Cassazione Civile, Sentenza n. 17386/2024 del 24/06/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione di avviso di accertamento relativo al 2011 per omessa fatturazione/autofatturazione in relazione a operazioni permutative tra consorzio e consorziate (differenza di €96.217 trattenuta dal consorzio a titolo di coordinamento) e per l'illegittima deduzione di quote di ammortamento relative a costi di sponsorizzazione ritenuti inesistenti. L'Agenzia deduceva errata decisione della CTR che aveva accolto l'appello del Consorzio.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto i motivi n. 2, 3 (nei termini esposti), 4 e 6, ha ritenuto assorbiti i motivi 1 e 5, ha cassato la sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia n. 2935/24/2022 e ha rinviato la causa alla CTR di Puglia in diversa composizione per nuovo esame. La Corte ha censurato l'appello per: decisione apodittica sul mancato ribaltamento dei ricavi senza adeguato accertamento della natura delle operazioni e del rapporto consorzio/consorziate; sviamento rispetto ai limiti del thema decidendum (pronunce su doppia imposizione e decadenza non prospettate in primo grado); errata valutazione della definitività e degli effetti degli accertamenti sugli anni 2006-2007; violazione dei principi tributari relativi all'individuazione del soggetto che può dedurre i costi e alla disciplina IVA del mandato senza rappresentanza.
Norme richiamate
Disciplina della natura e finalità del consorzio e della funzione mutualistica: il consorzio è in linea di principio struttura strumentale le cui operazioni vanno imputate alle consorziate salvo che svolga autonoma attività commerciale.
Regola dell'onere della prova: individuazione degli oneri probatori in ordine alla natura delle operazioni e alla riconducibilità delle differenze di fatturato a costi o provvigioni.
Regole processuali richiamate in relazione alla motivazione e alla validità della decisione di merito (correttezza e sufficienza della motivazione).
d.lgs. n. 546/1992, artt. 1 e 36
Norme sul processo tributario: limiti di impugnazione e disciplina del giudizio, rilevate nella censura sull'operato del giudice d'appello.
Divieto di proporre in appello nuove domande o eccezioni non prospettate in primo grado: la Corte ha ritenuto che la CTR abbia deciso su questioni (duplicazione imposizione, decadenza) non dedotte in primo grado.
Norma richiamata in relazione all'obbligo di riassunzione del giudizio dopo rinvio della Cassazione sulla causa pregiudiziale; rilievo sull'eventuale estinzione per mancata riassunzione.
art. 3 e art. 13 d.P.R. n. 633/1972
Disciplina IVA del mandato senza rappresentanza: la corrispondenza tra base imponibile fatturata dal mandatario (consorzio) al terzo e quella fatturata dal mandante (consorziata) al mandatario, salva la rilevanza della provvigione formalmente pattuita.
Richiamato in tema di divieto di doppia imposizione e duplici recuperi a tassazione, ma la Corte ha censurato la CTR per essere andata oltre il tema di causa senza adeguata deduzione.
Principi sull'individuazione del soggetto passivo e sui criteri di deduzione dei componenti di reddito: inderogabilità delle regole di competenza e inerenza, che impediscono a soggetto non titolato di dedurre costi non correlati a propri ricavi.
art. 295, art. 336 e art. 337 c.p.c.
Norme processuali sul rapporto di pregiudizialità fra giudizi, sospensione facoltativa ed effetti estensivi tra giudicati; richiamate nella valutazione degli effetti di pronunce non definitive sulla causa principale.
Massime di principio
- Nel rapporto consorzio/consorziata la regola generale è il ribaltamento (imputazione) delle operazioni del consorzio alle consorziate salvo che si accerti che il consorzio abbia acquisito e svolto autonomamente la commessa: la qualificazione è questione di fatto e compete al giudice di merito.
- Onere della prova: se esiste una differenza tra quanto fatturato dal consorzio al terzo e quanto fatturato dalla consorziata al consorzio, la consorziata deve provare che la differenza è costituita da costi generali ripartiti, servizi specifici forniti dal consorzio o provvigioni pattuite; ove rilevi, il consorzio deve dimostrare l'inerenza dei costi ribaltati.
- Mandato senza rappresentanza e IVA: ai fini IVA opera la disciplina che richiede piena corrispondenza tra base imponibile del mandatario e del mandante, salvo la provvigione formalmente pattuita; non è ammessa differenza non giustificata.
- Deducibilità dei costi e soggettività fiscale: non può dedurre un costo chi non ne abbia titolo secondo TUIR (criteri di competenza e inerenza); la deducibilità è vincolata alla corretta individuazione del soggetto cui il costo si riferisce.
- Limiti del giudizio d'appello: non è ammesso introdurre in appello nuove domande o eccezioni non prospettate in primo grado; il giudice d'appello non può decidere su questioni extracategoria non dedotte, salvo eccezioni rilevabili d'ufficio.
- Pregiudizialità: quando la causa principale dipende da una sentenza su questione pregiudiziale, l'eventuale mancanza di definitività dell'atto pregiudicante non obbliga sempre alla sospensione del giudizio principale; tuttavia i rapporti fra giudicati vanno trattati con attenzione e si applicano norme (art. 336 c.p.c.) che possono estendere effetti in caso di successiva riforma o cassazione.
- Divieto di doppia imposizione: il recupero a tassazione non deve determinare duplicazioni ingiustificate, ma l'accertamento del divieto richiede che la fattispecie sia stata dedotta e comprovata nel giudizio; il giudice non può basarsi su argomentazioni non prospettate dalle parti.
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