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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 24405/2026 del 03/08/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (creditore pubblico)

La controversia

Una società ammessa al concordato preventivo in continuità indiretta aveva proposto un piano con suddivisione dei creditori in classi. Nel trattamento riservato alle banche titolari di finanziamenti assistiti da garanzia pubblica del Mediocredito Centrale, la proposta attribuiva un soddisfacimento più favorevole rispetto a quello previsto per i crediti tributari privilegiati dell’Agenzia delle Entrate, assumendo che la garanzia pubblica rendesse sostanzialmente certo l’intervento del soggetto pubblico e che, quindi, il relativo privilegio dovesse riflettersi già sul credito della banca. La Corte d’appello aveva accolto il reclamo dell’Agenzia e negato l’omologazione. Con il ricorso per cassazione la società deduceva, con il primo motivo, violazione di legge sostenendo che il privilegio ex art. 9, comma 5, d.lgs. n. 123/1998 dovesse operare già in capo alla banca prima dell’escussione della garanzia, perché l’escussione sarebbe evento praticamente certo; con il secondo motivo denunciava un vizio motivazionale, lamentando che la Corte territoriale avesse attribuito un significato errato all’ordine numerico delle classi di creditori.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato il primo motivo, affermando che il privilegio previsto dall’art. 9, comma 5, d.lgs. n. 123/1998 spetta solo al soggetto pubblico che abbia erogato o garantito l’intervento, non alla banca finanziatrice prima dell’escussione della garanzia. Ha inoltre osservato che, nel concordato preventivo, il piano deve rispettare l’ordine delle cause legittime di prelazione e che la regola della priorità relativa non consente di sovvertirlo per attribuire alle banche garantite un trattamento migliore dei crediti fiscali privilegiati. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile, perché la censura non trovava riscontro nella motivazione della sentenza impugnata e comunque era irrilevante rispetto alla ratio decidendi. Il ricorso è stato quindi integralmente rigettato, con condanna della ricorrente alle spese e all’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel concordato preventivo, i crediti assistiti da garanzia pubblica non possono essere trattati come privilegiati in capo alla banca finanziatrice prima dell’escussione della garanzia: il privilegio spetta al soggetto pubblico surrogato o titolare del credito di rivalsa.
  • La previsione di un possibile o probabile escussione della garanzia non consente di derogare alla disciplina legale delle prelazioni: la certezza fattuale dell’evento non può creare un privilegio non previsto dalla legge.
  • Quando il piano di concordato riguarda finanziamenti garantiti da misure pubbliche, la corretta tecnica di predisposizione è la costituzione di fondi rischi o strumenti equivalenti, non l’anticipazione indebita del privilegio al creditore bancario.
  • La regola della priorità relativa nel concordato con continuità non consente di attribuire ai crediti chirografari assistiti da garanzia un soddisfacimento superiore rispetto ai crediti privilegiati fiscali, se ciò comporta il sovvertimento dell’ordine delle cause legittime di prelazione.
  • La censura per vizio motivazionale è inammissibile quando la circostanza denunciata non risulta dalla motivazione della sentenza impugnata e, comunque, non incide sulla ratio decidendi effettivamente posta a base della decisione.

Come è indicizzato

MaterieConcordato preventivoAccertamento del passivo
RamiFallimentare / Crisi d'impresa
IstitutiOnere della provaNullitàRisoluzione del contratto

Testo integrale

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