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Sentenza

Sentenza del 21/11/2022 n. 34265 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Richiesta di revocazione basata su presunto errore di fatto riconducibile all'art. 395 c.p.c., n. 4: si censura che la Corte avesse ritenuto prodotto in atti l'avviso di ricevimento ("cartolina"), mentre in realtà era stata depositata una "distinta" di ritiro della raccomandata presso l'ufficio postale; da ciò l'istante deduceva che l'ordinanza avesse applicato erroneamente il principio secondo cui la contestazione della sottoscrizione è ammissibile solo tramite querela di falso.

La decisione

Il ricorso per revocazione è dichiarato inammissibile. La Corte ha richiamato il requisito stringente dell'errore di fatto revocatorio (deve essere evidente, obiettivo e relativo a un atto interno al giudizio) e ha ritenuto che l'istanza del ricorrente attaccasse una valutazione/interpretazione dei documenti (errore di giudizio) e non una palese svista materiale. Inoltre è stato accertato che in atti esisteva la distinta di consegna che attestava il ritiro del plico con dati identificativi; la decisione impugnata si fondava sul fatto del ritiro e sul principio consolidato che l'attestazione dell'agente postale ha efficacia probatoria (art. 2700 c.c.) e che il disconoscimento della sottoscrizione richiede la querela di falso. Perciò il ricorso è inammissibile e A.A. è condannato al pagamento delle spese (liquidate in favore dell'Agenzia) e a un eventuale ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 391-bis c.p.c.

    Norma richiamata come base formale per proporre l'istanza di revocazione della decisione della Corte di Cassazione.

  • art. 395 c.p.c., comma 1, n. 4

    Individua il vizio di fatto revocatorio (errore di percezione/mero errore materiale) necessario per ammettere la revocazione; la Corte ha ritenuto che tale requisito non fosse soddisfatto.

  • art. 140 c.p.c.

    Richiamato in relazione alle notifiche/postalizzazioni eseguite tramite deposito presso la casa comunale; contesto normativo delle notifiche di atti esecutivi.

  • D.P.R. n. 602/1973, art. 26

    Citato come riferimento normativo sulle modalità di notifica delle cartelle esattoriali (in combinato disposto con art. 60 D.P.R. 600/1973 e art. 140 c.p.c.).

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 60

    Richiamato insieme al D.P.R. 602/1973 per i profili delle notifiche degli atti tributari.

  • art. 2700 c.c.

    Usato per giustificare la valenza probatoria della attestazione dell'agente postale (fidesfacienza); tale attestazione è considerata pienamente rilevante e opponibile fino a querela di falso.

  • D.P.R. n. 115/2002, art. 13, comma 1-quater

    Richiama la possibilità di versamento di un ulteriore contributo unificato in determinate ipotesi processuali; la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente.

  • Decreto ministeriale n. 55/2014

    Richiamato per i parametri di liquidazione delle spese processuali.

Massime di principio

  • La revocazione in Cassazione per errore di fatto (art. 395 n.4) richiede un errore evidente e oggettivo su un fatto decisivo già documentato in atti; non può essere usata per contestare valutazioni o interpretazioni giuridiche dei documenti (che sono errori di giudizio).
  • La distinta di ritiro rilasciata dall'ufficio postale, se contiene dati identificativi e sottoscrizione, costituisce elemento probatorio rilevante e la Corte ne attribuisce efficacia analoga alle attestazioni dell'agente postale; il semplice disconoscimento della firma senza querela di falso è inadeguato a rovesciare tale attestazione.
  • Nelle controversie su notifiche via posta (compreso l'avviso di deposito in casa comunale), la contestazione della ricezione o della sottoscrizione richiede prove solide: l'assenza dell'avviso non vale se è presente altra documentazione che attesta il ritiro (es. distinta di consegna).
  • Chi contesta la validità di una notifica o la riconducibilità di una firma dovrebbe proporre la querela di falso o produrre elementi probatori alternativi forti; altrimenti la presunzione di regolarità dell'attestazione postale prevale.
  • Per ottenere la revocazione di una decisione della Cassazione è necessario dimostrare documentalmente un contrasto palese e incontestabile fra quanto affermato nella decisione e gli atti di causa; mere interpretazioni diverse dei medesimi documenti non bastano.

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