Sentenza del 25/09/2019 n. 23861 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
ANM chiedeva il rimborso di 1.844.035,00 euro di maggiore IRAP versata per il 2008, sostenendo di avere diritto alla deduzione di 4.600,00 euro per ciascun dipendente assunto a tempo indeterminato ai sensi dell'art. 11, comma 1, lett. a), nn. 2 e 4, del D.Lgs. n. 446/1997. La società affermava che il servizio di trasporto pubblico locale era svolto sulla base di contratti di servizio di natura privatistica e non di una concessione, nonché in assenza di una tariffa remunerativa e di una sovracompensazione dei costi. Contestava quindi la qualificazione del rapporto come concessione traslativa e l'interpretazione della nozione di servizio regolamentato a tariffa.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la Commissione Tributaria Regionale avesse già esaminato e deciso le questioni relative alla natura concessoria dell'affidamento e alla presenza di un servizio regolamentato a tariffa. Le censure di ANM miravano sostanzialmente a ottenere una nuova valutazione dei fatti, dei contratti e del conto economico, operazione non consentita in sede di legittimità. Il ricorso era inoltre carente di autosufficienza, poiché non trascriveva né produceva integralmente i contratti rilevanti e non indicava in modo specifico le regole di interpretazione contrattuale violate. ANM è stata condannata a rimborsare all'Agenzia delle Entrate 18.000,00 euro di spese del giudizio, oltre alle spese prenotate a debito, nonché al versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 446/1997, art. 11, comma 1, lett. a), nn. 2 e 4
agevolazione di Euro 4.600,00 per dipendente assunto a tempo indeterminato
La società invocava la deduzione IRAP, ma la sua applicabilità dipendeva dalla verifica che l'attività non fosse esercitata in regime di concessione e a tariffa. La Corte non ha riesaminato nel merito tale presupposto, ritenendo inammissibili le censure.
D.Lgs. n. 446/1997, art. 11, comma 1, lett. a)
La norma costituisce il fondamento della deduzione IRAP contestata; la controversia riguardava l'esclusione o meno dell'attività svolta da soggetti operanti in regime concessorio o tariffario.
L. n. 296/2006, art. 1, comma 266
È stata richiamata dalla ricorrente in connessione con la disciplina della deduzione IRAP.
ANM lo invocava per sostenere che, nel periodo transitorio, l'affidamento del trasporto pubblico locale tramite contratti ponte o contratti di servizio avesse natura privatistica e non concessoria. La tesi non è stata riesaminata, poiché il motivo è stato dichiarato inammissibile.
Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, nn. 3 e 5
La denuncia di violazione di legge non può essere utilizzata per ottenere una nuova valutazione degli elementi di fatto. Per le sentenze pubblicate dopo la riforma, il vizio motivazionale deve essere dedotto come omesso esame di un fatto decisivo e controverso, secondo la specifica formulazione normativa.
Codice civile, artt. 1362 e seguenti
Chi contesta l'interpretazione di una clausola contrattuale deve indicare precisamente il canone ermeneutico violato, il modo della violazione e trascrivere le clausole rilevanti; non basta contrapporre la propria interpretazione a quella del giudice.
D.P.R. n. 115/2002, art. 13, commi 1-bis e 1-quater
In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, sussiste l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, quando ne ricorrono i presupposti.
Massime di principio
- In Cassazione non è possibile ottenere una nuova valutazione del contenuto dei contratti, del conto economico o degli altri elementi probatori già esaminati dai giudici di merito; tali contestazioni devono essere formulate come specifiche violazioni di legge o vizi processuali ammissibili.
- La qualificazione di un rapporto come concessione o contratto privatistico dipende dalla sostanza del rapporto, dalle funzioni pubbliche trasferite e dai poteri di controllo dell'amministrazione, non soltanto dal nome attribuito al contratto.
- Un servizio può essere considerato regolamentato a tariffa anche se la tariffa pagata dagli utenti non copre integralmente i costi, quando l'ordinamento prevede meccanismi pubblici di compensazione o di equilibrio economico-finanziario.
- Per contestare in Cassazione l'interpretazione di un contratto è necessario trascrivere o riprodurre le clausole decisive e indicare puntualmente le regole interpretative violate; il ricorso deve essere autosufficiente.
- La mancata produzione dei documenti essenziali impedisce alla Corte di verificare la fondatezza della censura e può condurre all'inammissibilità del ricorso, anche quando la questione sostanziale potrebbe astrattamente essere rilevante.
- Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, la parte ricorrente normalmente sopporta le spese del giudizio e può essere tenuta al pagamento dell'ulteriore contributo unificato.
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