Sentenza del 15/01/2020 n. 548 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione di accertamento fiscale relativo all'anno 2005 (IRPEF, addizionali, IRAP, IVA, sanzioni e interessi) derivante da processo verbale di constatazione: recupero a tassazione di costi ritenuti indeducibili e contestazione di maggiori ricavi tramite indagini bancarie su conti intestati al contribuente, alla moglie (C.A.) e alla figlia (P.B.). Il contribuente ha denunciato carenza di motivazione della sentenza d'appello, vizi nella motivazione dell'accertamento, violazioni delle regole sugli accertamenti bancari (mancata prova della fittizietà delle intestazioni a terzi; mancata indicazione analitica dei versamenti/prelevamenti ed allegazione degli estratti conto) e violazione del principio di inerenza e dell'onere probatorio in ordine alla deducibilità dei costi.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso solo in parte (limitatamente al terzo motivo nella parte relativa all'applicabilità della presunzione legale di disponibilita' dei conti correnti prevista dall'art. 32 DPR 600/1973), ha cassato la sentenza della CTR nei limiti indicati e ha rinviato la causa alla Commissione tributaria regionale del Piemonte in diversa composizione per nuovo esame. La Corte ha confermato che la CTR aveva motivato adeguatamente la riferibilità di movimenti su conti intestati a familiari al contribuente sulla base di elementi sintomatici; ha invece rilevato che, alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 228/2014, la presunzione relativa concernente i prelevamenti sui conti correnti non è più estendibile ai professionisti/lavoratori autonomi (resta applicabile ai versamenti). In conclusione: cassazione parziale e rinvio per riesame con principio di diritto indicato; il ricorso del contribuente è quindi accolto parzialmente.
Norme richiamate
Costituzione
art. 101, comma 2; art. 111, comma 2
Richiamate in relazione al diritto al contraddittorio e alla decisione motivata da parte del giudice terzo; la Corte ha ritenuto rispettato il contraddittorio e non fondati i rilievi generici sulla motivazione
art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5
Norme invocate per censurare omessa o insufficiente motivazione; la Corte ha escluso la sussistenza dei vizi per la maggior parte dei motivi, richiedendo indicazione specifica dei fatti controversi decisivi
Presunzione legale di disponibilità di maggior reddito desumibile dai conti correnti; la Corte ha ribadito che, dopo la sentenza Corte Cost. n. 228/2014, la presunzione sui prelevamenti non si applica ai lavoratori autonomi/professionisti, rimanendo invece operativa per i versamenti
L. 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente)
Richiamata in materia di motivazione degli atti amministrativi e garanzie procedimentali; la Corte ha escluso una nullità dell'avviso per carenza motivazionale non adeguatamente documentata in cassazione
Principio di buona amministrazione e trasparenza evocato rispetto alla motivazione e agli accertamenti; la Corte non ha rilevato violazioni tali da inficiare la decisione
Citato in relazione al principio di inerenza dei costi; la Corte ha sottolineato che la decisione di merito non ha escluso la deducibilità per questioni di inerenza in senso astratto, ma ha motivato la ripresa a tassazione sulla base del difetto di prova documentale a carico del contribuente
art. 61, comma 3; art. 74
Norme richiamate in tema di imposte e modalità di accertamento; utilizzate nella discussione sull'onere probatorio e inerenza dei costi
Richiamato nel contesto normativo sull'attività professionale e limiti dell'applicazione delle presunzioni bancarie
Richiamato in relazione alla normativa sugli accertamenti bancari e obblighi documentali degli atti di accertamento
Corte Costituzionale
Decisione fondamentale che ha dichiarato parzialmente illegittima la disposizione che estendeva automaticamente la presunzione sui prelevamenti dalla disponibilità di reddito d'impresa a tutte le categorie; a seguito di tale pronuncia la presunzione sui prelevamenti non si applica ai professionisti/lavoratori autonomi
Giurisprudenza della Cassazione
varie ordinanze e sentenze richiamate in motivazione
La Corte ha fatto riferimento a precedenti orientamenti che ammettono l'utilizzo di indagini bancarie su conti intestati a terzi quando sussistono elementi sintomatici di imputabilità al contribuente (contiguità familiare, capacità reddituale incompatibile, infedeltà della dichiarazione, attività professionale compatibile)
Massime di principio
- Dopo la sentenza Corte Cost. n. 228/2014 la presunzione di disponibilità legata ai prelevamenti dai conti correnti non è applicabile ai professionisti/lavoratori autonomi: per i professionisti resta invece operativa la presunzione sui versamenti, che grava sull'ente accertatore salvo prova analitica contraria fornita dal contribuente.
- Il contribuente che contesta riprese a tassazione per costi dedotti deve fornire la prova documentale e analitica dell'inerenza e dell'effettiva esposizione delle spese; l'insufficienza della documentazione legittima la ricostruzione a tassazione operata dall'Amministrazione.
- Le indagini bancarie su conti intestati a familiari possono essere utilizzate per presunzioni fiscali quando emergono elementi sintomatici di riferibilità al contribuente (stretta contiguità familiare, incongruità della capacità reddituale, infedeltà della dichiarazione, compatibilità dell'attività svolta), ma l'Amministrazione deve motivare tali collegamenti.
- In cassazione le doglianze sulla carenza di motivazione richiedono l'indicazione precisa dei fatti controversi e decisivi rispetto ai quali si allega il vizio; critiche generiche all'argomentazione del giudice di merito sono inammissibili.
- L'atto impositivo dovrebbe consentire al contribuente di conoscere gli elementi essenziali dell'accertamento (contenuto della verifica, processi verbali e documentazione di supporto); tuttavia, la mancata allegazione in cassazione di specifici documenti prodotti in grado di merito impedisce il sindacato della Corte di legittimità sulla nullità per carenza di motivazione.
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