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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 23624/2023 del 02/08/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'Agenzia contestava la deducibilità ai fini IRES e IRAP, per il periodo di imposta 2006, delle spese di property management sostenute dalla SGR per la gestione di immobili riferiti a tre fondi immobiliari, ritenendo che tali costi fossero inerenti ai patrimoni autonomi dei fondi e quindi imputabili ai fondi stessi ai sensi dell'art. 109 TUIR, non deducibili dalla SGR.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondata l'eccezione di giudicato esterno derivante dalla sentenza n. 4556/6/2016 della CTR Lazio (periodo 2009), la quale aveva accertato che i regolamenti dei tre fondi retail non attribuivano le spese di property management ai fondi e che tali spese rimanevano a carico della SGR. Per l'invarianza degli elementi giuridici e fattuali fra i periodi considerati, il giudicato esterno ha efficacia preclusiva anche nel giudizio relativo al 2006. Ne è conseguito l'accoglimento del ricorso, la cassazione della sentenza impugnata e la decisione nel merito in favore della contribuente; le spese di giudizio sono compensate.

Norme richiamate

  • art. 109, comma 5, T.U.I.R.

    La norma richiede il requisito dell'inerenza per la deducibilità dei costi; l'Amministrazione sostiene che le spese riferite a beni di proprietà dei fondi non sono deducibili dalla SGR, mentre la giurisprudenza di merito ha verificato il contenuto dei regolamenti dei fondi per stabilire a chi siano attribuite tali spese.

  • art. 35, comma 3, T.U.F. e provvedimento Banca d'Italia 1° luglio 1998 (cap. 4 sezione 5.4)

    Il regolatore prevede che alla SGR siano imputate le spese non specificamente poste a carico dei fondi; i ricorrenti hanno richiamato questa interpretazione per sostenere che le spese di property management, non essendo espressamente a carico dei fondi retail, gravano sulla SGR.

  • art. 1362 e art. 1370 c.c.

    Norme sull'interpretazione del contratto e sulla formazione del consenso; la ricorrente deduceva che la CTR non abbia adeguatamente accertato la comune intenzione delle parti nella interpretazione dei regolamenti, ma la questione è stata risolta con riferimento al contenuto testuale e comparativo dei regolamenti.

  • art. 360 c.p.c. (motivi di ricorso per cassazione)

    Individua le allegate violazioni di norme processuali e di diritto oggetto dei motivi di cassazione presentati dalla ricorrente.

  • art. 384 c.p.c.

    Consente alla Corte di decidere la causa nel merito senza ulteriori accertamenti di fatto; è stato applicato dalla Corte di Cassazione per decidere favorevolmente la controversia una volta accertato il giudicato esterno.

  • art. 36 d.lgs. n. 546/1992 e art. 132 c.p.c.

    Richiamati nell'ambito delle censure relative a presunte contraddizioni e nullità della sentenza impugnata; non hanno impedito l'accoglimento del ricorso una volta riconosciuto il giudicato esterno.

  • art. 2909 c.c. e art. 324 c.p.c.

    Norme richiamate per l'operatività del giudicato esterno e la sua efficacia preclusiva tra le stesse parti e sullo stesso rapporto giuridico, estendendo la preclusione anche a periodi d'imposta diversi quando i fatti e le qualificazioni giuridiche siano stabili nel tempo.

Massime di principio

  • Il giudicato esterno favorevole su questioni di qualificazione giuridica e su interpretazione di regolamenti può avere efficacia preclusiva anche su periodi d'imposta diversi se gli elementi fattuali e giuridici sono sostanzialmente invarianti nel tempo.
  • Per la deducibilità delle spese ai fini IRES/IRAP ai sensi dell'art. 109 TUIR è determinante verificare il contenuto dei regolamenti dei fondi e dei contratti: se i regolamenti non attribuiscono espressamente le spese ai fondi, tali oneri possono essere considerati a carico della SGR e quindi deducibili ove sussista inerenza.
  • Gli atti e i provvedimenti della Banca d'Italia che disciplinano l'operatività delle SGR sono rilevanti per stabilire la ripartizione degli oneri: la regola secondo cui la SGR sopporta le spese non espressamente poste a carico dei fondi può supportare la deducibilità fiscale a carico della SGR.
  • L'Amministrazione finanziaria deve fornire prova che le spese non siano inerenti all'attività della SGR o che siano espressamente attribuite ai fondi; l'interpretazione dei regolamenti a carico dell'Amministrazione potrebbe essere dubbia e risolversi a favore della parte più debole se non adeguatamente dimostrata.
  • Quando sussistono statuizioni definitive su fatti e qualificazioni giuridiche comuni a più annualità, la parte che ha ottenuto un provvedimento definitivo può opporre il giudicato anche in controversie relative ad annualità diverse, obbligando il giudice a valutare la preclusione.
  • La Corte può decidere nel merito senza nuovi accertamenti (art. 384 c.p.c.) se il giudicato esterno chiarisce i punti essenziali della controversia.

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