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Cassazione Civile, Ordinanza n. 14752/2024 del 27/05/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento IMU relativo all’anno d’imposta 2012, emesso da un ente locale per un’area edificabile. La Commissione tributaria provinciale aveva accolto il ricorso della società contribuente; la Commissione tributaria regionale del Lazio aveva poi respinto l’appello del Comune, confermando l’annullamento dell’atto impositivo. In Cassazione l’ente locale ha proposto due motivi: con il primo ha dedotto la nullità della sentenza d’appello per omessa motivazione, sostenendo che la motivazione fosse apparente e contraddittoria; con il secondo ha denunciato la violazione dell’art. 5, comma 5, d.lgs. 504/1992, per avere il giudice regionale ritenuto illegittimo il criterio del cd. metodo di trasformazione utilizzato per stimare il valore venale dell’area fabbricabile ai fini IMU/ICI. La società ha resistito con controricorso, eccependo anche l’inammissibilità del ricorso per asserito giudicato derivante dalla notificazione della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte ha respinto le eccezioni preliminari della contribuente sia sulla asserita formazione del giudicato interno/esterno sia sulla validità della notificazione della sentenza, ritenendo nulla la notifica e quindi non decorso il termine breve per impugnare. Nel merito ha rigettato il primo motivo, reputando la motivazione della sentenza regionale sufficiente a rendere comprensibile la ratio decidendi. Ha invece accolto il secondo motivo, affermando che il metodo di trasformazione non è, in sé, incompatibile con l’art. 5, comma 5, d.lgs. 504/1992, purché la stima sia ricondotta ai parametri legali del valore venale in comune commercio e sia correttamente applicata al caso concreto. Ne è seguita la cassazione della sentenza impugnata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio in diversa composizione, per nuovo esame conforme ai principi enunciati.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c.

    È la norma processuale invocata per censurare rispettivamente la nullità della sentenza per motivazione apparente e la violazione di legge relativa al criterio di stima del valore dell’area.

  • art. 28, comma 1, lett. c), d.l. 76/2020 conv. in L. 120/2020

    La notificazione alle pubbliche amministrazioni è validamente effettuata al domicilio digitale indicato nell’IPA, in mancanza dell’indicazione nel registro previsto per le pubbliche amministrazioni, secondo la disciplina vigente al tempo della notifica.

  • art. 16, comma 12, d.l. 179/2012

    Costituisce il registro delle pubbliche amministrazioni rilevante ai fini della notifica telematica; se manca l’indicazione dell’indirizzo nel registro, può farsi riferimento all’IPA.

  • art. 6-ter d.lgs. 82/2005

    Individua l’indice dei domicili digitali della pubblica amministrazione richiamato dalla disciplina sulla notificazione telematica.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 504/1992

    La base imponibile delle aree edificabili è data dal valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione, da determinarsi con riferimento ai parametri legali previsti dalla norma, che la Corte qualifica come tassativi.

  • art. 5 d.lgs. 504/1992

    La disposizione, letta sistematicamente, consente il ricorso a criteri estimativi coerenti con i parametri normativi e non esclude il metodo analitico-ricostruttivo del valore di trasformazione se correttamente applicato.

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato implicitamente nella parte dedicata alla notificazione: la parte che eccepisce la validità della notifica o il giudicato deve allegare e provare i presupposti di fatto su cui fonda l’eccezione.

Massime di principio

  • La nullità della notificazione della sentenza impedisce il decorso del termine breve per impugnare; chi eccepisce il passaggio in giudicato deve dimostrare la regolarità della notifica e i relativi presupposti.
  • Nel processo tributario, il giudicato esterno si estende anche ai punti fondamentali di fatto o di diritto che costituiscono premessa logica indispensabile della decisione, ma non opera per elementi variabili da periodo d’imposta a periodo d’imposta, come il valore venale di un’area edificabile.
  • La motivazione è apparente solo quando non consente di ricostruire il percorso logico-giuridico della decisione; se la ratio decidendi è intellegibile, il vizio non sussiste anche se la parte ritiene errata la soluzione adottata.
  • Ai fini della determinazione del valore venale delle aree edificabili, i parametri dell’art. 5, comma 5, d.lgs. 504/1992 devono essere rispettati, ma il metodo di trasformazione può essere utilizzato quale metodo estimativo compatibile con la norma, purché la stima sia sorretta da dati fattuali verificabili e da un ragionamento inferenziale corretto.
  • Nel processo tributario, di natura di impugnazione-merito, quando il giudice ritiene invalido l’atto impositivo per ragioni sostanziali non può limitarsi all’annullamento formale, ma deve pronunciarsi sulla pretesa tributaria e, se del caso, rideterminarla nel merito entro i limiti delle domande delle parti.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioImpugnazioniProve
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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