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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42154/2023 del 17/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Bologna che, in sede di rinvio, ha dichiarato la prescrizione del reato di bancarotta fraudolenta documentale. Il Procuratore generale deduce che tale declaratoria di prescrizione è errata perché la Suprema Corte, con precedente pronuncia del 16/04/2019, aveva annullato la sentenza di appello limitando il rinvio unicamente alla determinazione delle pene accessorie; per il resto la condanna e la pena principale erano divenute definitive (giudicato). Pertanto, il giudice del rinvio non poteva riaprire la cognizione sul fatto e dichiarare la prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato il processo per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna. La Suprema Corte ha rilevato che il giudice del rinvio non si è attenuto a quanto previsto dall'art. 627 c.p.p., poiché la prima sentenza di annullamento della Quinta Sezione aveva circoscritto il rinvio alle sole pene accessorie (art. 216, ultimo comma, legge fallimentare), rendendo definitive le statuizioni sulla colpevolezza e sulla pena principale; di conseguenza la dichiarazione di prescrizione sul reato, effettuata nel giudizio di rinvio, era incompatibile con il giudicato formatosi.

Norme richiamate

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Il giudice del rinvio è vincolato alla limitazione della cognizione disposta dalla Corte di Cassazione e non può estendere il giudizio oltre gli specifici punti oggetto del rinvio.

  • art. 216, ultimo comma, legge fallimentare

    Le pene accessorie fallimentari erano l'unico oggetto di nuovo esame disposto dalla Cassazione; il giudice del rinvio doveva limitarsi a determinare tali pene.

  • art. 23 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Norma richiamata quale base per la trattazione scritta del procedimento, procedura seguita nel giudizio di cassazione.

Massime di principio

  • Quando la Corte di Cassazione annulla parzialmente una sentenza e dispone il rinvio solo su questioni specifiche, il giudice del rinvio è vincolato al perimetro della cognizione indicato dalla Cassazione e non può riesaminare questioni già divenute definitive.
  • La dichiarazione di prescrizione di un reato non è ammissibile se sui medesimi fatti si è ormai formato giudicato di condanna: il giudicato sulla responsabilità e sulla pena principale impedisce al giudice di rinvio di dichiarare estinto il reato per prescrizione.
  • Applica rigorosamente l'art. 627 c.p.p.: verificare sempre l'oggetto del rinvio disposto dalla Cassazione e conformare la nuova decisione ai limiti fissati.
  • Se il giudice del rinvio eccede la limitazione della cognizione o dichiara prescrizione in contrasto con il giudicato, la Cassazione annulla la decisione e rinvia ad altra sezione per assicurare imparzialità e corretto rispetto del perimetro del rinvio.
  • Prima di pronunciare questioni decisive come la prescrizione, occorre accertare lo stato del giudicato e la natura degli effetti delle pronunce precedenti per evitare violazioni del principio di certezza del diritto e del ne bis in idem.
  • Anche questioni procedurali (es. violazione del diritto di difesa per mancata presenza del difensore) possono determinare l'annullamento e nuovo rinvio; pertanto assicurare il rispetto dei diritti di difesa nelle udienze è fondamentale per la stabilità delle decisioni successive.

Testo integrale

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