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Cassazione Civile, Ordinanza n. 05919/2025 del 06/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (creditore)

La controversia

Un tribunale aveva dichiarato il fallimento di un imprenditore individuale su ricorso di una società creditrice. L’interessato aveva reclamato ex art. 18 l.fall., contestando la sussistenza dei requisiti di fallibilità di cui all’art. 1, comma 2, l.fall. La corte d’appello aveva rigettato il reclamo ritenendo insufficiente la documentazione prodotta dal debitore: in particolare, non risultavano adeguatamente attestati né i ricavi né l’intero ammontare dei debiti. Avverso tale decisione il debitore proponeva ricorso per cassazione con due motivi: il primo denunciava nullità della sentenza e violazione dell’art. 1, comma 2, l.fall., sostenendo che l’impresa era in contabilità semplificata, che i ricavi e i debiti potevano essere desunti dai documenti fiscali depositati e che il giudice avrebbe dovuto esercitare poteri officiosi di indagine; il secondo lamentava omesso esame della documentazione e motivazione apparente o contraddittoria della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto congiuntamente inammissibili entrambi i motivi ai sensi dell’art. 360-bis c.p.c. Ha escluso che la motivazione della corte d’appello fosse apparente o contraddittoria, osservando che essa era chiara e congrua e che il giudice di merito aveva correttamente evidenziato l’incompletezza della prova sull’esposizione debitoria. Ha poi ribadito che l’onere di provare la non fallibilità grava sul debitore e che, anche in caso di contabilità semplificata o di assenza/inattendibilità dei bilanci, il debitore deve dimostrare con documenti idonei il possesso congiunto dei requisiti di cui all’art. 1, comma 2, l.fall. La valutazione di tali elementi resta riservata al giudice di merito, non sindacabile in cassazione come richiesta di diversa lettura del materiale istruttorio. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente alle spese e raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • L’onere di dimostrare la sussistenza dei requisiti di non fallibilità grava sul debitore che contesta la propria assoggettabilità a fallimento; tale prova deve riguardare congiuntamente tutti i presupposti richiesti dalla legge.
  • In mancanza di bilanci o quando essi siano ritenuti inattendibili, il debitore può ricorrere a documentazione alternativa, ma tale materiale resta soggetto al prudente apprezzamento del giudice di merito, che può reputarlo insufficiente a provare la non fallibilità.
  • La contabilità semplificata o l’esonero da determinati libri contabili non dispensano il debitore dall’onere probatorio sui requisiti di non fallibilità, né limitano il potere del giudice di valutare la completezza e attendibilità della prova offerta.
  • Il controllo di legittimità non consente di ottenere una nuova valutazione dei fatti o delle prove: è inammissibile il ricorso che si risolva nella contrapposizione della lettura del ricorrente a quella del giudice di merito.
  • La motivazione è nulla solo se manca del tutto o è meramente apparente; è sufficiente che il giudice esponga in modo chiaro le ragioni della decisione, senza dover confutare analiticamente ogni singola deduzione o ogni elemento probatorio.
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Come è indicizzato

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RamiFallimentare / Crisi d'impresaProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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