Cassazione Civile, Ordinanza n. 16358/2026 del 26/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (creditore)
La controversia
Una società in stato di crisi aveva presentato domanda di concordato preventivo con riserva, chiedendo proroga del termine per il deposito della proposta e della documentazione economico-finanziaria perché gran parte della documentazione contabile risultava sequestrata in sede penale. Il Tribunale aveva negato la proroga, dichiarato inammissibile il concordato e aperto la liquidazione giudiziale; la Corte d'appello aveva poi rigettato il reclamo, ritenendo: non concedibile la proroga ex art. 44 CCII in presenza di domande di liquidazione giudiziale; insussistenti i presupposti per la rimessione in termini; comunque inammissibile la proposta concordataria per gravi carenze del piano e dell'attestazione. Con il ricorso per cassazione la società e il legale rappresentante deducevano, da un lato, nullità per violazione del diritto di difesa e del contraddittorio per mancata proroga del termine, invocando anche l'illegittimità costituzionale dell'art. 44 CCII; dall'altro, in subordine, nullità della statuizione sulle spese e sul contributo unificato a carico del legale rappresentante.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo inammissibile per carenza di interesse, perché la sentenza impugnata aveva comunque esaminato nel merito la proposta concordataria e l'aveva dichiarata inammissibile per radicali carenze di fattibilità; ha inoltre affermato che la proroga del termine ex art. 44 CCII, nel testo applicabile ratione temporis, era comunque esclusa in presenza di domande di apertura della liquidazione giudiziale. Ha giudicato manifestamente infondata anche la questione di legittimità costituzionale. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile perché attinente al merito della condanna del legale rappresentante ex art. 51 CCII e, comunque, perché la censura non era stata proposta dalla parte direttamente incisa da quel capo. È stato disposto il raddoppio del contributo unificato.
Norme richiamate
Il termine assegnato per il deposito della documentazione e del piano nel concordato con riserva, nel testo applicabile ratione temporis, non è prorogabile quando pendono domande per l'apertura della liquidazione giudiziale; la proroga richiede inoltre giustificati motivi.
La documentazione economico-finanziaria richiesta per il concordato deve essere depositata entro il termine assegnato.
La proposta di concordato è inammissibile se il piano è manifestamente inidoneo a soddisfare i creditori; la verifica investe la struttura e la fattibilità del piano.
L'eventuale deposito di documenti nel reclamo non autorizzati non può sanare le carenze già rilevate, salvo specifica autorizzazione prevista dalla norma.
Norma richiamata per il deposito del piano e della proposta di concordato.
Norma richiamata sia per l'attestazione del professionista indipendente sia per l'indicazione del valore di liquidazione del patrimonio.
La suddivisione dei creditori in classi è obbligatoria quando richiesta dalla disciplina applicabile al piano concordatario.
La rimessione in termini è subordinata alla prova di una decadenza incolpevole e non può essere riconosciuta in mancanza di tempestiva e diligente attivazione della parte.
La disciplina è letta come ispirata a criteri di celerità e serietà dell'iniziativa concordataria, in continuità con il sistema previgente.
La condanna del legale rappresentante al pagamento delle spese e dell'ulteriore importo pari al contributo unificato presuppone la sua mala fede nel conferimento della procura per contestare l'apertura della liquidazione giudiziale.
La nozione di mala fede è letta in continuità con la responsabilità aggravata: consiste nella consapevolezza dell'infondatezza della domanda o delle difese.
art. 24 Cost.
Richiamato dalla parte ricorrente a sostegno della dedotta violazione del diritto di difesa.
art. 6 CEDU
Richiamato dalla parte ricorrente a sostegno della dedotta violazione del contraddittorio e del diritto a un equo processo.
Richiamato dalla parte ricorrente in relazione al contraddittorio.
art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.
Indicata come norma del vizio di nullità processuale dedotto in cassazione.
Richiamato dalla Corte per affermare l'inammissibilità del ricorso in quanto privo di ragioni idonee a superare il consolidato orientamento interpretativo.
Richiamato in relazione al reclamo e alla condanna del legale rappresentante per mala fede.
Richiamato dal ricorrente nel secondo motivo, ma non ritenuto decisivo.
Richiamato per il sequestro preventivo disposto in sede penale.
artt. 92 e 104 d.lgs. n. 271/1989
Richiamati con riferimento al sequestro penale della documentazione o dei beni.
Richiamato in relazione al riesame del sequestro.
Richiamato dalla parte ricorrente per chiedere la sospensione del procedimento in attesa dell'esito del processo penale.
art. 2, comma 1, lett. d), CCII
Richiamato per i requisiti dimensionali dell'impresa assoggettabile a liquidazione giudiziale.
Richiamato per la soglia debitoria minima di accesso alla liquidazione giudiziale.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
Applicato per il raddoppio del contributo unificato in caso di inammissibilità del ricorso.
art. 1, comma 17, l. n. 228 del 2012
Norma che ha introdotto il meccanismo del raddoppio del contributo unificato.
art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002
Richiamato per determinare l'importo base del contributo unificato.
Massime di principio
- Nel concordato con riserva, la proroga del termine per depositare piano e documentazione non può essere concessa quando, secondo la disciplina applicabile ratione temporis, pendano domande di apertura della liquidazione giudiziale; la scansione dei termini risponde a esigenze di celerità e serietà dell'iniziativa concordataria.
- La rimessione in termini richiede una decadenza incolpevole e una tempestiva attivazione della parte: non è sufficiente allegare in modo generico impedimenti derivanti da sequestri o difficoltà di accesso agli atti se non è provata una diligente iniziativa per rimuoverli o attenuarli.
- La proposta di concordato è inammissibile quando il piano sia manifestamente inidoneo a soddisfare i creditori per carenze radicali di struttura, attendibilità dei flussi, indicazione del valore di liquidazione, trattamento dei creditori e completezza dell'attestazione del professionista indipendente.
- In cassazione è inammissibile la censura che non si confronti con la ratio decidendi effettiva della sentenza impugnata o che si risolva in una contestazione di merito; il ricorrente deve misurarsi con tutte le autonome ragioni poste a base della decisione.
- La condanna del legale rappresentante al pagamento delle spese e del contributo unificato per mala fede nel conferimento della procura presuppone la consapevolezza dell'infondatezza dell'iniziativa processuale; tale statuizione è impugnabile soltanto dalla parte direttamente incisa dal relativo capo.
- La mala fede, in questo contesto, coincide con la consapevolezza dell'infondatezza delle tesi sostenute, mentre la mera colpa grave attiene alla mancata diligenza nell'acquisire tale consapevolezza.
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