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Sentenza

Sentenza del 27/03/2019 n. 8514 - Corte di Cassazione

ATTI AMMINISTRATIVI - INTERNI - CIRCOLARI E ISTRUZIONI MINISTERIALI Atti dell'Amministrazione finanziaria - Parere favorevole - Affidamento del contribuente - Coordinamento con il principio di inderogabilità della normativa tributaria - Necessità - Fondamento - Fattispecie.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La banca chiedeva la cassazione della sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Lazio, che aveva negato il rimborso di IRPEG e ILOR versate nel 1996 sugli interessi percepiti ai sensi dell'art. 1 della legge n. 313/1993, relativi a titoli di Stato smarriti, distrutti o sottratti. Secondo la banca, tali interessi avrebbero dovuto beneficiare dell'esenzione prevista dall'art. 31 del D.P.R. n. 601/1973 per gli interessi derivanti da investimenti in titoli di Stato. La ricorrente contestava inoltre l'ammissibilità dell'appello dell'Ufficio, la violazione dell'onere della prova e la lesione dei principi di buona fede e legittimo affidamento, poiché una precedente nota della Direzione Regionale dell'Agenzia aveva prospettato una possibile esenzione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha stabilito che gli interessi previsti dalla legge n. 313/1993 hanno natura e presupposti diversi dagli interessi ordinari derivanti dal possesso di titoli di Stato disciplinati dall'art. 31 del D.P.R. n. 601/1973: i primi maturano, al saggio legale, nel periodo tra la scadenza e la prescrizione del titolo perduto, mentre i secondi derivano dall'investimento e maturano secondo le condizioni del titolo. Non essendo prevista per gli interessi della legge n. 313/1993 una specifica agevolazione, non è possibile estendere loro analogicamente l'esenzione fiscale. La Corte ha inoltre chiarito che un parere amministrativo astratto e non riconducibile a una procedura di interpello non vincola l'Amministrazione, che può modificare il proprio orientamento, purché applichi correttamente la legge. Il principio di affidamento non può imporre al Fisco l'adozione di un provvedimento contra legem; al più, il mutamento interpretativo può incidere sull'applicazione di sanzioni o interessi moratori nei casi previsti dalla legge. La banca è stata condannata al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 23.000 euro oltre spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • Legge n. 313 del 1993, art. 1

    Interessi maturati dopo la scadenza e fino alla prescrizione di titoli di Stato distrutti, smarriti o sottratti

    Gli interessi previsti da questa norma costituiscono una prestazione legale autonoma, dovuta al saggio legale per il periodo successivo alla scadenza del titolo, e non beneficiano di esenzioni non espressamente previste.

  • D.P.R. n. 601 del 1973, art. 31

    Regime di esenzione per gli interessi derivanti da investimenti in titoli di Stato

    L'esenzione riguarda gli interessi ordinari prodotti dal possesso e dall'investimento nei titoli di Stato e non può essere estesa analogicamente a interessi aventi diversa origine e funzione.

  • D.P.R. n. 917 del 1986, art. 6, comma 2

    La norma è stata invocata dalla ricorrente nel tentativo di qualificare gli interessi controversi come redditi sostitutivi o aventi la medesima natura degli interessi ordinari, ma la Corte ha escluso tale equiparazione.

  • Legge n. 212 del 2000, art. 10

    Principi di collaborazione e buona fede tra Amministrazione finanziaria e contribuente

    Il principio di affidamento può escludere sanzioni o interessi moratori quando il contribuente abbia seguito indicazioni ufficiali successivamente modificate, ma non può trasformare in dovuto un rimborso che la legge non prevede.

  • Legge n. 212 del 2000, art. 11

    La disciplina dell'interpello non era applicabile alla data dell'istanza originaria e, comunque, il quesito era stato presentato dopo la domanda di rimborso, senza il requisito della preventività.

  • Art. 23 della Costituzione

    Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge

    La materia tributaria è riservata alla legge: le interpretazioni dell'Amministrazione non possono creare esenzioni, obblighi o vincoli normativi autonomi.

  • Art. 2697 del codice civile

    Chi chiede il rimborso deve dimostrare i fatti costitutivi del proprio diritto. La norma non è violata quando il giudice valuta diversamente le prove, ma solo quando attribuisce l'onere probatorio alla parte errata.

  • Art. 329, comma 2, del codice di procedura civile

    La Corte ha escluso che la sentenza di primo grado contenesse due autonome rationes decidendi non impugnate dall'Ufficio; pertanto l'appello dell'Agenzia era ammissibile.

  • Art. 360 del codice di procedura civile

    I motivi relativi all'interpretazione e alla sussunzione giuridica non possono essere validamente prospettati come omesso o insufficiente esame di un fatto ai sensi del n. 5; i vizi denunciati dalla banca sono stati quindi ritenuti infondati o inammissibili.

  • Art. 2006, comma 2, del codice civile

    È richiamato per descrivere il diritto alla prestazione del titolo in caso di denuncia dello smarrimento o della sottrazione, senza incidere sulla distinta qualificazione fiscale degli interessi successivi.

Massime di principio

  • Le esenzioni e le agevolazioni fiscali sono eccezionali e devono risultare da una previsione normativa chiara; non possono essere estese per analogia a fattispecie soltanto simili sotto il profilo economico.
  • Occorre distinguere la natura giuridica e il presupposto degli interessi: il collegamento economico con un titolo di Stato non è sufficiente a estendere il regime fiscale previsto per gli interessi ordinari dell'investimento.
  • Pareri, circolari e istruzioni dell'Amministrazione finanziaria, salvo specifiche ipotesi legalmente vincolanti come un interpello correttamente presentato, non vincolano né il contribuente né l'Amministrazione e possono essere modificati.
  • Il legittimo affidamento non consente di ottenere un trattamento fiscale contrario alla legge. In presenza di indicazioni ufficiali errate, la tutela può riguardare soprattutto sanzioni e interessi, non la debenza principale del tributo o l'esistenza del diritto al rimborso.
  • Chi richiede un rimborso fiscale deve provare tutti i presupposti del proprio diritto, inclusa l'applicabilità della norma agevolativa invocata.
  • Nel valutare l'ammissibilità di un appello, bisogna verificare se la decisione di primo grado poggi su più rationes realmente autonome: se esiste una sola ragione decisiva, è sufficiente impugnarla.
  • Le contestazioni sull'interpretazione della legge devono essere formulate come violazioni o falsa applicazione di norme, non come vizi di motivazione su fatti controversi.

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