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Cassazione Civile, Ordinanza n. 15983/2025 del 15/06/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

Un dipendente di un ente regionale pugliese, assunto con qualifica di operaio specializzato IV livello del CCNL di settore e adibito a mansioni forestali, ha chiesto il pagamento di somme asseritamente dovute per il periodo febbraio 2015-giugno 2020: compenso per le ore di tragitto casa-lavoro e ritorno, retribuzione per 20 minuti di lavoro straordinario, oltre a euro 1.000 annui dal 2015 per danni e/o indennità per la mancata messa a disposizione di quanto previsto dagli artt. 28 e 29 del contratto integrativo regionale del 10 giugno 2014. Il Tribunale ha accolto parzialmente la domanda, riconoscendo il pagamento del lavoro straordinario; la Corte d'appello ha rigettato l'appello dell'ente. Nel ricorso per cassazione l'ente ha dedotto, con due motivi, la violazione del d.lgs. 165/2001, della L.R. Puglia n. 3/2010, dell'art. 3, comma 83, L. n. 244/2007 e dell'art. 97 Cost., sostenendo che, essendo ente pubblico, lo straordinario richiedeva una preventiva autorizzazione formale e che, in assenza di sistemi di rilevazione automatica delle presenze, la prestazione non poteva dirsi provata; ha inoltre censurato la Corte d'appello per aver ritenuto nuova e quindi inammissibile la deduzione dell'assenza di autorizzazione, sostenendo che si trattasse di mera difesa e non di eccezione nuova. La Cassazione ha ritenuto fondati entrambi i motivi: ha qualificato l'ente come ente pubblico non economico e ha affermato che, nel pubblico impiego contrattualizzato, l'autorizzazione allo straordinario è elemento costitutivo del diritto al compenso, che deve essere allegato e provato dal lavoratore; conseguentemente, la contestazione dell'assenza di autorizzazione non costituiva domanda nuova in appello ma difesa consentita, potendo il giudice doverne verificare d'ufficio la ricorrenza. Non emergendo dal testo la decisione finale di dispositivo dopo l'accoglimento dei motivi, si ricava che la Corte ha accolto il ricorso sul punto della qualificazione e del regime probatorio dell'autorizzazione allo straordinario.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso, ritenendo corretta la tesi dell'ente pubblico secondo cui, nel pubblico impiego contrattualizzato, il compenso per straordinario presuppone la preventiva autorizzazione dell'amministrazione e la relativa prova grava sul lavoratore; ha inoltre escluso che la contestazione in appello dell'assenza di autorizzazione introducesse una domanda nuova, trattandosi di difesa consentita e di elemento costitutivo della pretesa. Dal testo disponibile non emerge il dispositivo finale completo, ma la motivazione conduce all'accoglimento del ricorso dell'ente.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 165 del 2001

    Nel pubblico impiego contrattualizzato le regole del lavoro pubblico si applicano al rapporto; la prestazione straordinaria richiede autorizzazione dell'amministrazione, in coerenza con gli artt. 2 e 40 del decreto e con l'art. 97 Cost.

  • L.R. Puglia n. 3 del 2010

    È la legge istitutiva dell'ARIF, richiamata per qualificare l'ente come persona giuridica di diritto pubblico e ente pubblico non economico.

  • art. 3, comma 83, L. n. 244 del 2007

    Richiamato dalla ricorrente come norma imperativa che impone il rispetto dei vincoli pubblicistici in materia di straordinario e spesa; la Corte lo considera nel quadro dell'obbligo di autorizzazione e controllo della spesa.

  • art. 97 Cost.

    Evocato a sostegno della necessità di autorizzazione preventiva e della compatibilità della spesa con l'interesse pubblico e il bilancio.

  • art. 345 c.p.c.

    La Corte esclude che la contestazione in appello dell'assenza di autorizzazione integri domanda nuova o eccezione inammissibile, poiché riguarda un elemento costitutivo della pretesa già in contestazione.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    È il parametro formale del motivo di ricorso per violazione di legge.

  • art. 113 c.p.c.

    Richiamato per il principio iura novit curia, secondo cui il giudice deve applicare d'ufficio la norma di diritto pertinente.

  • art. 2108 c.c.

    Nel pubblico impiego contrattualizzato il diritto al compenso per lavoro straordinario richiede che la prestazione sia debitamente autorizzata.

  • art. 2126 c.c.

    La sua applicazione è richiamata in rapporto alle prestazioni rese con consenso datoriale, anche se la richiesta sia illegittima o contraria a disposizioni collettive.

  • art. 36 Cost.

    Utilizzato come criterio di tutela del diritto del dipendente a ricevere il corrispettivo della prestazione effettivamente resa, in presenza della volontà datoriale.

  • artt. 2 e 40 d.lgs. n. 165 del 2001

    Sono richiamati per leggere l'art. 2108 c.c. nel sistema del pubblico impiego privatizzato e del suo raccordo con la contrattazione collettiva.

  • art. 366 c.p.c.

    È evocato per delimitare l'attività ricostruttiva del giudice di legittimità quando la qualificazione dell'ente derivi da atti normativi e non da autonomia privata.

Massime di principio

  • Nel pubblico impiego contrattualizzato il compenso per lavoro straordinario presuppone, di regola, la preventiva autorizzazione dell'amministrazione; tale autorizzazione costituisce elemento costitutivo della pretesa e va allegata e provata dal lavoratore che richiede il pagamento.
  • Se la natura pubblica dell'ente discende da una fonte normativa, il giudice di legittimità può accertarla d'ufficio applicando il principio iura novit curia, senza essere vincolato dalle diverse prospettazioni delle parti.
  • La contestazione, in appello, dell'assenza di autorizzazione allo straordinario non integra necessariamente domanda nuova o eccezione inammissibile quando investe un fatto costitutivo già rilevante nella controversia e non muta l'oggetto sostanziale della domanda.
  • Nel lavoro pubblico contrattualizzato, la disciplina collettiva sullo straordinario va coordinata con i vincoli pubblicistici e con il principio della necessaria autorizzazione, in funzione del controllo dell'interesse pubblico e della spesa.
  • Quando la prestazione straordinaria sia resa con il consenso, anche implicito, del datore di lavoro, può sorgere il diritto al compenso; tuttavia, nel pubblico impiego resta centrale la verifica dell'autorizzazione, quale presupposto per la debenza della retribuzione.

Come è indicizzato

MaterieRetribuzione e TFRImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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