Cassazione Penale, Sentenza n. 37992/2025 del 24/11/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame di Latina (28/01/2025) che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo relativo a un'area di mq. 17.703 dove era in corso la costruzione di un centro commerciale. Il P.M. censurava, in sintesi, la valutazione del Tribunale circa l'esistenza del periculum in mora (sosteneva che le opere non erano ultimate e che vi erano elementi concreti di aggravamento), deduceva elementi probatori relativi allo stato dei lavori e alla mancata adozione di provvedimenti amministrativi, e sosteneva che permangono i presupposti per il mantenimento del sequestro preventivo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del Pubblico Ministero inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso fosse, per larga parte, imperniato su censure di merito e rilievi fattuali non configurabili come "violazione di legge" ai sensi dell'art. 325 c.p.p. La Corte ha confermato che il Tribunale del riesame aveva fornito motivazione adeguata e coerente sul fumus e, soprattutto, aveva motivato l'insussistenza del periculum in mora, valutando la completa esecuzione dell'opera e l'assenza di indici concreti di aggravamento del carico urbanistico o di pericolo attuale per l'assetto del territorio.
Norme richiamate
Limita il ricorso per cassazione avverso misure cautelari reali alla violazione di legge; la Corte interpreta restrittivamente l'ambito di sindacato, escludendo la rinnovazione del giudizio sui fatti.
Richiamato quale norma del codice penale eventualmente collegata alle contestazioni originarie (concorso di persone), contestualmente alla fattispecie edilizia/paesaggistica.
art. 44 lett. b) d.P.R. 380/2001 (Testo unico edilizia)
Norma che punisce l'abuso edilizio; la Corte riconosce che tali violazioni possono giustificare il fumus purché adeguatamente motivate dal giudice di merito.
art. 181 d.lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio)
Norma sanzionatoria in materia paesaggistica: la costruzione in aree vincolate può integrare il reato paesaggistico e contribuire al fumus.
art. 24, comma 1, lett. b) n.2 legge regionale n. 33/1999 (Regione Lazio)
Definizione di "centro commerciale" rilevante per la qualificazione urbanistica dell'intervento; determinante per stabilire la necessità del rilascio del titolo regionale e per valutare la unitarietà dell'opera.
art. 15, comma 1, lett. n) legge regionale n. 22/2019 (testo unico commercio Regione Lazio)
Modifica della nozione di centro commerciale rimuovendo il limite dei quattro esercizi; utile alla Corte per ritenere l'opera unitaria ai fini urbanistici.
Imposizione dell'obbligo di motivazione dei provvedimenti giurisdizionali; la Corte valuta che il Tribunale del riesame abbia rispettato i requisiti minimi di motivazione, escludendo che essa fosse meramente apparente.
Riferimento sul motivo di ricorso relativo alla manifestata illogicità della motivazione: la Corte precisa i limiti tra vizio di legge e critica di merito/fattuale.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione avverso misure cautelari reali è ammissibile solo per violazione di legge: censure di fatto o di merito non sono ammissibili in questa sede.
- La Corte non riesamina in concreto la fondatezza delle prove: verifica la compatibilità tra la fattispecie concreta e la fattispecie astratta di reato e controlla la legittimità formale e la sufficienza della motivazione.
- La mancanza assoluta di motivazione o una motivazione completamente apparente configurano "violazione di legge" rilevante per la cassazione; la mera contestazione di scelte logiche del giudice di merito, invece, è rimessa al sindacato di merito e non alla Corte di legittimità.
- Nel giudizio di riesame sulla misura cautelare il tribunale deve motivare specificamente il periculum in mora: quando l'opera è ultimata, è necessario spiegare concretamente quale aggravamento ulteriore della situazione derivi dalla disponibilità del bene.
- Per accertare il fumus commissi delicti il giudice del riesame valuta la congruità degli elementi offerti dal P.M.; non è tenuto a svolgere un processo nel processo né a decidere definitivamente sulla sussistenza del reato.
- Il giudice penale può disapplicare titoli amministrativi manifestamente illegittimi nel giudizio cautelare qualora l'illegittimità sia evidente e macroscopica, ma tale valutazione deve rimanere entro i limiti della sommaria verifica richiesta in sede cautelare.
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