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Cassazione Civile, Ordinanza n. 28915/2023 del 18/10/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La società ricorrente, proprietaria di un immobile sito in Roma e occupato arbitrariamente da più persone, aveva chiesto alla Prefettura e a Roma Capitale di adottare provvedimenti, anche contingibili e urgenti, per lo sgombero dell'immobile e per la tutela di eventuali occupanti in condizioni di fragilità, lamentando il silenzio/inadempimento delle amministrazioni rispetto alla diffida fondata sugli artt. 11 del D.L. 14/2017, 31-ter del D.L. 113/2018 e 50 e 54 del D.Lgs. 267/2000. Il TAR aveva accolto il ricorso e ordinato l'adozione dei provvedimenti richiesti; il Consiglio di Stato, su appelli delle amministrazioni, aveva invece riformato integralmente la decisione e respinto il ricorso originario, condannando la società alle spese dei due gradi. La società ha quindi proposto ricorso per cassazione ex artt. 362 c.p.c., 110 D.Lgs. 104/2010 e 111 Cost., affidandolo a un unico motivo. Prima della decisione, tuttavia, la ricorrente ha depositato atto di rinuncia al ricorso, sottoscritto dal difensore munito di mandato ad hoc e accettato dalle controparti, con adesione anche alla regolazione delle spese compensate.

La decisione

La Corte ha preso atto della rinuncia al ricorso, validamente sottoscritta e accettata dai difensori delle amministrazioni controricorrenti, e ha dichiarato l'estinzione del processo. In ragione dell'adesione delle controparti alla rinuncia con spese compensate, non è stata pronunciata condanna alle spese. Poiché il testo fornito si interrompe subito dopo l'espressione "non deve pronunciarsi condanna alle sp", l'esito è ricavabile con certezza come estinzione del giudizio di legittimità per rinuncia.

Norme richiamate

  • art. 362 c.p.c.

    Indicato come base del ricorso per cassazione avverso decisione del Consiglio di Stato nei casi consentiti dall'ordinamento.

  • art. 110 D.Lgs. n. 104/2010

    Richiamato quale ulteriore fondamento processuale del ricorso per cassazione contro la sentenza del Consiglio di Stato.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato come parametro costituzionale del ricorso per cassazione avverso decisioni del giudice amministrativo.

  • artt. 11 D.L. 14/2017

    Richiamati dalla parte istante a fondamento della diffida alle amministrazioni per l'adozione di misure volte allo sgombero e alla tutela della sicurezza pubblica e privata.

  • art. 31-ter D.L. n. 113/2018

    Richiamato dalla parte istante a fondamento della richiesta di intervento amministrativo in relazione all'occupazione dell'immobile.

  • artt. 50 e 54 D.Lgs. n. 267/2000

    Richiamati dalla parte istante quale base dei poteri contingibili e urgenti invocati nei confronti delle amministrazioni.

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso per cassazione, se sottoscritta dal difensore munito di mandato ad hoc e portata a conoscenza delle controparti, estingue il processo quando sia accettata dalle parti resistenti.
  • L'accettazione della rinuncia da parte dei controricorrenti, specie se accompagnata dall'accordo sulle spese compensate, impedisce la pronuncia di una condanna alle spese in favore delle parti resistenti.
  • Nei ricorsi avverso sentenze del Consiglio di Stato proposti ai sensi dell'art. 111 Cost. e delle norme processuali richiamate, la sopravvenuta rinuncia assorbe ogni esame del motivo di ricorso e determina la definizione in rito del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniGiurisdizione
RamiProcesso civileInternazionale privato
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicato

Testo integrale

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