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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10229/2023 del 18/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia riguarda il rimborso del 90% delle imposte versate per gli anni 1990, 1991 e 1992 in favore di soggetti colpiti dal sisma del 13 e 16 dicembre 1990 in Sicilia. La Commissione tributaria regionale aveva riconosciuto il rimborso anche a un contribuente che aveva regolarmente pagato le imposte. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: con il primo ha denunciato violazione dell'art. 9, comma 17, L. n. 289/2002 e dell'art. 1, comma 665, L. n. 190/2014, sostenendo che, alla luce della decisione della Commissione europea n. 5549 del 14 agosto 2015, il beneficio integra aiuto di Stato incompatibile con il mercato interno se riferito anche a imposte connesse a reddito d'impresa; con il secondo ha sostenuto che la disciplina speciale non sarebbe applicabile a chi abbia integralmente versato il dovuto, assumendo che la norma non possa estendersi ai rapporti tributari già chiusi con pagamento integrale e richiamando, a sostegno, varie disposizioni di diritto interno.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo e rigettato il secondo. Ha cassato la sentenza impugnata limitatamente al motivo accolto e ha rinviato alla Corte di giustizia tributaria di II grado per la Sicilia, sezione staccata di Catania, in diversa composizione, perché verifichi in fatto la compatibilità del beneficio con i principi eurounitari richiamati e accerti, con onere probatorio a carico del contribuente, se il rimborso richiesto rientri nei limiti del regime de minimis o di un regime di aiuti destinati a compensare danni da calamità naturale, senza sovracompensazione. È stato invece ritenuto infondato l'argomento secondo cui il rimborso non spetterebbe a chi abbia già pagato integralmente le imposte, poiché la norma di interpretazione autentica consente il rimborso dell'indebito versato anche in tale ipotesi, se l'istanza è tempestiva.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 17, L. n. 289/2002

    prevede benefici fiscali per le vittime del sisma del 13 e 16 dicembre 1990 in Sicilia; secondo l'interpretazione eurounitaria richiamata, non spetta a chi svolge attività di impresa, salvo compatibilità con il regime de minimis o con aiuti per calamità naturali entro i limiti indicati.

  • art. 1, comma 665, L. n. 190/2014

    costituisce norma di interpretazione autentica in materia di agevolazioni tributarie per il sisma Sicilia; consente il rimborso di quanto indebitamente versato, anche se il rapporto tributario si era chiuso con pagamento integrale, purché l'istanza sia tempestiva.

  • Decisione Commissione europea n. 5549 del 14 agosto 2015

    qualifica come aiuto di Stato il rimborso esteso alle imposte versate per reddito d'impresa; rileva ai fini della compatibilità con il mercato interno.

  • art. 360 n. 3 c.p.c.

    viene richiamato come parametro delle censure per violazione di legge dedotte nel ricorso per cassazione.

  • art. 11 preleggi

    richiamato dalla ricorrente nel secondo motivo, ma la Corte ritiene infondato il motivo sulla base della disciplina speciale e della norma di interpretazione autentica.

  • art. 14 preleggi

    richiamato dalla ricorrente nel secondo motivo, senza che la Corte ne ricavi un ostacolo all'applicazione della norma speciale di rimborso.

  • art. 3, comma 1, L. n. 212/2000

    richiamato dalla ricorrente nel secondo motivo; la Corte non accoglie la tesi della sua violazione.

  • art. 3 D.Lgs. n. 472/1997

    richiamato dalla ricorrente nel secondo motivo; la Corte non ritiene fondata la censura.

  • art. 2033 c.c.

    richiamato dalla ricorrente nel secondo motivo; il rimborso è inquadrato come restituzione di quanto indebitamente versato.

  • L. n. 31/2008 di conversione del D.L. n. 248/2007

    è il termine di decorrenza del biennio entro cui doveva essere presentata l'istanza di rimborso, secondo il richiamo giurisprudenziale effettuato dalla Corte.

Massime di principio

  • Le agevolazioni fiscali connesse a una calamità naturale devono essere lette, quando incidano su soggetti che esercitano attività economica, alla luce della disciplina europea sugli aiuti di Stato; il giudice nazionale deve verificare se il beneficio rientri in un regime compatibile, come il de minimis o un aiuto compensativo dei danni subiti, evitando ogni sovracompensazione.
  • Quando la Corte di giustizia o la Commissione europea qualifichino un beneficio fiscale come aiuto di Stato incompatibile in determinati casi, il contribuente che invoca il rimborso ha l'onere di provare la ricorrenza delle condizioni di compatibilità eurounitaria.
  • La norma nazionale di interpretazione autentica in materia tributaria può riconoscere il rimborso di imposte indebitamente versate anche se il rapporto d'imposta si sia già definito con pagamento integrale, purché sia rispettato il termine di proposizione dell'istanza.
  • In tema di rimborso per agevolazioni fiscali da sisma, non è decisivo che il contribuente abbia versato più o meno del 10% del dovuto o abbia pagato integralmente: ciò che conta è la ricorrenza dei presupposti normativi speciali e la tempestiva richiesta di restituzione.

Come è indicizzato

MaterieRimborsiContenzioso tributarioRicorso per cassazione
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

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