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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 20471/2026 del 17/06/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Autostrade Meridionali chiedeva la declaratoria di illegittimità e la demolizione di una tettoia e di un fabbricato posti all'interno della fascia di rispetto dell'autostrada Napoli-Salerno, per violazione delle norme sulle distanze/inedificabilità nella fascia autostradale. In primo grado il Tribunale rigettò la domanda per incertezza circa l'epoca di realizzazione delle opere; la Corte d'appello confermò ritenendo che l'onere di provare la posteriorità dell'edificazione rispetto alla normativa gravasse sulla società attrice. Autostrade ricorse in Cassazione denunciando, tra l'altro, errata qualificazione della domanda (applicazione del regime civilistico delle distanze anziché del vincolo pubblico di inedificabilità), errata ripartizione dell'onere della prova e mala valutazione delle risultanze istruttorie.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i primi due motivi di ricorso (dichiarando assorbito il terzo), ha cassato la sentenza della Corte d'appello in relazione ai motivi accolti e ha rinviato la causa alla Corte d'appello di Napoli, in diversa composizione, per un nuovo esame. La Corte ha stabilito il principio che il vincolo di inedificabilità assoluta della fascia di rispetto autostradale comporta una presunzione di illegittimità delle costruzioni in essa ricadenti e che, dopo l'accertamento del vincolo da parte della P.A., grava sul privato l'onere di dimostrare che la costruzione è stata realizzata in epoca anteriore alla realizzazione dell'autostrada. La Cassazione ha inoltre precisato che la società concessionaria subentra nelle funzioni dell'ente gestore e può agire per la rimozione delle opere abusive. La questione sarà riesaminata dalla Corte d'appello alla luce di tale principio; la Corte di legittimità ha rinviato anche la regolazione delle spese del giudizio di legittimità al giudice di rinvio.

Norme richiamate

  • Legge 24 luglio 1961, n. 729, art. 9

    Introduce il vincolo di inedificabilità nelle fasce di rispetto autostradale: la norma determina un divieto assoluto di edificazione nella fascia interessata, producendo una presunzione di illegittimità delle costruzioni ivi ricadenti

  • Legge 6 agosto 1967, n. 765 (modifiche all'art. 41-septies della legge 1150/1942)

    Conferma e integra il regime del vincolo di rispetto stradale/autostradale previsto dall'ordinamento urbanistico, rafforzando l'inedificabilità delle fasce in ragione dell'interesse pubblico alla circolazione e sicurezza

  • D.M. 1 aprile 1968, n. 1404, artt. 4-5

    Disposizioni tecniche/attive di attuazione delle norme sulle fasce di rispetto che contribuiscono a definire l'ambito e i limiti del divieto di edificazione

  • Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada), artt. 3 e 4

    Norme del Codice della Strada che, insieme al regolamento attuativo, integrano il regime del vincolo di rispetto e confermano la natura pubblicistica dell'inderogabile divieto di edificazione in fascia

  • D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, art. 5

    Regolamento attuativo che disciplina aspetti operativi della fascia di rispetto e contribuisce alla qualificazione normativa del divieto di edificazione

  • Codice civile, artt. 872-873

    Norme sulle distanze legali tra costruzioni richiamate nella controversia; la Corte ha comunque distinto il regime civilistico delle distanze dal vincolo pubblico di inedificabilità quando rileva la tutela della circolazione pubblica

  • Codice civile, art. 2697

    Regola generale sulla distribuzione dell'onere della prova: la sentenza di legittimità interpreta che, nel caso di vincolo pubblico di inedificabilità, la presunzione di illegittimità sposta l'onere sul privato di provare l'anteriorità dell'opera

  • Codice di procedura civile, artt. 112, 115, 116, 132

    Riferimenti procedurali utilizzati in relazione all'onere della prova e alla valutazione delle risultanze istruttorie; la Cassazione ha censurato l'applicazione data dalla Corte d'appello in tema di ripartizione dell'onere probatorio

  • Legge 28 gennaio 1971, n. 865, art. 18

    Citata tra le norme d'interesse in materia edilizia; utilizzata nel quadro normativo richiamato per qualificare le conseguenze della violazione della disciplina edilizia e delle distanze

Massime di principio

  • La presenza di un vincolo di inedificabilità pubblico (es. fascia di rispetto autostradale) determina una presunzione di illegittimità delle costruzioni ivi ricadenti; non si tratta semplicemente di un rapporto di diritti tra privati.
  • Dopo l'accertamento dell'esistenza del vincolo da parte della P.A., grava sul proprietario/privato l'onere di provare che la costruzione è anteriore alla realizzazione dell'opera pubblica che ha imposto il vincolo (ossia l'autostrada).
  • La società concessionaria dell'autostrada subentra nelle funzioni dell'ente gestore (ANAS) e può esercitare l'azione diretta a ottenere la rimozione o la demolizione delle opere abusive nella fascia di rispetto.
  • In presenza di incertezza probatoria sull'epoca di costruzione, il giudice deve tener conto della presunzione di illegittimità derivante dal vincolo pubblico e non ribaltare indebitamente l'onere della prova sull'ente pubblico o sulla parte attrice.
  • Eventuali sentenze penali o procedimenti amministrativi di sanatoria non esauriscono automaticamente la questione civile sulla riconducibilità dell'opera al regime di inedificabilità; il giudice civile deve valutare autonomamente la prova dell'anteriorità.

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