Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8152/2024 del 26/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo d'urgenza dell'area interessata alla realizzazione di una pista di cicloturismo per e-bike tra Macugnaga e Saastal. Le doglianze comprendevano: carenza e apparenza della motivazione sul periculum in mora (contestata la mancata autonoma valutazione del Tribunale e la mancata considerazione delle difese); errata valutazione della sequestrabilità dell'area demaniale (si sostiene che, in caso di opere abusive su demanio, vanno sequestrate le opere e non l'intero bene demaniale, e che le modifiche di tracciato riguardavano solo alcuni tratti); inesatta ricostruzione del fumus del reato ex art. 44 DPR 380/2001 (si eccepisce che opere esecutive di lavori pubblici non richiedono sempre permesso di costruire e che non si trattava di "nuova costruzione"); mancata chiarezza sulla titolarità/forma dell'autorizzazione richiesta ai sensi dell'art. 181 d.lgs. 42/2004 (non è stato specificato se le opere erano prive di titolo o soltanto difformi e quale procedura autorizzativa sarebbe dovuta seguire il Comune); e vuoto motivazionale rispetto ai reati ambientali e paesaggistici (articoli 518 duodecies e 518 sexiesdecies c.p.), senza indicazione delle condotte concrete contestate e del nesso causale tra modifiche e distruzione del bene paesaggistico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato per apparenza della motivazione sia in relazione al fumus commissi delicti sia al periculum in mora. Ha evidenziato che il Tribunale del riesame si è limitato a richiamare la astratta configurabilità dei reati senza descrivere natura, entità e dinamica delle condotte contestate, né l'estensione e le dimensioni delle opere e dell'area sequestrata; ha inoltre omesso di confrontarsi con le specifiche censure difensive. Pur richiamando la legittimità, in astratto, del sequestro di beni demaniali quando la fruizione modificata possa aggravare il pregiudizio per l'ecosistema, la Corte ha rilevato che nel caso concreto mancava l'accertamento dell'effettiva incidenza dei lavori sui beni vincolati. Per questi motivi ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale del riesame di Verbania per un nuovo giudizio che affronti puntualmente le questioni sollevate dalle difese.

Norme richiamate

  • art. 44 d.P.R. n. 380/2001

    Norma punente in materia edilizia richiamata per la contestazione di illeciti edilizi; la Corte ha ritenuto che la semplice astratta configurabilità non sia sufficiente per giustificare il sequestro preventivo senza descrivere le condotte e la loro incidenza concreta.

  • art. 7 d.P.R. n. 380/2001

    Richiamato in difesa per sostenere che alcune opere esecutive di lavori pubblici non richiedono il permesso di costruire; la Corte segnala che occorre valutare concretamente se l'opera rientri nelle eccezioni previste.

  • art. 181 d.lgs. n. 42/2004

    Norma del codice dei beni culturali/paesaggistici relativa alle violazioni paesaggistiche; la Corte ha evidenziato che per l'accertamento del reato paesaggistico è necessario chiarire se le opere siano prive di titolo o difformi e quale procedura autorizzativa fosse richiesta.

  • art. 518-duodecies c.p.

    Fattispecie penale collegata a danni a beni paesaggistici/ambientali richiamata nella contestazione; la Corte ha rilevato che il provvedimento impugnato non ha indicato le condotte concrete attribuite e il nesso causale con la presunta distruzione.

  • art. 518-sexiesdecies n.1 c.p.

    Ulteriore norma penale richiamata per i reati ambientali/paesaggistici; la Corte ha richiesto motivazione più puntuale rispetto alla configurazione di tali reati nel caso concreto.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Norma che delimita i motivi di ricorso per cassazione: la Corte ricorda che in materia cautelare reale è sindacabile l'inesistenza o l'apparenza della motivazione; qui ha ritenuto sussistente l'apparenza della motivazione.

  • d.P.R. n. 31/2017

    Richiamato nel dibattito sulle procedure autorizzative semplificate; la Corte evidenzia che va chiarito quale procedura autorizzativa il Comune avrebbe dovuto seguire per le modifiche del tracciato.

Massime di principio

  • Per giustificare un sequestro preventivo reale su area demaniale è necessario motivare concretamente il nesso di strumentalità tra l'area e i reati contestati e descrivere l'effettiva incidenza dei lavori sui beni vincolati.
  • Il giudice del riesame deve confrontarsi con le specifiche censure difensive e indicare, anche sommariamente, le ragioni che rendono sostenibile l'impostazione accusatoria (natura, entità e dinamica delle condotte).
  • Nel caso di opere abusive su beni demaniali, il sequestro può riguardare le opere realizzate quando il vincolo funzionale non imponga l'intero bene, salvo che non sia provato che il sequestro dell'area sia indispensabile per impedire il protrarsi del danno.
  • La mera astratta configurabilità del reato non basta: occorre documentare elementi fattuali (dimensioni dei lavori, ubicazione, presenza di attrezzature in azione, estensione delle opere) che giustifichino il periculum in mora.
  • Se l'opera è qualificabile come intervento esecutivo di lavori pubblici, va valutato se richieda o meno permesso di costruire (art. 7 DPR 380/2001): la qualificazione tecnico-amministrativa dell'intervento incide sulla sussistenza del reato edilizio.
  • Nelle ipotesi di reato paesaggistico è necessario specificare se si tratta di totale assenza di titolo o di difformità rispetto a un titolo; la procedura amministrativa corretta da seguire (ordinaria o semplificata) deve essere chiarita per valutare la rilevanza penale.
  • La prova del periculum in mora può essere data anche dalla prosecuzione dei lavori (es. macchine in azione), ma il giudice deve comunque quantificare e descrivere il rischio concreto e l'estensione del danno potenziale.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.