Cassazione Civile, Sentenza n. 15582/2022 del 16/05/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Controversia per opere di sopraelevazione realizzate da Avanzi: la ricorrente (erede di Veggio) aveva chiesto la demolizione e il risarcimento per l'illegittimità della costruzione che avrebbe pregiudicato la sua proprietà (diminuzione di amenità, soleggiamento, visuale ecc.). In primo grado il Tribunale aveva accolto la domanda cautelare; la Corte d'Appello di Brescia aveva rigettato l'appello della Veggio ritenendo precluse le censure sugli atti autorizzativi e che non sussistessero violazioni delle norme sulle distanze. La ricorrente ha impugnato in Cassazione sostenendo, tra l'altro, che il giudice di merito non ha esaminato la domanda risarcitoria e quella riconvenzionale di demolizione, né ha valutato la sanatoria eventualmente concessa all'opera.
La decisione
La Corte di Cassazione (Sez. II) ha accolto i primi, terzo e quarto motivi del ricorso (cioè: errata valutazione della giurisdizione e omessa considerazione della domanda riconvenzionale e della sanatoria) dichiarando assorbito il secondo motivo e rigettando il quinto e il sesto. La sentenza della Corte d'Appello è stata cassata limitatamente alle censure accolte e la causa è rinviata alla Corte d'Appello di Brescia in diversa composizione per nuovo esame anche sulle spese del giudizio di legittimità. In sintesi: cassazione e rinvio per rinnovata valutazione delle questioni civili (risarcimento e riconvenzionale), salva la regola che la tutela demolitoria è riservata alle violazioni delle norme sulle distanze integrative del codice civile.
Norme richiamate
fonte del ricorso urgente iniziale con cui Avanzi aveva ottenuto provvedimento cautelare; norma procedurale richiamata nel quadro processuale
richiamata nella distinzione tra tutela risarcitoria prevista dal codice per violazioni urbanistico-edilizie integrative della disciplina sulle distanze; la Corte ricorda che la violazione di norme integrative può dare diritto al risarcimento
norma sulle distanze tra costruzioni: la Corte conferma che le violazioni delle norme sulle distanze costituiscono illecito che dà diritto anche alla tutela reale (demolitoria) quando ricorrono i presupposti codicistici
richiamata come disciplina dell'actio de tigno iuncto (indennità per innesto sul muro a confine); la Corte osserva che tale azione è distinta dalla domanda risarcitoria per violazione delle distanze
richiamato in tema di devoluzione di giurisdizione sulle controversie relative agli atti amministrativi urbanistici: la Corte precisa che la devoluzione non impedisce comunque al giudice ordinario di esaminare domande risarcitorie incidentali o autonome tra privati
D.P.R. n. 380/2001 (artt. 31-33)
richiamati dalle parti; la Corte ricorda che l'esistenza di una 'variazione essenziale' non determina automaticamente la tutela demolitoria davanti al giudice ordinario se mancano violazioni delle norme sulle distanze integrative del codice
richiamato nelle censure sulla mancata pronuncia della Corte di Appello: riguarda la pronuncia su tutte le questioni dedotte; la Cassazione ha ritenuto fondate le doglianze relative a omissioni di esame
menzionati in relazione al dovere del giudice di chiamare le parti a dedurre su questioni rilevabili d'ufficio; la Corte ha ritenuto corretta la valutazione di merito sul principio di prevenzione e art. 876 c.c. senza violazione del contraddittorio
Massime di principio
- Il giudice ordinario ha competenza per le controversie tra vicini che riguardano l'osservanza delle norme sulle distanze (art. 873 e ss. c.c.) e per le azioni risarcitorie conseguenti alla violazione delle norme urbanistiche locali, salvo che la controversia richieda l'annullamento di provvedimenti amministrativi (competenza esclusiva del giudice amministrativo).
- La tutela demolitoria è riservata alle violazioni delle norme sulle distanze integrative del codice civile; per violazioni di norme urbanistiche locali non integrative la tutela ordinaria è prevalentemente risarcitoria (con prova del danno richiesta, salvo il caso delle distanze codicistiche in cui il danno si considera conseguente e certo).
- La presenza di un titolo abilitativo o di una sanatoria non esclude automaticamente la valutazione da parte del giudice ordinario della responsabilità civile del costruttore nei confronti dei vicini; la legittimità amministrativa può essere valutata incidenter tantum nel processo civile per decidere sulla domanda risarcitoria o demolitoria nei limiti della giurisdizione.
- Se il regolamento comunale prescrive la distanza dal confine, il principio della prevenzione può essere escluso e la costruzione in aderenza può essere vietata; in assenza di tale prescrizione la prevenzione può consentire al prevenuto di costruire in aderenza (applicazione del principio di prevenzione ex art. 875 c.c.).
- Quando il danneggiato invoca risarcimento per violazioni urbanistico-edilizie non integrative delle norme codicistiche, è richiesta una precisa allegazione e prova del danno (entità e nesso causale); per la violazione delle distanze codicistiche la prova del danno può non essere necessaria perché il danno è presunto come conseguenza dell'illegittima asservimento del fondo.
- Se la domanda civile comprende pretese nei confronti della P.A. volte ad ottenere la rilevanza dell'illegittimità dell'atto amministrativo, ciò può determinare la giurisdizione del giudice amministrativo; la formulazione della domanda è quindi cruciale per stabilire la giurisdizione competente.
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