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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39133/2023 del 26/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva rigettato l'appello cautelare relativo alla revoca del sequestro preventivo di un immobile oggetto di opere abusive. Il ricorrente deduceva tre motivi: (i) mancata motivazione circa la sua legittimazione a chiedere il dissequestro, stante la prospettata acquisizione automatica del bene al patrimonio comunale per inottemperanza all'ingiunzione a demolire; (ii) equivocata qualificazione della domanda come di dissequestro "temporaneo" per procedere all'abbattimento, mentre la richiesta era di dissequestro definitivo per sopravvenuta carenza delle esigenze cautelari (anche per rilascio di permesso in sanatoria che prevedeva la demolizione del rudere e la causa di non punibilità ex art. 181, comma 1-quinquies d.lgs. 42/2004); (iii) apparente motivazione sul mantenimento delle esigenze cautelari, essendo l'immobile un rudere inutilizzabile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo inammissibile per difetto d'interesse (il Tribunale aveva implicitamente riconosciuto la legittimazione esaminando l'appello nel merito). Il secondo motivo è stato invece ritenuto fondato (assorbito il terzo): il Tribunale non ha motivato sulle specifiche doglianze relative alla richiesta di dissequestro definitivo fondata su fatti sopravvenuti (rilascio di permesso in sanatoria e volontà di demolizione) e ha impropriamente richiamato il principio sulla competenza a decidere il dissequestro temporaneo, senza valutare il devoluto. Per tale ragione l'ordinanza è stata annullata e la causa rinviata al Tribunale di Napoli per nuovo giudizio sull'impugnazione cautelare.

Norme richiamate

  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico dell'edilizia), artt. 44, comma 1, lett. c) e 95

    artt. 44, comma 1, lett. c) e 95 D.P.R. 380/2001

    Norme richiamate in relazione ai reati urbanistici contestati; utilizzate per delimitare l'oggetto delle opere abusive che giustificavano il sequestro

  • D.Lgs. 30 aprile 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali), art. 181

    art. 181 d.lgs. 30/04/2004, n. 42; citato anche il comma 1-quinquies

    Richiamata sia come titolo di reato potenziale sia per la possibilità di causa di non punibilità (comma 1-quinquies) conseguente a determinate demolizioni/compensazioni; la Corte indica che la sopravvenienza di atti amministrativi rilevanti può incidere sulle esigenze cautelari

  • Codice penale

    Norma penale richiamata in relazione alle fattispecie contestate (distruzione/danneggiamento di beni archeologici o similari), come parte del quadro di ipotesi delittuose che hanno sostenuto il fumus commissi delicti

  • Codice di procedura penale, artt. 321, 322, 322-bis

    artt. 321, 322, 322-bis cod. proc. pen.

    Richiamati dal ricorrente come presunte violazioni procedurali e di motivazione nell'ordinanza impugnata

  • Legge 7 agosto 1990, n. 241, artt. 21-quinquies e 21-nonies

    artt. 21-quinquies e 21-nonies L. n. 241/1990

    Richiamate dal ricorrente in tema di motivazione e di accesso agli atti amministrativi, in relazione alla legittimazione e alla valutazione del provvedimento amministrativo che avrebbe dichiarato l'acquisizione del bene

  • Codice di procedura penale, art. 568, comma 4

    art. 568, comma 4 cod. proc. pen.

    Interpretato dalla Corte di Cassazione nel senso che chi propone ricorso deve avere un interesse concreto e attuale, persistente fino alla decisione, idoneo a trarre vantaggio dall'annullamento

  • Codice di procedura penale, art. 125, comma 3

    art. 125, comma 3 cod. proc. pen.

    Richiama il principio secondo cui la motivazione apparente integra violazione di legge; la Corte lo applica per censurare la decisione del Tribunale che non ha dato risposta alle doglianze specifiche

Massime di principio

  • Distinguere sempre tra richiesta di dissequestro temporaneo finalizzato all'esecuzione dell'abbattimento (competenza dell'esecuzione/incidente d'esecuzione) e richiesta di dissequestro definitivo per cessazione delle esigenze cautelari: se la domanda è di revoca definitiva il giudice dell'impugnazione cautelare deve esaminarla nel merito
  • La sopravvenienza di atti amministrativi o di fatti nuovi (es. permessi in sanatoria, piani che prevedono demolizione e compensazione volumetrica) può costituire "quid novi" idoneo a rimettere in discussione le esigenze cautelari che avevano giustificato il sequestro e deve essere valutata dal giudice cautelare
  • La motivazione del provvedimento giudiziario deve rispondere espressamente e in modo coerente alle doglianze proposte: il richiamo generico a principi non pertinenti può integrare motivazione apparente e determinare annullamento
  • Per l'ammissibilità del ricorso in Cassazione è necessario dimostrare un interesse concreto e attuale che persista fino alla decisione; se il vizio lamentato non ha arrecato pregiudizio eliminabile con l'annullamento, il motivo può essere dichiarato inammissibile
  • Nel caso di sanatorie 'condizionate' occorre verificare la legittimità del provvedimento amministrativo (es. requisito della doppia conformità); il giudice cautelare può dover esaminare la validità di tali titoli quando essi sono invocati come fatto sopravvenuto rilevante ai fini del dissequestro

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