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Cassazione Civile, Ordinanza n. 07499/2023 del 15/03/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da un'ordinanza-ingiunzione con cui una Provincia ha irrogato una sanzione amministrativa pecuniaria per violazione della normativa regionale in materia di cave, ritenendo che in una cava di marmo fossero stati asportati materiali oltre i limiti del progetto autorizzato, con sconfinamento del perimetro di scavo, stoccaggio esterno di materiale e mancato trattamento delle pareti di scopertura. Il destinatario dell'ingiunzione, in proprio e quale legale rappresentante della società concessionaria, ha opposto il provvedimento contestando la prova dell'illecito, la correttezza delle misurazioni tecniche, il mancato accoglimento di prove testimoniali e consulenza tecnica d'ufficio, la quantificazione della sanzione, l'assenza dell'elemento soggettivo, la nullità per asserita incoerenza tra contestazione e norma applicata e l'operatività del principio di specialità rispetto a un parallelo procedimento penale per fatti analoghi.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse motivato in modo congruo e logicamente coerente sull'accertamento tecnico della violazione, sulla inutilità delle prove richieste, sulla legittimità della quantificazione della sanzione entro i limiti previsti e sulla sussistenza della colpa presunta dell'autore dell'illecito, non superata da prova contraria. Ha inoltre escluso la nullità per difetto di corrispondenza tra contestazione e sanzione, ritenendo che la contestazione riguardasse effettivamente la materia delle cave, e ha negato l'applicabilità del principio di specialità ex art. 9 L. 689/1981, in quanto la sanzione amministrativa regionale e le norme penali invocate tutelano interessi giuridici diversi. Le spese sono state poste a carico del ricorrente ed è stato disposto l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 33, comma 2, L.R. Veneto n. 44/1982

    Prevede la sanzione amministrativa per scavi di cava effettuati in difformità dal progetto approvato e dalle prescrizioni autorizzative, a tutela dell'assetto idrogeologico e geomorfologico.

  • art. 3 L. n. 689/1981

    Introduce una presunzione di colpa del trasgressore nelle sanzioni amministrative, ponendo a suo carico la prova dell'assenza di colpevolezza.

  • art. 9 L. n. 689/1981

    Il principio di specialità opera solo se le norme sanzionano il medesimo fatto in rapporto di specialità; qui è escluso perché le norme hanno diversa obiettività giuridica.

  • art. 14 L. n. 689/1981

    Richiamato dalla parte ricorrente sul tema della contestazione, ma la Corte ne esclude la decisività perché la contestazione era comunque riferita alla materia cave.

  • art. 18 L. n. 689/1981

    Richiamato dalla parte ricorrente nel motivo sulla validità dell'ordinanza-ingiunzione, senza incidere sull'esito del giudizio.

  • art. 24 L. n. 689/1981

    La connessione obiettiva tra illecito amministrativo e reato rileva solo se l'accertamento dell'uno è antecedente logico necessario dell'altro; nel caso concreto tale presupposto è escluso.

  • art. 115 c.p.c.

    Richiamato in relazione alla valutazione delle prove, ma le censure miravano in realtà a una nuova valutazione del merito, non consentita in cassazione.

  • art. 116 c.p.c.

    Richiamato per contestare l'apprezzamento del materiale probatorio, ma la Corte ribadisce che la valutazione delle prove appartiene al giudice di merito.

  • art. 112 c.p.c.

    Invocato per omessa pronuncia sui mezzi istruttori, ma il motivo è respinto perché la Corte d'appello aveva comunque esaminato e implicitamente escluso la rilevanza delle richieste istruttorie.

  • art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.

    Usato come parametro del vizio di motivazione; la sentenza è ritenuta adeguatamente motivata e non meramente apparente.

  • art. 2697 c.c.

    Richiamato per il riparto dell'onere della prova; la Corte conferma che, provata la fattispecie tipica dall'autorità, grava sul trasgressore provare l'assenza di colpa.

  • art. 6, comma 11, d.lgs. n. 150/2011

    Richiamato come disciplina del rito in materia di opposizione a sanzione amministrativa, senza rilievo decisivo sulla soluzione del caso.

  • art. 181, comma 1, d.P.R. n. 42/2004

    Invocato nel parallelo penale; la Corte esclude la specialità rispetto alla norma regionale, per la diversità del bene giuridico protetto.

  • art. 44, lett. c), d.P.R. n. 380/2001

    Richiamato nel procedimento penale parallelo, ma non idoneo a far operare l'art. 9 L. 689/1981 nel caso concreto.

  • art. 1, comma 17, L. n. 228/2012

    Fondamento dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto dell'impugnazione proposta dopo il 30 gennaio 2013.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Prevede l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato nei casi di rigetto dell'impugnazione.

  • art. 1, comma 208, L. n. 266/2005

    Le somme destinate ai compensi dell'avvocatura interna pubblica si intendono comprensive degli oneri riflessi a carico del datore di lavoro.

  • art. 9, d.l. n. 90/2014 conv. in L. n. 114/2014

    Disciplina i compensi dell'avvocatura pubblica e conferma che i rapporti economici rilevano internamente tra ente e avvocato dipendente, non verso la controparte soccombente.

Massime di principio

  • Nelle sanzioni amministrative in materia di cave, lo sconfinamento oltre il perimetro autorizzato o oltre la profondità assentita integra coltivazione non autorizzata, anche se i quantitativi complessivi estratti siano contestati come non superati.
  • Quando l'autorità amministrativa dimostra la fattispecie tipica dell'illecito, opera la presunzione di colpa ex art. 3 L. 689/1981 e spetta al trasgressore provare di avere agito senza colpevolezza.
  • In cassazione non è consentito ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio; le censure che mirano solo a sostituire una diversa lettura delle risultanze tecniche sono inammissibili.
  • L'omessa ammissione di prove testimoniali o consulenza tecnica è censurabile solo se la prova sia decisiva e la sua mancata ammissione determini un vizio motivazionale effettivo su un punto decisivo della controversia.
  • Il principio di specialità dell'art. 9 L. 689/1981 non opera quando la disposizione penale e quella amministrativa tutelano interessi giuridici differenti, anche se si riferiscono a fatti materiale analoghi.
  • La connessione obiettiva tra illecito amministrativo e reato rileva solo se l'accertamento dell'illecito amministrativo costituisce antecedente logico necessario del reato; in difetto, la pendenza del procedimento penale non sottrae all'autorità amministrativa il potere sanzionatorio.
  • La quantificazione di una sanzione amministrativa entro un minimo e un massimo è rimessa alla discrezionalità del giudice di merito, che non deve necessariamente analiticamente esplicitare tutti i criteri adottati, purché la motivazione dia conto della valutazione compiuta.
  • Le norme sui compensi dell'avvocatura interna degli enti pubblici incidono sui rapporti interni ente-dipendente e non consentono di addossare alla controparte soccombente il pagamento degli oneri riflessi come voce ulteriore delle spese di lite.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProveSpese di liteInadempimento
RamiProcesso civileObbligazioniResponsabilità civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezzaGiudicato

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