Cassazione Penale, Sentenza n. 11598/2022 del 30/03/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Coppola è stato condannato in primo e secondo grado per il reato di cui all'art. 3 d.lgs. n. 74/2000: in qualità di amministratore di fatto della Royal Holiday s.r.l. avrebbe, mediante una serie di contratti di cessione, affitto e subaffitto del ramo d'azienda (fra cui Hotel AMI e Hotel K2), esposto elementi passivi fittizi per l'anno 2010 al fine di evadere l'IRES per complessivi euro 260.271,00. Il ricorrente ha impugnato in Cassazione sostenendo (i) l'erroneo superamento delle soglie di punibilità (€30.000 e la soglia del 5% degli elementi attivi) sulla base di una diversa ricostruzione dei canoni e delle passività; (ii) la natura lecita e giustificata delle operazioni (mera elusione o recupero di investimenti) e l'applicabilità dell'istituto dell'abuso del diritto; (iii) la mancata sussistenza della qualifica di amministratore di fatto (dimissioni e ruolo formale prevalente di altri); (iv) vizi di notifica; (v) vizio nella valutazione delle attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e ha confermato la condanna inflitta nei gradi di merito (pena di anni tre di reclusione). La Corte ha ritenuto che: le contestazioni difensive non hanno fornito elementi concreti idonei a smentire la ricostruzione motivata della Corte d'appello; le operazioni erano formalmente regolari ma sostanzialmente simulate e finalizzate a creare passività fittizie, integrazione del dolo specifico di evasione e non mera elusione; l'istituto dell'abuso del diritto (art. 10-bis) non era applicabile perché i fatti integrano comportamenti fraudolenti e simulatori; la qualificazione di amministratore di fatto del ricorrente è correttamente accertata alla luce del suo ruolo reale nella gestione; la notifica impugnata è stata eseguita legittimamente; il diniego delle attenuanti generiche è stato adeguatamente motivato in relazione all'intensità del dolo e all'entità del danno fiscale.
Norme richiamate
La Corte ha ritenuto integrato il reato di evasione fiscale poiché sono stati esposti elementi passivi fittizi mediante negozi simulati con la finalità specifica di ridurre la base imponibile.
art. 10-bis legge n. 212 del 2000 (come modificato dal d.lgs. n. 128/2015)
L'istituto dell'abuso del diritto è residuale e non esclude la rilevanza penale quando i fatti costituiscono comportamenti fraudolenti, simulatori o finalizzati all'utilizzo di documentazione falsa; quindi non applicabile nel caso di simulazione palesata.
Utilizzato per ricondurre la responsabilità in concorso di più soggetti, con riferimento al ruolo dell'amministratore di fatto nell'azione delittuosa.
Riferimento alla disciplina civilistica sulla simulazione degli atti: la formale regolarità dell'atto non esclude che esso sia simulato e usato per scopi fraudolenti.
artt. 157, 170, 178 cod. proc. pen.; 59 disp. att. cod. proc. pen.; artt. 7 e 8 legge n. 890/1982
Norme richiamate in tema di modalità di notificazione: la notificazione a mezzo postale è risultata regolare e la sostituzione con consegna al difensore non era necessaria ove non provata l'impossibilità di notificare nel domicilio dichiarato.
art. 62-bis e art. 133 cod. pen.
Principi relativi alla determinazione della pena e alle attenuanti generiche: il giudice può motivare il diniego delle attenuanti anche basandosi su un elemento prevalente (es. intensità del dolo) e non è obbligato a valorizzare più elementi.
artt. 37 e 37-bis d.P.R. 600/1973
Richiamati in relazione alla distinzione tra strumenti negoziali utilizzabili per eludere il fisco e comportamento fraudolento: l'uso di tali strumenti non esclude responsabilità penale se sono usati in modo simulato e fraudolento.
Massime di principio
- Operazioni negoziali formalmente regolari (cessioni, affitti, subaffitti) possono integrare evasione penale se risultano simulate e finalizzate a creare passività fittizie; la registrazione o la redazione da parte di pubblici ufficiali non elimina la rilevanza penale.
- L'onere difensivo per contestare gli accertamenti della Guardia di Finanza richiede elementi concreti e coerenti (non solo pareri di parte) idonei a dimostrare la diversità dei valori o la reale natura economica delle operazioni.
- L'istituto dell'abuso del diritto tutela solo i casi di elusione non fraudolenta; quando sussiste un "quid pluris" di simulazione o frode documentale, l'abuso non sottrae alla responsabilità penale.
- L'amministratore di fatto che esercita il controllo effettivo sulla gestione societaria può essere ritenuto responsabile penalmente anche se formalmente non titolare della carica; l'assoluzione dell'amministratore formale per difetto di dolo non esclude automaticamente la responsabilità dell'amministratore di fatto.
- Le censure sulla legittimità della notificazione richiedono prova specifica dell'impossibilità della notifica nel domicilio dichiarato; la notifica postale, se eseguita secondo le regole, è valida.
- In materia di pena, il giudice può valorizzare un elemento predominante ai fini del riconoscimento o meno delle attenuanti generiche; l'assenza di elementi positivi dalla difesa indebolisce la richiesta di concederle.
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