Cassazione Civile, Ordinanza n. 25260/2023 del 25/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (utente)
La controversia
Gli utenti avevano ottenuto in primo e secondo grado la restituzione delle somme versate negli ultimi dieci anni a titolo di quota tariffaria per il servizio di depurazione, sul presupposto che il servizio fosse stato reso in modo inesatto: nell'impianto del Comune interessato le acque reflue sarebbero state sottoposte al solo trattamento primario, anziché al trattamento secondario o equivalente richiesto dalla disciplina ambientale, con conseguente inadempimento del gestore e legittimità dell'eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c. La società ricorrente ha proposto sette motivi: 1) violazione della disciplina ambientale su trattamento e depurazione, sostenendo che il giudice di merito avesse confuso il concetto di depurazione con quello di trattamento e che il trattamento primario sarebbe comunque sufficiente nelle aree non sensibili; 2) 3) e 5) violazione delle norme civilistiche e ambientali sulla tariffa del servizio idrico, deducendo che la tariffa remunera una prestazione d'ambito, che il principio di corrispettività non impedirebbe la debenza della quota anche per il singolo impianto, e che l'eccezione di inadempimento richiede proporzionalità; contestava inoltre la mancata considerazione di altri depuratori e degli investimenti programmati, nonché la mancata prova delle circostanze dedotte; 4) omesso esame di documenti e violazione della disciplina regionale e dell'art. 8-sexies d.l. 208/2008, per il preteso diritto al rimborso anche degli oneri di progettazione e realizzazione del nuovo impianto; 6) violazione delle norme su indebito, cessione d'azienda e responsabilità dell'acquirente, assumendo che per i pagamenti anteriori al subentro dovesse rispondere solo la precedente titolare del rapporto; 7) violazione dell'art. 2948 c.c., sostenendo la prescrizione quinquennale perché si trattava di prestazioni periodiche.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo in parte inammissibile e in parte infondato: non è sindacabile in cassazione il giudizio di merito sull'esattezza dell'adempimento, mentre correttamente il giudice di appello ha interpretato la disciplina del d.lgs. 152/2006 nel senso che il gestore deve garantire, per il servizio di depurazione, un trattamento secondario o equivalente; il solo trattamento primario non integra esatto adempimento e non esclude la sospensione della controprestazione. Ha poi rigettato, in parte perché infondati e in parte perché inammissibili, i motivi relativi alla tariffa e al sinallagma: la quota di depurazione è corrispettivo contrattuale e non è dovuta in caso di mancata o insufficiente prestazione per cause non imputabili all'utente; la componente solidaristica e la natura d'ambito della tariffa non elidono la regola della corrispettività rispetto allo specifico servizio di depurazione contestato. Ha ritenuto inammissibile il motivo sugli oneri di progettazione e realizzazione del nuovo impianto perché il fatto storico dedotto non era stato tempestivamente allegato e, comunque, la censura tendeva a un nuovo giudizio di merito. Ha respinto il motivo sulla legittimazione passiva: il cessionario del ramo d'azienda subentra nei contratti pendenti e risponde dell'obbligo restitutorio derivante dall'inadempimento del cedente. Ha infine rigettato il motivo sulla prescrizione, affermando che il diritto alla restituzione di somme indebitamente versate non è un credito periodico e soggiace alla prescrizione ordinaria decennale, decorrente dai singoli pagamenti. Nessuna statuizione sulle spese per mancata difesa degli intimati; disposto l'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 74 d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152
Concorre, insieme all'art. 105, a definire il trattamento delle acque reflue e a fondare il requisito del trattamento secondario o equivalente per il corretto adempimento del servizio di depurazione.
art. 101 d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152
Richiamato dalla ricorrente e considerato nel sistema normativo sul rispetto dei valori-limite di emissione degli scarichi.
art. 105, comma 3, d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152
È letto nel senso che il servizio di depurazione è esattamente adempiuto solo se le acque reflue sono sottoposte a trattamento secondario o equivalente; il solo trattamento primario è insufficiente.
art. 154 d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152
Regola generale sulla tariffa del servizio idrico integrato; conferma la natura di corrispettivo di tutte le quote della tariffa e la loro determinazione anche in relazione alla qualità del servizio fornito e alla copertura dei costi.
art. 155 d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152
Disciplina specificamente le quote tariffarie di fognatura e depurazione; dopo la declaratoria di illegittimità costituzionale, consente la debenza della quota solo in presenza dell'effettiva prestazione del servizio.
Usato come criterio di buona fede oggettiva e correttezza che impedisce al debitore di liberarsi con prestazione inferiore a quella dovuta.
Usato come criterio di diligenza, anche nella sua accezione di legalità, per integrare il contenuto della prestazione dovuta.
Richiamato per la responsabilità del debitore in caso di inesatto adempimento del servizio di depurazione.
Richiamato dalla ricorrente tra le norme integrative del contenuto contrattuale, ma senza incidenza decisiva sul risultato.
Richiamato quale canone di esecuzione secondo buona fede, che impone l'adempimento secondo correttezza e impedisce prestazioni qualitative inferiori.
Richiamato nella doglianza in tema di inadempimento e rimedi, ma non decisivo ai fini della soluzione.
Fondamento dell'eccezione di inadempimento, esercitata dagli utenti per sospendere il pagamento della quota di depurazione e ottenere la restituzione di quanto già versato.
Richiamato per la riconduzione del rapporto di utenza al tipo della somministrazione.
Richiamato nella censura sulla ripetizione dell'indebito, ma la Corte esclude che la domanda degli utenti sia una condictio indebiti in senso proprio.
Indicata dalla Corte come norma sulla successione del cessionario nei contratti stipulati per l'esercizio dell'azienda, rilevante per la legittimazione passiva del subentrante.
Esclusa quale disciplina applicabile, perché la controversia riguarda rapporti contrattuali pendenti e non meri debiti aziendali ormai definiti.
Richiamato sul riparto dell'onere della prova: il gestore doveva provare il proprio esatto adempimento e il fatto costitutivo del diritto alla quota tariffaria e agli oneri di investimento.
Esclusa l'applicabilità della prescrizione quinquennale alla domanda di rimborso; il diritto alla restituzione segue la prescrizione ordinaria decennale.
È la base formale dei motivi di ricorso per violazione di legge e omesso esame di fatto decisivo.
Richiamato per la trattazione in adunanza camerale.
Invocato dalla ricorrente per il principio iura novit curia, ma la Corte osserva che la censura in realtà mira a rimettere in discussione accertamenti di fatto.
art. 141 d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152
Richiamato tra le disposizioni del sistema del servizio idrico integrato, senza autonoma portata decisiva nella ratio.
art. 147 d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152
Richiamato tra le disposizioni sul servizio idrico integrato, senza autonoma portata decisiva nella ratio.
art. 149 d.lgs. 3 aprile 2006, n. 152
Richiamato tra le disposizioni sul servizio idrico integrato, senza autonoma portata decisiva nella ratio.
art. 8-sexies d.l. 30 dicembre 2008, n. 208
Richiamato per la dedotta debenza degli oneri di progettazione, realizzazione e completamento degli impianti; la Corte osserva che tali oneri sono esigibili solo dalla fase di avvio delle procedure di affidamento e che nel caso non erano stati tempestivamente allegati e provati.
art. 4 l.r. Liguria 7 dicembre 2007, n. 29
Richiamato dalla ricorrente a sostegno della tesi programmatica sul trattamento appropriato degli scarichi, ma ritenuto non decisivo.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115
Applicato per dare atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Massime di principio
- Nel contratto di utenza del servizio idrico integrato la tariffa ha natura di corrispettivo e la quota riferita al servizio di depurazione non è esigibile se il servizio non è reso in modo conforme alla legge, per fatto non imputabile all'utente.
- La valutazione circa l'esattezza o l'inesattezza dell'adempimento del gestore, quando dipende dall'applicazione di norme tecniche come criteri integrativi della prestazione contrattuale, è un giudizio di fatto riservato al merito e non è sindacabile in cassazione se adeguatamente motivato.
- L'eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c. può operare anche nei contratti di durata quando l'inadempimento della controparte incide in modo non lieve sull'equilibrio sinallagmatico e sulla causa concreta del rapporto; il giudice deve valutarne proporzionalità e buona fede.
- La natura di prestazione d'ambito e la regola del full cost recovery non escludono, rispetto alla quota tariffaria di depurazione, il principio di corrispettività: la tariffa copre i costi del servizio, ma è comunque inesigibile se la specifica prestazione dovuta al singolo utente è qualitativamente insufficiente.
- Nel trasferimento di un ramo d'azienda relativo a rapporti di durata non ancora esauriti, il cessionario subentra nelle posizioni contrattuali pendenti e può essere tenuto alla restituzione delle somme indebitamente percepite in esecuzione del rapporto, anche se materialmente incassate dal cedente.
- La domanda di restituzione di somme versate in esecuzione di un rapporto contrattuale pendente, quando fondata sul difetto funzionale della causa per inadempimento e non sull'inesistenza originaria del debito, non è azione di ripetizione di indebito in senso proprio e non è soggetta alla prescrizione quinquennale delle prestazioni periodiche; si applica il termine decennale decorrente dai singoli pagamenti.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza civile
- ordinanza_civile · 25 ago 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 25257/2023 del 25/08/2023
- ordinanza_civile · 25 ago 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 25258/2023 del 25/08/2023
- ordinanza_civile · 25 ago 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 25259/2023 del 25/08/2023
- ordinanza_civile · 25 ago 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 25261/2023 del 25/08/2023
- ordinanza_civile · 25 ago 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 25262/2023 del 25/08/2023
- ordinanza_civile · 25 ago 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 25263/2023 del 25/08/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza civile →