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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42236/2023 del 17/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la sentenza d'appello che l'aveva ritenuta colpevole di più reati (tra cui reati ambientali - capi 1,2,7 - reati prevenzionistici e di sicurezza sul lavoro - capi 3,4,8,9 - e omessa ottemperanza ad ordinanza sindacale - capo 6). I motivi di ricorso contestavano, in sintesi: 1) la riconduzione della responsabilità penale alla sola qualità di amministratore di diritto ("prestanome") senza elementi di consapevolezza o partecipazione agli illeciti; 2) l'attribuzione di responsabilità per omissioni in materia di sicurezza e per mancata SCIA basata su un ruolo formale senza effettività di poteri di intervento; 3) il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità (art.131-bis c.p.) per le contravvenzioni antincendio; 4) l'analoga esclusione del fatto di particolare tenuità per il capo 6; 5) la mancata motivazione e la presunta duplicazione del risarcimento a carico della ricorrente nonostante pagamenti già fatti dal figlio, con conseguente illegittima subordinazione della sospensione condizionale al pagamento delle somme a favore di Provincia e Comune.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi fossero manifestamente infondati o inammissibili per le seguenti ragioni principali: la Corte d'appello aveva adeguatamente motivato la responsabilità della ricorrente come amministratrice di diritto valutando elementi concreti (es. collaborazione con il figlio, visite ai siti, partecipazione a trattative e firme); i reati contestati sono per lo più colposi, per i quali può rilevare l'omessa vigilanza dell'amministratore di diritto; la richiesta di applicazione dell'art.131-bis è stata respinta legittimamente dal giudice territoriale anche alla luce della pluralità di violazioni e dei precedenti dell'imputata; molte censure della difesa costituivano mera impugnazione del giudizio di merito o travisamento probatorio non adeguatamente documentato (mancata trascrizione integrale delle deposizioni evidenziate); il motivo sul presunto doppio risarcimento è stato dichiarato inammissibile perché fondato su argomentazioni nuove introdotte solo in sede di legittimità. La Corte ha inoltre condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali, a versare euro 3.000 alla cassa delle ammende, ha disposto la refusione delle spese sostenute nel grado dalla parte civile Comune di Sale (liquidate secondo le richieste/parametri), e ha rigettato la liquidazione delle spese per la Provincia di Alessandria per mancata contribuzione al giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 27 Cost.

    Richiamato in relazione al principio di responsabilità penale personale; la Corte osserva che la ricorrente è stata ritenuta responsabile per colpa e che la titolarità formale non esclude la responsabilità ove emergano elementi di consapevolezza o omissione del dovere di vigilanza

  • artt. 256, co.1 lett. a) e co.4, D.Lgs. n.152/2006

    artt. 256, co. 1, lett. a) e co. 4, D.Lgs. n. 152 del 2006

    Norme ambientali richiamate nelle censure: la Corte conferma che la condotta della ricorrente può integrare responsabilità per violazioni previste dal D.Lgs. 152/2006 se emerge omissione di controllo o partecipazione colposa alle attività illecite

  • art. 20 D.lgs. n. 139/2005 (citato anche come 2006 nel testo)

    art. 20, D.Igs. n. 139 del 2005 / 2006

    Norma richiamata con riferimento a specifiche fattispecie contestate (capi 3 e 8); la Corte non accoglie la censura che tale disposizione sarebbe stata applicata erroneamente perché i reati sono stati valutati nella cornice della responsabilità colposa e della posizione di garanzia

  • art. 55, co. 5, lett. c), D.Lgs. 81/2008

    art. 55, co. 5, lett. c), D.Lgs. 81 del 2008

    Riferimento normativo in materia di sicurezza sul lavoro: la Corte conferma che la responsabilità del datore (o di chi esercita i poteri del datore) può ricadere anche sull'amministratore di diritto quando sussiste una posizione di garanzia effettiva o omissione di controllo

  • art. 131-bis c.p.

    La Corte ritiene corretta la valutazione di merito che esclude l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità quando l'imputato ha commesso plurime violazioni, anche se ciascuna singola violazione potenzialmente tenue, e quando vi sono precedenti o elementi che dimostrano agevolazione dell'attività illecita

  • art. 131-bis, terzo comma (ratio)

    terzo comma art. 131-bis c.p. (richiamato in motivazione)

    Applicazione del principio secondo cui la causa di non punibilità non si applica se l'imputato ha commesso più reati della stessa indole o plurime violazioni che, congiuntamente, non si qualificano come 'particolare tenuità'

  • art. 452-quaterdecies c.p.

    art. 452-quaterdecies, cod. pen. (reato di traffico illecito di rifiuti, oggetto del processo a carico del figlio)

    Norma richiamata nel contesto del procedimento parallelo a carico del figlio: la Corte osserva che la diversa qualificazione e l'esito del procedimento principale non esime dall'analisi della responsabilità colposa dell'amministratore di diritto nel presente giudizio, e non giustifica l'ammissione ex novo di argomentazioni in cassazione

  • artt. 2 e 299 D.Lgs. 81/2008

    art. 2 e 299 d.lgs. 8 aprile 2008, n. 81

    Richiamati come parametro per valutare la posizione di garanzia e la corresponsabilità in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori: anche chi esercita i poteri di datore di lavoro concretamente può essere ritenuto responsabile

  • art. 129 c.p.p.

    Richiamato nel ragionamento relativo all'ininfluenza della sopravvenuta prescrizione dopo la sentenza impugnata: la Corte segnala che l'inammissibilità del ricorso per manifesta infondatezza può precludere l'esame di cause di non punibilità sopravvenute

  • art. 185 c.p. e art. 540 c.p.p.

    art. 185 cod. pen.; art. 540 cod. proc. pen.

    Richiamati in relazione alle statuizioni civili e alla dedotta mancanza di motivazione: la Corte ha ritenuto il motivo inammissibile perché introduceva questioni nuove non dedotte nel grado di merito

  • art. 163 c.p.

    art. 163, cod. pen. (sospensione condizionale della pena)

    La Corte conferma che il beneficio della sospensione condizionale può essere subordinato all'adempimento di obblighi risarcitori disposti in sentenza; la legittimità della subordinazione va valutata in base alla motivazione di merito

  • art. 541 c.p.p.

    Richiamato in relazione alla liquidazione delle spese a favore della parte civile presente solo con memorie scritte: la Corte ricorda che la partecipazione scritta è sufficiente per ottenere la liquidazione se ha fornito un contributo utile

Massime di principio

  • La responsabilità penale dell'amministratore formale non è esclusa a priori: per reati colposi l'omessa vigilanza o il mancato esercizio del controllo possono fondare la responsabilità, specie quando emergono elementi concreti di coinvolgimento (es. visite ai siti, firme, partecipazione alle trattative, collaborazione continuativa con soggetti che compiono gli illeciti).
  • In sede di Cassazione non è consentito ribaltare la valutazione delle prove di merito né contestare il travisamento probatorio senza fornire la piena e puntuale documentazione (es. trascrizioni integrali delle deposizioni o degli atti che si ritengono travisati).
  • L'art. 131-bis c.p. (fatto di particolare tenuità) non trova applicazione quando l'imputato ha commesso più violazioni o reati che colpiscono interessi diversi; rilevano altresì precedenti personali e la concreta rilevanza complessiva delle condotte.
  • Non si possono introdurre in Cassazione questioni nuove, diverse da quelle dedotte in sede di gravame: censure basate su argomentazioni non svolte nel giudizio di merito sono inammissibili.
  • La subordinazione della sospensione condizionale della pena al risarcimento del danno è legittima se motivata; eventuali contestazioni su duplicazioni risarcitorie devono essere proposte e documentate nei gradi di merito.
  • La parte civile può ottenere la liquidazione delle spese anche senza udienza pubblica se ha contribuito utilmente con memorie scritte al giudizio di legittimità; la mancata partecipazione non preclude il diritto se è dimostrato il contributo.

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