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Cassazione Civile, Ordinanza n. 21815/2022 del 11/07/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione finanziaria ha recuperato a tassazione, ai fini IRES per l'anno d'imposta 2008, una plusvalenza derivante da cessioni di partecipazioni societarie ritenute prive dei requisiti per il regime PEX. La Commissione tributaria regionale aveva rigettato l'appello dell'Ufficio, confermando l'annullamento dell'atto impositivo. In cassazione l'Agenzia ha dedotto due censure: (1) nullità della sentenza d'appello per motivazione apparente, ai sensi degli artt. 132 c.p.c. e 36, comma 2, n. 4, d.lgs. 546/1992, perché la CTR si sarebbe limitata ad aderire alla decisione di primo grado senza esporre autonome ragioni; (2) violazione di norme tributarie e civilistiche in tema di interposizione/simulazione e onere probatorio (artt. 72, 75, 76, 77 TUIR; art. 37 d.P.R. 600/1973; artt. 1414, 2697, 2729 c.c.), sostenendo che la CTR avrebbe erroneamente negato la legittimità del recupero fiscale nonostante la dedotta simulazione assoluta delle cessioni e l'inopponibilità della simulazione ai terzi, incluso il Fisco.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondati e ha accolto congiuntamente i due motivi. Ha affermato che la motivazione della sentenza regionale era solo apparente, perché priva di una reale illustrazione delle censure d'appello e delle ragioni del decisum, limitandosi a un richiamo adesivo alla sentenza di primo grado. Ha inoltre rilevato che la CTR aveva valorizzato elementi come il mancato pagamento del prezzo, l'appartenenza delle società al medesimo nucleo proprietario, irregolarità contabili e retrocessioni immediate delle partecipazioni, ma senza descrivere compiutamente le singole operazioni e la loro genesi; tali elementi, peraltro, non erano di per sé univoci per dimostrare la simulazione assoluta, potendo anche essere compatibili con un mutuo dissenso non opponibile ai terzi e all'erario. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla CTR Toscana, sezione staccata di Livorno, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel processo tributario la sentenza d'appello è nulla quando si limita a un'adesione meramente formale alla decisione di primo grado, senza esporre le censure dell'appellante e le ragioni del loro rigetto, poiché in tal caso la motivazione è solo apparente.
  • La simulazione assoluta di un'operazione negoziale può escludere la rilevanza fiscale della ricchezza solo se è provata in modo convincente anche nei suoi profili soggettivi; non bastano elementi oggettivi isolati se non idonei a dimostrare l'accordo simulatorio.
  • In materia di plusvalenze, la rilevanza fiscale si determina al momento della conclusione del contratto con effetto traslativo del consenso; vicende successive come mancato pagamento del prezzo, rateizzazione o estinzione dell'obbligazione non incidono di regola sulla tassazione della plusvalenza già realizzata.
  • Elementi quali mancato pagamento del corrispettivo, irregolarità contabili o retrocessioni successive non sono, da soli, univoci per dimostrare la simulazione assoluta delle cessioni, potendo essere compatibili anche con vicende diverse, come un mutuo dissenso non opponibile ai terzi.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamentoImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullitàSimulazioneInterposizione fittiziaGiudicato

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