Cassazione Civile, Sentenza n. 24585/2026 del 10/08/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (ente gestore)
La controversia
La controversia nasce dalla domanda di insinuazione allo stato passivo proposta dal GSE per ottenere la restituzione di n. 7.632 Titoli di Efficienza Energetica (TEE), o in subordine il controvalore economico, dopo che la società poi fallita aveva beneficiato di tali titoli in relazione a tre progetti di efficientamento energetico e il GSE ne aveva disposto la decadenza per anomalie riscontrate. Il giudice delegato aveva ammesso il credito al chirografo; il Tribunale di Milano, decidendo sull'opposizione, aveva negato il privilegio generale mobiliare ex art. 9, comma 5, d.lgs. 123/1998, ritenendo che i TEE non fossero finanziati con risorse pubbliche e che il relativo credito derivasse da un inadempimento contrattuale, non da un finanziamento pubblico. Il ricorso per cassazione censurava tale conclusione per violazione della disciplina sui certificati bianchi e del d.lgs. 123/1998, sostenendo che il meccanismo dei TEE è alimentato da componenti tariffarie pagate dagli utenti finali e convogliate in un sistema pubblico di incentivazione, sicché il credito restitutorio del GSE dovrebbe essere assistito dal privilegio previsto per i finanziamenti pubblici revocati.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ha cassato il decreto del Tribunale di Milano e ha rinviato al medesimo Tribunale, in diversa composizione, per un nuovo esame conforme al principio di diritto enunciato e per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità. La Corte ha ritenuto errata la qualificazione del credito operata dal Tribunale, affermando che il credito restitutorio del GSE relativo ai TEE rientra nel privilegio di cui all'art. 9, comma 5, d.lgs. 123/1998, perché inerente a un finanziamento pubblico con finalità di sostegno alle attività imprenditoriali.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
è stato invocato come parametro di legittimità per denunciare la violazione di legge da parte del decreto impugnato
art. 9, comma 5, d.lgs. 123/1998
"per le restituzioni di cui al comma 4 i crediti nascenti dai finanziamenti erogati ai sensi del presente decreto legislativo sono preferiti ad ogni altro titolo di prelazione"
il privilegio si applica ai crediti restitutori derivanti da interventi di sostegno pubblico alle attività produttive, anche se denominati diversamente e anche senza formale revoca amministrativa
individua le forme degli interventi di sostegno pubblico; la Corte lo usa per ricondurre i TEE al paradigma del finanziamento pubblico agevolato
è richiamato come norma-quadro degli interventi di sostegno pubblico alle imprese
è richiamato nel quadro normativo dei certificati bianchi e degli obiettivi di efficienza energetica
è richiamato tra le norme del sistema degli obblighi energetici e dei certificati bianchi
art. 7, comma 4, d.lgs. 115/2008
disciplina la copertura dei costi dei progetti di efficienza energetica tramite tariffe e il funzionamento del mercato dei certificati bianchi
artt. 23, 29 e 42 d.lgs. 28/2011
sono richiamati come parte della disciplina applicativa sui certificati bianchi e sul recupero dei contributi in caso di revoca o irregolarità
artt. 8-11 d.m. 20 luglio 2004
richiamati nel sistema regolamentare dei certificati bianchi
artt. 4-7 d.m. 21 dicembre 2007
richiamati nel sistema regolamentare dei certificati bianchi
artt. 1, 3, 7, 9, 13 e 14 d.m. 28 dicembre 2012
richiamati per la disciplina applicativa dei TEE e del recupero dei contributi
artt. 1, 3, 4, 5, 7, 11, 12 e 14 d.m. 11 gennaio 2017
richiamati per la disciplina applicativa dei TEE
art. 53 del Testo Integrato Trasporto ARERA (TIT)
richiamato nel complesso della disciplina tariffaria che alimenta il meccanismo dei TEE
art. 57 RTDG
richiamato nel complesso della disciplina tariffaria del settore gas
è richiamato per qualificare la richiesta di restituzione come ripetizione di quanto indebitamente percepito
la questione della sua applicabilità analogica viene dichiarata assorbita dal Tribunale e non viene affrontata nel merito dalla Corte
art. 1, comma 670, l. 208/2015
viene richiamato per qualificare la CSEA come ente pubblico nell'ambito della riscossione e redistribuzione delle risorse
art. 4, comma 3, d.lgs. 115/2008
richiamato nel testo normativo relativo ai provvedimenti attuativi del meccanismo dei certificati bianchi
art. 4, comma 4, lett. c), l. 59/1997
richiamata come legge delega del d.lgs. 123/1998
Massime di principio
- Il privilegio ex art. 9, comma 5, d.lgs. 123/1998 non dipende dalla sola forma nominale dell'intervento, ma si estende a tutti i crediti restitutori derivanti da misure di sostegno pubblico alle attività produttive, purché la funzione economico-sociale del meccanismo sia quella di finanziare o incentivare l'attività imprenditoriale.
- Per stabilire se un credito sia assistito dal privilegio per finanziamenti pubblici, il giudice deve verificare in concreto la finalità pubblicistica dell'intervento e la sua riconducibilità al paradigma degli artt. 7 e 9 d.lgs. 123/1998, senza fermarsi alla qualificazione privatistica del rapporto o alla sola struttura formale dell'erogazione.
- La provenienza delle risorse da componenti tariffarie pagate dalla collettività e destinate a un circuito pubblico di redistribuzione può integrare un finanziamento pubblico rilevante ai fini del privilegio, quando tali risorse alimentano un meccanismo di incentivazione settoriale gestito da un ente pubblico.
- La revoca o decadenza del beneficio non richiede, per l'operatività del privilegio, un formale provvedimento amministrativo specifico se il credito restitutorio nasce comunque dalla necessità di recuperare risorse pubbliche erogate per finalità di sostegno alle imprese.
- Il principio di tassatività dei privilegi non esclude un'interpretazione estensiva delle norme che li prevedono, quando la fattispecie concreta rientra nella finalità tipica di tutela delle risorse pubbliche destinate al sostegno dell'economia.
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