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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 18732/2024 del 09/07/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della CTR Lombardia che aveva accolto il ricorso dei contribuenti annullando l'avviso di rettifica e liquidazione con cui l'Ufficio aveva negato l'esenzione dall'imposta di successione prevista dall'art. 3, comma 4-ter, d.lgs. n. 346/1990. L'Agenzia deduce il vizio di falsa applicazione dell'art. 3, comma 4-ter e dell'art. 2359 c.c., deducendo che non si era verificata l'acquisizione o integrazione del controllo societario. I resistenti hanno eccepito preliminarmente la tardività del ricorso per cassazione e, nel merito, hanno difeso la legittimità del riconoscimento dell'esenzione connessa al trasferimento delle partecipazioni nell'ambito del patto di famiglia.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate ritenendolo infondato. Ha dichiarato inammissibile l'eccezione di tardività ritenendo che il termine di impugnazione, cadendo il giorno di scadenza su sabato 13/04/2019, si sia prorogato al 15/04/2019 ai sensi dell'art. 155 c.p.c., e considerando la sospensione di 9 mesi prevista dall'art. 6 del d.l. 119/2018 il termine finale è stato il 15/01/2020; il ricorso è stato notificato il 14/01/2020, dunque nei termini. Sul merito, la Corte ha confermato che la CTR ha correttamente riconosciuto l'esenzione prevista dall'art. 3, comma 4-ter d.lgs. 346/1990: la ratio della norma richiede che, per effetto del trasferimento, sia "acquisito o integrato" il controllo ai sensi dell'art. 2359 c.c.; l'integrazione del controllo può avvenire anche sommando quote già detenute dai beneficiari a quelle trasferite, e la comunione ereditaria di azioni non esclude di per sé il controllo societario. La Corte ha altresì statuuto che non trova applicazione l'art. 13, comma 1, 1-quater, del DPR n.115/2002 nel caso concreto. Condanna dell'Agenzia al pagamento delle spese di cassazione liquidate in Euro 8.000,00 oltre oneri forfettari e spese vive.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 346 del 1990, art. 3 comma 4-ter

    L'esenzione dall'imposta sulle successioni e donazioni si applica quando, per effetto del trasferimento delle partecipazioni (ad es. nell'ambito del patto di famiglia), sia stato acquisito o integrato il controllo della società ai sensi dell'art. 2359 c.c.; l'integrazione può avvenire sommando quote preesistenti a quelle trasferite.

  • cod. civ., art. 2359, primo comma

    Definisce il 'controllo' societario in termini di maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria; la Corte interpreta che il controllo può sussistere anche mediante la somma delle partecipazioni di più soggetti (es. beneficiari) o tramite rappresentanza comune.

  • cod. proc. civ., art. 360, primo comma, n. 3

    Motivo invocato dall'Agenzia in cassazione (falsa applicazione di norme); la Corte ha ritenuto il motivo infondato sul piano interpretativo e fattuale.

  • d.l. 23/10/2018 n. 119, art. 6 (undicesimo comma)

    Prevede una sospensione dei termini processuali per un periodo (nove mesi nel caso in esame) utile a computare correttamente i termini di impugnazione; la Corte ha applicato tale sospensione per valutare la tempestività dell'impugnazione in cassazione.

  • cod. proc. civ., art. 155, terzo e quinto comma

    Regola la proroga dei termini processuali quando la scadenza cade in giorno festivo o sabato; la Corte ha ritenuto che la scadenza del 13/04/2019 (sabato) si sia prorogata al 15/04/2019.

  • D.P.R. n. 115 del 30/05/2002, art. 13, primo comma, 1-quater

    Norma richiamata dalla ricorrente ma ritenuta non applicabile nel caso di specie dalla Corte, in quanto non ricorrevano le condizioni per la sua utilizzazione rispetto alla prenotazione a debito.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 5, Sent. n. 7429 del 17/03/2021)

    Nel caso di trasferimento a più discendenti in comproprietà, il beneficio deve essere riconosciuto a condizione che i diritti dei comproprietari vengano esercitati da un rappresentante comune che disponga della maggioranza dei voti

    La Corte ha richiamato precedente orientamento che ammette l'esenzione anche per trasferimenti a più beneficiari, purché risulti il passaggio del controllo (anche tramite rappresentanza comune) e l'impegno a proseguire l'attivita' per almeno cinque anni.

Massime di principio

  • Per ottenere l'esenzione prevista dall'art. 3, comma 4-ter d.lgs. 346/1990 conta l'effetto sul controllo societario: rileva l'acquisizione o l'integrazione del controllo secondo l'art. 2359 c.c., non la mera titolarità formale delle singole quote.
  • L'integrazione del controllo può realizzarsi sommando partecipazioni già detenute dai beneficiari e quelle trasferite; pertanto trasferimenti che, unitamente a quote preesistenti, assicurano la maggioranza dei voti, rientrano nell'agevolazione.
  • La comunione ereditaria di azioni non impedisce di per sé il riconoscimento del controllo: occorre valutare se i comproprietari possono, concretamente, esercitare la maggioranza o se è presente un meccanismo di rappresentanza che realizza il controllo.
  • Nelle impugnative è essenziale calcolare correttamente i termini tenendo conto delle regole sull'estensione del termine quando scade in giorno festivo/sabato (art. 155 c.p.c.) e delle eventuali sospensioni legislative (es. d.l. 119/2018); tali estensioni possono rendere tempestivi ricorsi che altrimenti apparirebbero tardivi.
  • La documentazione probatoria deve dimostrare l'effettivo trasferimento del controllo (composizione delle quote, modalità di esercizio dei diritti sociali, esistenza di rappresentanza comune, impegni a proseguire l'attività), mentre l'amministrazione finanziaria deve provare l'assenza dei requisiti per l'esenzione.

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