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Cassazione Civile, Ordinanza n. 11395/2025 del 30/04/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Il cittadino straniero era stato destinatario di un decreto prefettizio di espulsione ed era stato trattenuto presso un CPR in vista del rimpatrio. Dopo la convalida iniziale del trattenimento, il Giudice di pace ha accolto la richiesta di proroga per ulteriori 90 giorni, ritenendo sussistenti i presupposti di legge sulla base dell'attività svolta dall'amministrazione per il rimpatrio e della documentata difficoltà di identificazione. Il ricorrente ha impugnato il decreto di proroga con due motivi: (1) violazione dell'art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c. e dell'art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c., sostenendo che il provvedimento fosse solo apparente perché redatto su modulo prestampato e privo di vera motivazione; (2) violazione degli artt. 13 e 3 Cost. e dell'art. 20 d.l. n. 124 del 2023, sostenendo che la proroga era stata concessa senza accertare le "gravi difficoltà" nell'identificazione e nell'acquisizione dei documenti per il viaggio, requisito richiesto dalla disciplina vigente per la prima proroga del trattenimento.

La decisione

La Corte ha rigettato il primo motivo ritenendolo infondato, perché la motivazione del decreto di proroga era esistente, specifica e riferita all'attività svolta in udienza: il giudice aveva dato conto della richiesta di lasciapassare, dell'attività finalizzata al rimpatrio e della difficoltà di procedere all'identificazione del trattenuto. Ha dichiarato inammissibile il secondo motivo per genericità: il ricorrente non ha contestato in modo puntuale che gli ostacoli al rimpatrio fossero effettivamente gravi, né ha indicato elementi idonei a smentire l'accertamento del giudice di pace; inoltre i precedenti richiamati erano non pertinenti perché riferiti alla seconda proroga e alla disciplina previgente. Il ricorso è stato quindi respinto nel complesso.

Norme richiamate

  • art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.

    La nullità della decisione ricorre solo quando la motivazione sia mancante, meramente apparente, perplessa o incomprensibile, non quando sia semplicemente sintetica.

  • art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    La deduzione del vizio motivazionale è ammissibile solo nei limiti della nullità della sentenza per motivazione inesistente o apparente.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    È il parametro del ricorso per violazione o falsa applicazione di legge invocato per censurare l'applicazione dell'art. 14 T.U. immigrazione.

  • art. 13 Cost.

    Il trattenimento dello straniero incide sulla libertà personale e può essere disposto solo nei casi e nei modi previsti dalla legge, con controllo giurisdizionale rigoroso.

  • art. 3 Cost.

    Richiamato dal ricorrente a sostegno della censura di illegittimità della proroga; la Corte non sviluppa uno specifico principio autonomo su questa norma.

  • art. 14 d.lgs. n. 286 del 1998

    Il trattenimento e la sua proroga sono misure eccezionali, ammesse solo entro limiti temporali e presupposti rigorosamente predeterminati dalla legge; per la prima proroga occorre verificare la sussistenza di gravi difficoltà nell'accertamento dell'identità/nazionalità o nell'acquisizione dei documenti per il viaggio.

  • art. 20 d.l. n. 124 del 2023

    La Corte lo considera norma che ha modificato la durata del trattenimento e delle proroghe, lasciando immutati i presupposti della prima proroga.

  • art. 12 disp. prel. c.c.

    Richiamato per interpretare la riforma del sindacato sulla motivazione come riduzione al minimo costituzionale.

  • art. 15 direttiva 2008/115/CE

    "Salvo se nel caso concreto possono essere efficacemente applicate altre misure sufficienti ma meno coercitive, gli Stati membri possono trattenere il cittadino di un paese terzo sottoposto a procedure di rimpatrio soltanto per preparare il rimpatrio e/o effettuare l'allontanamento..."

    La direttiva consente il trattenimento solo per preparare il rimpatrio o eseguire l'allontanamento, per il periodo più breve possibile e con rilascio immediato quando non vi siano più prospettive ragionevoli di allontanamento.

  • art. 366, n. 4, c.p.c.

    Il motivo di ricorso deve essere specifico; una censura generica è inammissibile.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità, il vizio di motivazione è denunciabile solo quando la motivazione manchi del tutto, sia meramente apparente o sia affetta da irriducibile contraddittorietà/incomprensibilità, poiché il controllo di cassazione non può trasformarsi in una revisione del merito.
  • Il provvedimento che dispone o proroga il trattenimento dello straniero deve contenere una motivazione effettiva e specifica, ancorata ai fatti allegati dall'amministrazione e alle ragioni concrete che rendono ancora necessario il trattenimento.
  • In materia di trattenimento amministrativo dello straniero, la restrizione della libertà personale è legittima solo se sorretta dai presupposti legali e per il tempo strettamente necessario; il giudice deve verificare in modo rigoroso la persistenza delle condizioni richieste dalla legge.
  • Per la prima proroga del trattenimento, il giudice deve accertare che l'accertamento dell'identità/nazionalità o l'acquisizione dei documenti di viaggio presenti gravi difficoltà; è sufficiente che il rimpatrio sia ancora ostacolato da impedimenti concreti non superati, purché risultanti dalla documentazione e dall'attività svolta.
  • La censura in cassazione contro l'accertamento dei presupposti della proroga deve essere specifica e puntuale: non è sufficiente una contestazione generica o meramente assertiva dell'insussistenza delle difficoltà addotte dall'amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniGiurisdizione internazionale
RamiProcesso civileInternazionale privato
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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