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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15673/2024 del 16/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo di azienda individuale e conti correnti intestati a Riccardo Pezzi, ritenuto intestatario fittizio in favore del padre Erminio (indagato per reati ex art. 73 d.P.R. 309/1990). Il ricorrente deduceva: (1) vizio sul fumus commissi delicti, con rilievo che alcuni capi potevano essere rubricati alla diversa fattispecie dell'art. 73, comma 5, con esclusione della confisca allargata; (2) violazione in ordine al periculum in mora e alla motivazione, sostenendo che il terzo può contestare i presupposti della misura e non solo provare la lecita provenienza; (3) inesistenza di prove di interposizione fittizia (mancanza di atti di donazione e ruolo del padre limitato a mediazione nelle compravendite). Inoltre è stata depositata memoria con sentenza di annullamento dell'ordinanza cautelare a carico del padre dalla Cassazione, con possibili effetti sul fumus a carico del figlio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso in parte. Ha annullato l'ordinanza impugnata e rinviato al Tribunale per un nuovo esame limitato al profilo del pericolo in mora, ritenendo che il Tribunale non avesse svolto alcuna disamina su tale requisito, essenziale per la validità del sequestro. Sul punto del fumus commissi delicti la censura è stata ritenuta generica e inammissibile; il giudice di legittimità ha inoltre ritenuto non ammissibile in cassazione la censura motivazionale relativa all'interposizione fittizia, salvo vizio di motivazione apertamente mancante. Pertanto la decisione è di annullamento parziale (limitato) e rinvio per valutare il periculum in mora secondo i principi richiamati (Sez. U. Ellade).

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il riesame in sede di Tribunale; richiamata per la competenza che ha confermato il sequestro in primo grado

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Dispositivo che disciplina il sequestro preventivo finalizzato alla confisca: la Corte richiama l'obbligo di motivazione anche sul "periculum in mora" quando il sequestro mira alla confisca

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma sulle fattispecie di traffico di stupefacenti; la corretta qualificazione degli illeciti sotto tale articolo era centrale per valutare l'applicabilità della confisca allargata

  • art. 85-bis T.U. stupefacenti

    art. 85-bis T.U. stupefacenti

    Rilevato nel ricorso rispetto all'applicabilità delle misure ablative connesse a specifiche rubricazioni del reato

  • art. 240 e art. 240-bis cod. pen.

    art. 240 e art. 240-bis cod. pen.

    Art. 240 disciplina la confisca; art. 240-bis la confisca 'allargata' o preventiva: la loro applicabilità è condizionata ai presupposti del fumus e del periculum in mora

  • art. 26, comma 2, d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159

    art. 26 comma 2 d.lgs. 159/2011

    Previsione di presunzione sulla natura fittizia dell'intestazione tra stretti congiunti, la cui efficacia è però collegata alla sussistenza della illiceità dell'origine dei beni

  • art. 1415 cod. civ.

    Richiamato per il principio che l'accordo simulatorio è efficace nei rapporti interni tra le parti, ma non sempre nei confronti dei terzi

  • art. 1417 cod. civ.

    Richiamato in relazione alla nullità degli atti con causa illecita; utile per distinguere la simulazione lecita dalla causa illecita

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limiti di ammissibilità del ricorso per cassazione in materia di provvedimenti cautelari reali; la Corte richiama che la cassazione è consentita per vizio di legge

  • Giurisprudenza - Sez. U. n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade)

    Sez. U. n. 36959 del 24/06/2021

    Principio secondo cui il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere motivazione concisa anche del periculum in mora; richiamata come parametro di giudizio per il rinvio

Massime di principio

  • Il terzo formalmente intestatario di beni sottoposti a sequestro preventivo può contestare, oltre alla propria titolarità, anche l'assenza della motivazione sul periculum in mora: la mancata valutazione di tale requisito può portare all'annullamento del provvedimento.
  • Bisogna distinguere chiaramente il fumus commissi delicti richiesto per il sequestro preventivo dalla prova dei gravi indizi necessaria per le misure cautelari personali; l'annullamento di una misura personale incide sul fumus solo se la motivazione dell'annullamento è incompatibile con la configurabilità astratta del reato.
  • Le presunzioni circa l'intestazione fittizia tra stretti congiunti operano solo se sussiste una fondata ragione di illiceità dell'origine dei beni; in assenza di elementi che colleghino in modo concreto i beni a proventi illeciti, la mera parentela non prova la fittizietà.
  • Nella fase di merito il giudice deve motivare in modo conciso anche il pericolo in mora quando il sequestro è finalizzato alla confisca: la motivazione deve spiegare perché è necessaria l'anticipazione dell'effetto ablativo prima della definizione del giudizio.
  • Le censure generiche sul fumus senza specifica argomentazione sono inammissibili in Cassazione; il terzo che impugna deve fornire elementi concreti e motivati rispetto ai presupposti della misura.
  • La simulazione degli atti tra interni alle parti può non avere efficacia nei confronti dei terzi; tuttavia se la simulazione ha causa illecita (art. 1417 c.c.) può comportare nullità e rilevanza ai fini patrimoniali.

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