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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25448/2023 del 30/08/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (parte privata)

La controversia

La controversia nasce da un procedimento di equa riparazione ex L. n. 89/2001. Nel giudizio presupposto il ricorrente aveva ottenuto un decreto di condanna del Ministero della giustizia al pagamento di euro 500,00. In sede di opposizione/decisone successiva la Corte d'appello ha accolto la domanda e ha liquidato l'indennizzo in euro 500,00, oltre interessi, nonché le spese del monitorio e dell'opposizione. Il ricorrente ha proposto nove motivi di ricorso per cassazione: con il primo ha denunciato violazione delle norme sulla liquidazione del danno non patrimoniale e dell'art. 2-bis L. n. 89/2001, sostenendo che la Corte d'appello avesse erroneamente assunto come tetto massimo il solo capitale di euro 500,00 senza considerare gli interessi legali maturati sul credito nel processo presupposto, che al momento della decisione erano pari a euro 506,41; con gli altri motivi ha contestato, per vizi motivazionali e violazioni di legge, la liquidazione dei compensi e delle spese del procedimento monitorio e di opposizione, nonché la mancata attribuzione della maggiorazione per il deposito telematico degli atti.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo, ha cassato il decreto impugnato limitatamente al quantum dell'indennizzo e, non occorrendo ulteriori accertamenti di fatto, ha deciso nel merito. Ha quindi condannato il Ministero della giustizia a corrispondere al ricorrente euro 506,41 a titolo di indennizzo, oltre interessi dalla domanda al saldo. I motivi dal secondo al nono sono stati dichiarati assorbiti. Sono state inoltre rideterminate le spese dei gradi di merito e del giudizio di legittimità secondo i minimi tariffari, senza riconoscere la maggiorazione per il deposito telematico, in ragione della semplicità e serialità della controversia.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel giudizio di equa riparazione, il limite massimo dell'indennizzo non può essere determinato in modo astratto sul solo capitale riconosciuto, quando il credito del processo presupposto sia pecuniario e produca interessi di diritto: occorre considerare il diritto accertato nella sua effettiva consistenza al momento rilevante.
  • Se il giudice di merito liquida l'indennizzo entro il tetto massimo previsto dalla L. n. 89/2001, ma omette di includere gli interessi maturati sul credito presupposto, la liquidazione è censurabile per violazione del parametro normativo che commisura il limite al diritto accertato.
  • Quando l'accoglimento di un motivo investe il solo quantum dell'indennizzo e non richiede ulteriori accertamenti di fatto, la Corte di cassazione può decidere nel merito e rideterminare direttamente l'importo dovuto.
  • La cassazione della statuizione principale sul quantum dell'indennizzo travolge per effetto espansivo le statuizioni accessorie sulle spese, che possono essere riliquidate dalla Corte.
  • In controversie semplici e seriali, la liquidazione delle spese può avvenire ai minimi tariffari e non è dovuta la maggiorazione per il deposito telematico quando la Corte ritenga non applicabile, per le caratteristiche del caso, il relativo aumento

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpese di lite
RamiProcesso civileResponsabilità civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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