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Cassazione Civile, Ordinanza n. 30669/2023 del 03/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (associazione)

La controversia

La controversia nasceva dall'impugnazione di una deliberazione assembleare di scioglimento di un'associazione riconosciuta e dalla successiva deliberazione con cui l'assemblea aveva cercato di revocare lo stato di liquidazione. In primo grado il tribunale aveva respinto la domanda di annullamento della delibera di scioglimento per errore e aveva invece accolto la domanda subordinata dichiarando valida la delibera di revoca dello scioglimento. La corte d'appello, investita dagli appelli principali dell'associazione, del consorzio che deteneva il patrimonio e della regione, nonché dell'appello incidentale di alcuni soci, ha riformato integralmente la decisione, ritenendo inesistente la delibera di revoca per mancata convocazione del liquidatore in carica e per difetto dei presupposti dell'assemblea totalitaria; ha inoltre escluso che ricorressero i requisiti per la revoca dello stato di scioglimento e ha negato l'errore essenziale dedotto dai soci. In cassazione i ricorrenti hanno proposto tre motivi: 1) violazione delle norme sulla efficacia dei provvedimenti camerali e sulla nomina del liquidatore, sostenendo che la nuova nomina del liquidatore non fosse ancora efficace alla data dell'assemblea e che, dunque, fosse presente il liquidatore uscente, oltre a dedurre la regolare convocazione dell'assemblea; 2) violazione dell'art. 2487-ter c.c., assumendo che la revoca dello stato di scioglimento fosse valida perché erano state eliminate le cause di scioglimento e, comunque, la precedente decisione di scioglimento era stata determinata da una rappresentazione erronea della situazione patrimoniale; 3) violazione delle norme sull'errore essenziale, sostenendo che l'errore dei soci fosse decisivo e idoneo a fondare l'annullamento della deliberazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo inammissibile perché i ricorrenti non avevano allegato in modo specifico tempi e modi di un reclamo avverso il decreto di nomina del liquidatore e non avevano fornito elementi sufficienti per sostenere l'asserita inefficacia della nomina alla data dell'assemblea. Ha ritenuto il secondo motivo inammissibile perché non censurava la ratio decidendi effettiva della sentenza d'appello, fondata sull'assorbimento della questione, ma solo una motivazione resa ad abundantiam. Ha ritenuto il terzo motivo inammissibile perché, sotto l'apparenza della violazione di legge, mirava in realtà a contestare un accertamento di fatto riservato al giudice di merito. Sono state poste a carico dei ricorrenti le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 30 c.c.

    richiamato per la disciplina della liquidazione e della nomina dei liquidatori degli enti riconosciuti

  • art. 11 disp. att. c.c.

    la nomina del commissario/liquidatore da parte del presidente del tribunale è un provvedimento di volontaria giurisdizione, camerale e privo di decisorietà e definitività

  • art. 13 disp. att. c.c.

    invocato dai ricorrenti per sostenere che la nomina del nuovo liquidatore producesse effetti solo dall'iscrizione nel registro delle persone giuridiche

  • art. 741 c.p.c.

    richiamato in relazione all'efficacia dei provvedimenti di volontaria giurisdizione dopo la scadenza dei termini di reclamo

  • art. 2487-ter c.c.

    richiamato per la revoca dello stato di scioglimento, che presuppone l'eliminazione di tutte le cause di scioglimento

  • artt. 1427 c.c., 1428 c.c., 1429 c.c.

    richiamati in tema di errore essenziale quale vizio della deliberazione impugnata

  • art. 23 c.c.

    richiamato per la legittimazione dei singoli associati all'impugnazione delle deliberazioni assembleari

  • art. 115 c.p.c.

    invocato nel primo motivo come norma sulla valutazione della prova e del materiale processuale

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002

    richiamato per i presupposti del versamento dell'ulteriore contributo unificato

Massime di principio

  • Il provvedimento del presidente del tribunale che nomina il liquidatore di un'associazione riconosciuta, adottato ai sensi delle disposizioni attuative del codice civile, conserva natura di volontaria giurisdizione anche se fondato su sommarie informazioni o su valutazioni sul merito della vicenda concreta.
  • Per sostenere in cassazione l'inefficacia di una nomina giudiziale soggetta a reclamo, è necessario allegare e dimostrare specificamente l'esperimento del reclamo e i relativi tempi e modalità; in difetto, la censura è inammissibile.
  • In sede di legittimità, la critica deve investire la ratio decidendi effettiva della sentenza impugnata: se il giudice d'appello fonda la decisione sull'assorbimento di una questione, non è ammissibile censurare soltanto una motivazione resa ad abundantiam.
  • Il motivo formalmente qualificato come violazione di legge è inammissibile quando mira in realtà a sollecitare una rivalutazione del fatto o delle risultanze probatorie, attività riservata al giudice di merito.
  • La revoca dello stato di scioglimento richiede l'eliminazione di tutte le cause di scioglimento e non della sola causa che aveva originato la deliberazione iniziale.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniTestamento
RamiProcesso civileSuccessioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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