Cassazione Penale, Sentenza n. 43990/2022 del 18/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Frosinone che aveva respinto il riesame avverso il decreto di sequestro probatorio. Il ricorrente deduceva violazione di legge per motivazione meramente apparente e contraddittoria: a suo avviso mancava il vincolo di pertinenzialità tra il denaro sequestrato e il reato contestato (ricettazione), la motivazione del Tribunale si fondava su dichiarazioni confessionali generiche dell'indagato e i giudici del riesame non potevano sostituirsi all'organo dell'Accusa nello spiegare il fumus del reato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio. Ha ritenuto che il Tribunale di Frosinone abbia scavalcato la necessità di una motivazione minima e non abbia fornito elementi indiziari persuasivi circa la tipologia del reato presupposto (ricettazione) tali da giustificare il sequestro probatorio delle somme e dei valori in argento. Non è stato ammesso l'argomento decisivo del Tribunale secondo cui la generica ammissione dell'indagato privava automaticamente il ricorrente della legittimazione alla restituzione. La Corte ha disposto il rinvio perché in sede di riesame si valuti, alla luce dei criteri indicati, se sussista il fumus della ricettazione e se il sequestro fosse funzionale all'accertamento, vietando vincoli aventi finalità meramente esplorativa.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 1
detenzione finalizzata alla cessione di sostanze stupefacenti
La norma disciplina la detenzione di stupefacenti finalizzata alla cessione; nel provvedimento è richiamata per delimitare il tipo di illecito contestato e per valutare la possibilità, in astratto, di misure come la confisca per sproporzione, ma il sequestro in esame era provvedimento probatorio con finalità diverse da un sequestro preventivo o da una confisca.
Definisce il reato di ricettazione; la Corte sottolinea che, anche se non è richiesta la ricostruzione completa del delitto presupposto, il decreto di sequestro probatorio deve indicare almeno la tipologia del reato presupposto e fornire elementi per il collegamento tra beni e reato.
Codice di Procedura Penale, art. 325
ricorso per cassazione avverso le misure reali
Stabilisce che il ricorso per cassazione contro misure reali è consentito per violazione di legge; la Corte richiama la giurisprudenza che include fra i vizi invocabili anche gravi carenze della motivazione (errores in iudicando/procedendo e motivazioni talmente incomplete da essere inintelligibili).
possesso vale titolo per le cose fungibili
Richiamato per evidenziare che il denaro, come bene fungibile, può essere in linea di principio rivendicato dal possessore; tuttavia ciò non esonera il pubblico ministero dall'indicare elementi che colleghino il denaro al reato contestato quando si chiede il sequestro probatorio.
d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, commi 8 e 9
procedura in camera di consiglio per udienze
Norme temporanee sulle modalità di svolgimento dell'udienza in camera di consiglio durante il periodo emergenziale; citate per giustificare la trattazione dell'udienza secondo tale disciplina.
Codice di Procedura Penale, art. 240-bis
confisca per sproporzione (richiami combinato con art.85 d.P.R. 309/1990)
Riferimento normativo alla possibilità di confisca per sproporzione collegata ai reati di stupefacenti; la Corte segnala che tale strada è diversa dal sequestro probatorio e va esperita con strumenti propri (sequestro preventivo) non sostituibili dal sequestro probatorio.
Disposizioni di attuazione C.P.P., art. 173
limiti alla sintetizzazione della motivazione
Richiamato in relazione al limite di sintesi della esposizione del motivo di ricorso; utilizzato per inquadrare il contenuto ridotto della deduzione difensiva tenuta nella memoria.
Massime di principio
- Il sequestro probatorio deve essere sorretto da una motivazione minima che indichi la relazione tra i beni sequestrati e la tipologia del reato presunto; non è sufficiente una motivazione vaga o meramente assertiva.
- La mera ammissione generica di responsabilità da parte dell'indagato non esonera il Pubblico Ministero dall'indicare elementi indiziari concreti e non consente automaticamente di privare l'interessato del diritto a impugnare per la restituzione dei beni.
- Il giudice del riesame non può supplire, con motivazioni di propria iniziativa, alla mancanza di un'adeguata ricostruzione e documentazione da parte dell'Accusa; non è consentita un'opera di eterointegrazione che modifichi le scelte discrezionali dell'organo accertatore.
- Quando si chiede il sequestro di denaro o altri beni fungibili, il Pubblico Ministero deve indicare almeno la tipologia del reato presupposto e fornire elementi di collegamento (indizi non astratti) per giustificare il vincolo probatorio.
- Non è legittimo utilizzare il sequestro probatorio per finalità esclusivamente esplorative: il vincolo deve essere funzionale all'accertamento di fatti specifici e circostanziati.
- Per la difesa, è utile contestare la genericità del decreto e chiedere l'espressa indicazione degli elementi che colleghino i beni al reato; in mancanza, il provvedimento è vulnerabile e meritevole di annullamento o revisione.
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