DECRETO-LEGGE 19 settembre 2023, n. 124
Disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione, per il rilancio dell'economia nelle aree del Mezzogiorno del Paese, nonchè in materia di immigrazione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl decreto ridisegna la programmazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027, introducendo gli Accordi per la coesione, nuove regole di trasferimento, monitoraggio e definanziamento. Prevede misure per aree interne, Lampedusa e la ZES unica del Mezzogiorno, attiva dal 1° gennaio 2024, poi estesa a Marche e Umbria dal 2025.
Misure urgenti per politiche di coesione, ZES unica, aree interne e Lampedusa
Misure urgenti in materia di coesione, ZES e interventi territoriali
Il provvedimento interviene sulla programmazione e sull’utilizzo delle risorse per la coesione, rafforzando il coordinamento con il PNRR e introducendo strumenti operativi più stringenti per attuazione, monitoraggio e controllo. Contiene inoltre misure speciali per le aree interne, per il Comune di Lampedusa e Linosa e per l’istituzione e l’organizzazione della ZES unica del Mezzogiorno.
Programmazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione
Le risorse del FSC 2021-2027 sono destinate esclusivamente a interventi per lo sviluppo, con riparto dell’80% al Mezzogiorno e del 20% al Centro-Nord. La programmazione annuale indicata nella norma prevede 4 miliardi per il 2021, 5 miliardi annui dal 2022 al 2029 e 6 miliardi per il 2030.
Il Fondo deve essere utilizzato in coerenza con le politiche di coesione, con i fondi strutturali europei 2021-2027 e con il PNRR, secondo principi di complementarità e addizionalità. Le risorse possono finanziare iniziative e misure di politica di coesione e gli Accordi per la coesione.
Accordi per la coesione con amministrazioni centrali, regioni e province autonome
La disciplina introduce gli “Accordi per la coesione”, distinti tra amministrazioni centrali e territori regionali/provinciali autonomi. Gli accordi sono definiti tra il Ministro competente per la coesione e, rispettivamente, i ministri interessati oppure i presidenti di regione/provincia autonoma, sentito il MEF.
Ogni accordo deve contenere:
- gli interventi e le eventuali linee d’azione finanziabili;
- il cronoprogramma procedurale e finanziario;
- gli impegni reciproci delle parti;
- il piano finanziario annuale;
- i principi del sistema di gestione, controllo e monitoraggio;
- l’indicazione degli interventi già finanziati che restano soggetti alle regole dell’accordo.
Per le regioni è prevista anche l’indicazione delle risorse destinate alle città metropolitane, ove presenti, e la possibile destinazione di risorse FSC alla quota regionale di cofinanziamento dei programmi europei.
Assegnazione, trasferimento e utilizzo delle risorse
Le risorse FSC sono assegnate con delibera CIPESS sulla base degli accordi sottoscritti. Dopo la registrazione della delibera, le amministrazioni possono avviare le attività attuative.
Il trasferimento avviene tramite anticipazioni, pagamenti intermedi e saldo finale. In via ordinaria, ogni anno può essere erogata un’anticipazione fino al 20% del piano finanziario annuale, sulla base dei progetti censiti nel sistema di monitoraggio. Le amministrazioni possono chiedere rimborsi solo a certe condizioni legate allo stato di avanzamento delle spese.
Definanziamento e recupero delle risorse
Il mancato rispetto del cronoprogramma annuale comporta il definanziamento dell’accordo per la parte non spesa rispetto a quanto programmato. Le risorse recuperate rientrano nel FSC 2021-2027 e possono essere riassegnate secondo criteri di premialità.
È prevista anche una procedura per il definanziamento in caso di mancata alimentazione del sistema di monitoraggio o di mancato invio delle relazioni semestrali, con termini di regolarizzazione e possibile intervento del CIPESS.
Monitoraggio, trasparenza e controllo
Le amministrazioni titolari delle risorse devono alimentare il Sistema nazionale di monitoraggio con dati anagrafici, finanziari, fisici e procedurali dei progetti, identificati da CUP e CIG. Ai fini dei trasferimenti e del monitoraggio si considerano solo i dati risultanti dal sistema.
Le regioni devono inoltre istituire capitoli di bilancio dedicati per tracciare contabilmente le risorse europee, di cofinanziamento nazionale, del Fondo di rotazione e del FSC.
I dati di programmazione e avanzamento devono essere pubblicati su OpenCoesione, insieme ai dati aperti relativi ai progetti presenti nei sistemi informatici della Ragioneria generale dello Stato.
Contratti istituzionali di sviluppo
La normativa amplia l’uso dei contratti istituzionali di sviluppo per interventi finanziati con FSC. Sono ammessi per interventi con valore complessivo non inferiore a 200 milioni di euro e con valore unitario almeno pari alle soglie del codice dei contratti pubblici, salvo interventi complementari a opere principali sopra soglia.
In caso di inerzia o inadempimento delle amministrazioni responsabili, o per evitare il disimpegno automatico dei fondi UE, si applicano le misure sostitutive previste dalla disciplina richiamata.
Strategia nazionale per le aree interne
È istituita presso la Presidenza del Consiglio una Cabina di regia per lo sviluppo delle aree interne, presieduta dal Ministro per la coesione e composta da numerosi ministri e rappresentanti degli enti territoriali.
La Cabina:
- indirizza e coordina la strategia;
- approva il Piano strategico nazionale delle aree interne entro 60 giorni;
- approva le strategie territoriali delle singole aree interne;
- monitora l’attuazione degli interventi;
- promuove il coordinamento tra livelli di governo;
- supporta la corretta utilizzazione delle risorse.
Il PSNAI individua priorità in particolare per istruzione, mobilità e servizi socio-sanitari, tenendo conto del PNRR e delle risorse di coesione.
Interventi per Lampedusa e Linosa
Per fronteggiare la situazione socio-economica di Lampedusa, il Dipartimento per le politiche di coesione predispone un piano di interventi d’intesa con Comune, MIT e Ministero delle imprese, sentita la Regione Siciliana.
Il piano riguarda strade, urbanizzazione primaria, depurazione, deposito carburante, nuovi edifici pubblici e riqualificazione energetica. Il CIPESS approva il piano e assegna le risorse fino a 45 milioni di euro a valere sul FSC 2021-2027. INVITALIA svolge le funzioni di centrale di committenza entro il limite massimo del 2% delle risorse assegnate.
Sono previste misure speciali per le valutazioni di incidenza, per la realizzazione di strutture urgenti e per lo smaltimento delle imbarcazioni dei migranti, con alcune disposizioni limitate temporalmente al 31 dicembre 2023.
ZES unica del Mezzogiorno
Dal 1° gennaio 2024 è istituita la Zona economica speciale per il Mezzogiorno - ZES unica, comprendente Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Successivamente la ZES unica è stata estesa anche a Marche e Umbria a decorrere dalla legge n. 171 del 2025.
La ZES è definita come zona del territorio statale in cui le imprese possono beneficiare di condizioni speciali per investimenti e sviluppo.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo completo dei 25 articoli, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Normativa italiana, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Normativa italiana
- Decreto legge · 15 set 2023DECRETO-LEGGE 15 settembre 2023, n. 123
- Decreto legge · 12 set 2023DECRETO-LEGGE 12 settembre 2023, n. 121
- Decreto legge · 29 set 2023DECRETO-LEGGE 29 settembre 2023, n. 131
- Decreto legge · 29 set 2023DECRETO-LEGGE 29 settembre 2023, n. 132
- Decreto legge · 5 ott 2023DECRETO-LEGGE 5 ottobre 2023, n. 133
- Decreto legge · 12 ott 2023DECRETO-LEGGE 12 ottobre 2023, n. 140
Cerchi altro? Cerca gratis in Normativa italiana →