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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23948/2023 del 07/08/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La parte ricorrente aveva chiesto l'equa riparazione ex legge Pinto per la durata ritenuta irragionevole del processo presupposto, composto da una fase di cognizione e da una successiva fase di ottemperanza/esecuzione relativa a un precedente giudizio Pinto. La Corte d'appello aveva rigettato l'opposizione contro il decreto di diniego dell'indennizzo, ritenendo che la durata complessiva non avesse superato di oltre sei mesi il termine ragionevole. In cassazione si deduceva violazione e falsa applicazione delle norme sulla ragionevole durata e sul criterio di computo dell'indennizzo, sostenendo che il giudizio presupposto, letto unitariamente, avesse superato la durata ragionevole in misura sufficiente a far sorgere il diritto all'indennità, anche considerando la disciplina dell'arrotondamento delle frazioni di anno superiore a sei mesi e i periodi di sospensione processuale per l'emergenza Covid-19.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso, ma ha precisato che il decreto impugnato era corretto nel dispositivo per una ragione diversa da quella indicata dalla Corte d'appello. Ha infatti applicato il principio per cui il giudizio presupposto, articolato in cognizione e ottemperanza, va valutato unitariamente e ha ricalcolato la durata eccedente, detraendo anche il periodo di sospensione dei termini per l'emergenza sanitaria. All'esito, l'eccedenza rispetto alla durata ragionevole risultava inferiore a sei mesi, sicché non nasceva il diritto all'indennizzo ai sensi della legge n. 89 del 2001. Nessuna statuizione sulle spese è stata adottata, e non è stato disposto l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel giudizio di equa riparazione, quando il processo presupposto sia composto da una fase di cognizione e da una successiva fase di ottemperanza o esecuzione, la durata va considerata unitariamente ai fini della verifica della ragionevole durata complessiva.
  • Ai fini dell'indennizzo ex legge Pinto, non ogni eccedenza della durata ragionevole genera il diritto alla riparazione: occorre che l'eccedenza raggiunga almeno un anno, oppure una frazione di anno superiore a sei mesi.
  • Nel calcolo della durata del processo non si computano i periodi di sospensione processuale previsti dalla legge, compresi quelli derivanti da disposizioni emergenziali.
  • La Corte di cassazione può confermare il dispositivo della decisione impugnata anche correggendone la motivazione ai sensi dell'art. 384 c.p.c., quando il risultato finale sia conforme a diritto.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpese di lite
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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