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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 20273/2026 del 17/06/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Controversia sui corrispettivi per lavori edili: Portale (appaltatore) sostiene che lavori aggiuntivi avevano fatto crescere il prezzo concordato da €416.130,01 a €737.887,62 (effettivamente €726.808,00), di cui aveva ricevuto €584.247,00, e chiede il pagamento del residuo e la restituzione di €50.000 prestatigli come mutuo. Il convenuto Foti contesta l'entità dei lavori, lamenta vizi, nega il prestito e sostiene di aver pagato somme eccedenti.

La decisione

Il Tribunale di primo grado condannò Foti a pagare a Portale €185.116,84 e dichiarò inammissibile la domanda relativa ai €50.000. In appello Foti ottenne una riduzione della condanna a €4.625,09, mentre l'appello incidentale di Portale sulla questione dei €50.000 fu rigettato. In Cassazione Portale ha proposto sei motivi: la Corte di legittimità ha rigettato gran parte delle censure (richiamando i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione dei fatti e della CTU, e l'inammissibilità di censure generiche), ma ha ritenuto fondato il sesto motivo relativo all'onere della prova sul mutuo di €50.000, ritenendo che la Corte d'appello avesse travisato il principio sul riparto dell'onere probatorio. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata cassata limitatamente a tale questione e la causa è stata rinviata alla Corte d'appello di Catania in diversa composizione per nuovo esame, con esclusione di ogni ulteriore attività istruttoria.

Norme richiamate

  • art. 2697 cod. civ.

    Regola il riparto dell'onere della prova: se l'accipiens nega la dazione, l'attore deve provare la consegna; se l'accipiens ammette la ricezione ma invoca un titolo diverso (diritto a trattenere), su di lui grava la prova del titolo.

  • art. 2033 cod. civ.

    Norma sull'indebito che viene richiamata in relazione alla restituzione di somme, inquadrando la dazione non dovuta.

  • art. 115 cod. proc. civ.

    Principio della libera valutazione della prova da parte del giudice del merito; la sua presunta violazione non è sindacabile in Cassazione se si tratta di mera rivalutazione delle prove.

  • art. 116 cod. proc. civ.

    Regime delle prove e del loro apprezzamento: la Corte ricorda i limiti del sindacato di legittimità sulle valutazioni probatorie del giudice di merito.

  • art. 167 cod. proc. civ.

    Richiamato in relazione alla motivazione e all'istruttoria; la Cassazione verifica che la decisione di merito abbia motivazione sufficiente e non contrasti con le norme processuali.

  • art. 132 n. 4 cod. proc. civ.

    Richiesto in tema di nullità per motivazione carente; la Corte valuta se l'impugnazione colpisca la ratio decidendi effettiva della sentenza impugnata.

  • art. 360 nn. 3 e 5 cod. proc. civ.

    Norme che disciplinano i motivi di cassazione: il n.3 per le nullità e la violazione di norme processuali, il n.5 per l'omesso esame di un fatto controverso e decisivo; la Corte delinea i limiti del ricorso fondato su travisamento di fatti o deduzioni non rilevanti.

  • art. 395 n. 4 cod. proc. civ.

    Rimessione alla revocazione per travisamento della CTU: la Corte osserva che il rimedio corretto contro travisamento della consulenza è la revocazione, non la cassazione, se si contesta la funzione probatoria.

  • d.lgs. n. 231/2002, artt. 2-5

    Norme sul tasso di mora nei rapporti commerciali invocate dal ricorrente per il computo degli interessi moratori; la Corte ha ritenuto la questione non sufficientemente specificata e nuova.

  • artt. 91 e 92 cod. proc. civ.

    Norme sul governo delle spese di lite, richiamate ma dichiarate assorbite dalla decisione sul motivo principale.

  • art. 13 D.P.R. n. 115/2002

    Richiamato in relazione al contributo unificato e alle spese, ma la censura è stata assorbita dall'accoglimento del sesto motivo.

Massime di principio

  • Quando chi riceve denaro nega di averlo ricevuto, grava sul ricorrente (chi afferma la dazione) l'onere di provare la consegna; non è allora richiesto che il "tradens" provi il titolo della prestazione.
  • Se chi ha ricevuto ammette la somma ma sostiene un titolo diverso (es. non mutuo ma donazione o pagamento a titolo di altro), allora su di lui grava la prova del titolo che giustifichi la ritenzione.
  • La Corte di Cassazione non è sede per riesaminare liberamente le valutazioni di merito o le critiche tecniche alla consulenza (CTU): tali censure richiedono specificità e spesso il rimedio è la revocazione o il riesame in sede di merito, non la cassazione.
  • Ai fini della cassazione per omesso esame di fatto controverso e decisivo (art. 360, n.5), va distinto tra 'fatto' in senso storico/normativo e mere argomentazioni, supposizioni o estrapolazioni dalla consulenza; solo i fatti materiali omessi integrano il vizio.
  • Questioni nuove, non sollevate nei gradi precedenti (es. diversa computazione degli interessi sulla base di norme sopravvenute o non dedotte) non possono essere esaminate per la prima volta in Cassazione e vanno considerate inammissibili.
  • In caso di rinvio per violazione di legge, il giudice di merito chiamato a riesaminare deve applicare il principio di diritto enunciato dalla Cassazione e, se la Cassazione lo ordina, può essere esclusa ogni ulteriore attività istruttoria.

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