decidendi autonoma posta a base del provvedimento impugnato comporta l’inammissibilità del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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