Cassazione Civile, Sentenza n. 2273/2024 del 23/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'avviso di liquidazione e d'irrogazione sanzioni relativo alla compravendita di un'unità immobiliare in corso di costruzione (atto del 10/08/2012). Il nodo controverso era se l'operazione dovesse essere assoggettata ad IVA (con conseguente liquidazione dell'imposta ipotecaria e catastale in misura fissa) ovvero alle imposte ipotecaria e catastale nella misura del 3% e dell'1% perché l'immobile sarebbe stato ritenuto "idoneo ad essere immesso in consumo" ai sensi della normativa vigente (n. 8-ter dell'art. 10). Il ricorrente censurava in Cassazione la corretta applicazione delle norme fiscali (art. 10, n. 8-ter d.P.R. 633/1972 e norme collegate) e sosteneva che l'idoneità all'immissione in consumo coincide con l'ultimazione dei lavori e l'accatastamento, non con la sola conclusione di contratti relativi all'utilizzo, nonché il principio del contra factum proprium dell'Amministrazione rispetto alle proprie circolari.
La decisione
Prima dell'udienza di trattazione il ricorrente ha presentato atto di rinuncia al giudizio, accettato dall'Agenzia delle Entrate. Dalla rinuncia è emerso che il ricorrente aveva perso interesse per la controversia in ragione della definizione agevolata della cartella di pagamento e del pagamento delle somme dovute. La Corte ha quindi dichiarato estinto il giudizio e ha disposto l'integrale compensazione delle spese di lite ai sensi dell'art. 391 c.p.c.; non è stata resa alcuna decisione nel merito delle questioni tributarie originarie.
Norme richiamate
d.P.R. n. 633 del 1972, art. 10, n. 8-ter
La disposizione indica i casi in cui le operazioni relative a fabbricati sono soggette ad IVA o ad imposta di registro; nel contesto della sentenza la norma è stata al centro della controversia relativa alla determinazione dell'idoneità dell'immobile ad essere immesso in consumo e delle conseguenze fiscali (applicazione imposta ipotecaria al 3% e catastale all'1% se rientra nel n. 8-ter).
d.lgs. n. 347 del 1990, art. 10
Norme sul sistema delle imposte ipotecarie e catastali; nel caso è stata richiamata in relazione alla determinazione delle misure applicabili (fisse o percentuali) in funzione dell'assoggettamento ad IVA e dell'idoneità all'immissione in consumo.
Tariffa allegata (1-bis)
Riferimento alla disciplina tariffaria per le imposte ipotecarie e catastali; nel ricorso si discute l'applicazione della misura fissa o delle percentuali (3% e 1%) a seconda della qualificazione fiscale dell'atto.
d.l. 4 luglio 2006, n. 223, conv. L. 4 agosto 2006, n. 248
Norma che ha introdotto l'assoggettamento ad IVA dei fabbricati strumentali trasferiti entro quattro anni dall'ultimazione, collegando tale fattispecie alla disciplina delle imposte ipotecarie e catastali; la Corte inferibile dal testo valuta la ratio basata sull'idoneità all'immissione in consumo.
legge n. 212 del 2000, art. 10
Richiamata dal ricorrente nell'ambito della censura per comportamento dell'Amministrazione; dal testo emerge che è stato lamentato un possibile contrasto tra l'azione amministrativa e le posizioni espresse nelle circolari (pregressa orientation dell'Amministrazione).
cod. proc. civ., art. 360, comma 1, n. 3 e n. 4
Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione (violazione di norme di diritto e motivazione insufficiente o contraddittoria); sono stati invocati per censurare la decisione di merito.
Richiamati in relazione a profili di correttezza e buona fede nell'atteggiamento delle parti e/o dell'Amministrazione (precontrattazione e comportamento), come collegamento alla contestazione del contra factum proprium.
Norma processuale invocata dalla Corte per dichiarare l'estinzione del giudizio per rinuncia del ricorrente e disporre l'integrale compensazione delle spese di lite.
Massime di principio
- Nei contenziosi relativi alla qualificazione fiscale delle cessioni di immobili in corso di costruzione, elemento centrale è l'idoneità dell'immobile ad essere immesso in consumo: fattori decisivi sono l'effettiva ultimazione dei lavori e l'accatastamento, più che la sola stipula di contratti d'uso.
- L'assoggettamento ad IVA (o la sua esclusione) determina conseguenze immediate sulle imposte ipotecarie e catastali: se l'operazione è soggetta ad IVA, di norma si applicano le imposte in misura fissa; se l'immobile è invece considerato pronto per il consumo rientrante nel n. 8-ter, si applicano le percentuali (3% e 1%).
- Le posizioni espresse dall'Amministrazione nelle circolari possono essere rilevanti per la teoria del contra factum proprium; tuttavia, la soluzione finale dipende dall'applicazione delle norme sostanziali al caso concreto e non dalla sola circolare.
- La rinuncia al giudizio da parte del ricorrente, se accettata dalla controparte, determina l'estinzione del processo senza decisione di merito: in tal caso le spese possono essere integralmente compensate secondo l'art. 391 c.p.c., con la conseguenza che non si ottiene un precedente giurisdizionale sul merito.
- In situazioni analoghe è utile documentare lo stato materiale dell'immobile (stato dei lavori, certificazioni, eventuale accatastamento) perché tali elementi sono spesso determinanti per la qualificazione fiscale dell'operazione.
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