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Cassazione Civile, Ordinanza n. 05742/2023 del 24/02/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia origina da un'ordinanza-ingiunzione emessa per il pagamento di euro 12.000 per violazione dell'art. 110, comma 9, lett. f-bis, TULPS in materia di apparecchi da intrattenimento. Il giudice di pace aveva accolto l'opposizione proposta dalla società destinataria della sanzione; il Tribunale di Bari, in appello, aveva poi rigettato l'impugnazione dell'Agenzia ritenendo assorbente un preteso giudicato esterno derivante da una precedente sentenza del 2017, resa tra le stesse parti, con cui era stata affermata l'incompetenza dell'Ufficio di Bari a irrogare la sanzione per accertamenti compiuti nel territorio di Taranto. L'Agenzia ricorre in cassazione con due motivi: con il primo deduce violazione degli artt. 324 c.p.c. e 2909 c.c., sostenendo che il giudice d'appello abbia erroneamente ravvisato il giudicato esterno, poiché la precedente decisione riguardava una fattispecie diversa e quindi un rapporto giuridico differente; con il secondo deduce violazione dell'art. 24, comma 14, d.l. 98/2011, assumendo che, in base a un avviso del direttore dell'Ufficio centrale di Bari del 30.4.2012, la competenza in materia fosse stata attribuita alla sezione distaccata di Lecce per le province di Taranto, Brindisi e Foggia.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo di ricorso, ritenendo erronea l'applicazione del giudicato esterno. Ha affermato che il giudicato copre solo il medesimo rapporto giuridico già deciso e non singole questioni di fatto o di diritto; nel caso concreto, ogni accertamento di violazione costituisce un procedimento amministrativo autonomo, riferito a un fatto diverso e a un diverso contesto temporale ed empirico, anche se relativo alla medesima norma e alle stesse parti. Conseguentemente, la precedente sentenza del 2017 non precludeva la decisione sulla nuova ordinanza-ingiunzione. L'accoglimento del primo motivo ha assorbito il secondo. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio al Tribunale di Bari, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 324 c.p.c.

    Richiamato per escludere che il giudicato esterno possa formarsi su singole questioni, se il secondo giudizio non riguarda il medesimo rapporto giuridico del primo.

  • art. 2909 c.c.

    Il giudicato fa stato solo tra le parti, i loro eredi o aventi causa, nei limiti dell'accertamento reso sul medesimo rapporto giuridico già deciso.

  • art. 360, n. 4, c.p.c.

    La censura è stata prospettata come violazione di norme processuali, per erronea applicazione dell'efficacia del giudicato.

  • art. 24, comma 14, d.l. n. 98/2011

    Norma invocata per sostenere l'attribuzione della competenza alla sezione distaccata di Lecce in materia di apparecchi da intrattenimento per determinate province.

  • art. 110, comma 9, lett. f-bis, TULPS

    Norma sostanziale posta a base dell'ordinanza-ingiunzione impugnata.

Massime di principio

  • L'efficacia del giudicato esterno presuppone l'identità del rapporto giuridico dedotto nei due giudizi; non è sufficiente la mera identità delle parti o della questione di diritto affrontata.
  • Il giudicato non si estende a singole questioni di fatto o di diritto, ove la seconda controversia investa un fatto diverso e un autonomo procedimento amministrativo, anche se fondato sulla stessa violazione normativa.
  • In materia di sanzioni amministrative, ogni accertamento relativo a condotte distinte e temporalmente collocate in modo diverso dà luogo a rapporti controversi autonomi, non automaticamente coperti da precedenti decisioni rese tra le stesse parti.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicato

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