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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43282/2023 del 25/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Bruno Pavese impugnava per mancata conversione della pena detentiva breve in pena sostitutiva. Marjan Zefi articolava tre censure: 1) nullita e manifesta illogicita della motivazione per aver ritenuto sussistente il dolo specifico del reato di sequestro di persona a scopo di estorsione (art. 630 c.p.); 2) errata qualificazione del fatto e assenza dell'ingiusto profitto, proponendo qualifiche alternative (art. 393 e 605 c.p.); 3) omissione di considerare la circostanza attenuante del fatto lieve ai sensi dell'art. 311 c.p.

La decisione

Entrambi i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. Per Pavese il motivo è stato ritenuto manifestamente infondato: la sostituzione delle pene detentive brevi e delle nuove pene sostitutive e una valutazione discrezionale del giudice, subordinata ai criteri dell'art. 133 c.p., non automatica e non richiesta dalla difesa; inoltre i reati rientrano nell'elenco dell'art. 4-bis ord. pen. che limita le misure alternative. Per Zefi i primi due motivi sono stati esclusi come non consentiti in Cassazione perché si tratta di censure di fatto e di riedizione del compendio probatorio; la Corte ha ritenuto congrua la motivazione dei giudici di merito sulla sussistenza del dolo specifico e sull'ingiusto profitto. Il terzo motivo è stato dichiarato aspecifico e dunque inammissibile in quanto non ha affrontato la motivazione che aveva escluso l'attenuante del fatto lieve. Entrambi i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Limita il sindacato della Cassazione: vieta la riedizione del giudizio di merito e consente il controllo sulla violazione di legge e sulla carenza o manifesta illogicita della motivazione, non la rivalutazione degli elementi di fatto

  • art. 630 cod. pen.

    Definisce il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione; la Corte ha ritenuto sussistente il dolo specifico quando emerge la volonta di privare della liberta per un tempo prolungato finalizzato a convincere la vittima a pagare

  • art. 311 cod. pen.

    Circostanza attenuante del fatto lieve; la Corte ha ritenuto che le modalita particolarmente allarmanti e la durata prolungata del sequestro escludono l'applicazione della lieve entita

  • art. 393 cod. pen.

    Richiamato dal ricorrente come possibile riformulazione del fatto, ma la Corte ha ritenuto che la qualificazione alternativa sia questione di fatto riservata ai giudici di merito

  • art. 605 cod. pen.

    Altro titolo ritenuto dal ricorrente; la Corte ha escluso la sua configurabilita su basi di fatto rimesse al giudice di merito

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena e per valutare l'idoneita alla sostituzione delle pene: la sostituzione e frutto di valutazione discrezionale del giudice che deve considerare, tra l'altro, modalita del fatto e personalita del condannato

  • art. 4-bis ord. pen.

    Elenca reati per i quali le misure alternative alla detenzione breve sono limitate; il sequestro a scopo di estorsione rientra nelle fattispecie che rendono incompatibile la concessione delle sanzioni sostitutive salvo requisiti molto stringenti

  • art. 20-bis

    Riferimento normativo alle nuove pene sostitutive; la Corte ha osservato che anche queste sono soggette a valutazione giudiziale ancorata ai parametri dell'art. 133 c.p.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese e l'irrogazione di somme alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile, come applicato per l'oblazione di euro 3.000 per ciascun ricorrente

  • art. 23 comma 8 D.L. n. 137/2020 e art. 8 D.L. n. 198/2022

    Norme procedurali che consentono la trattazione del ricorso con contraddittorio scritto; la vicenda e stata trattata anche con questo rito

Massime di principio

  • La sostituzione di pene detentive brevi con pene sostitutive e una facolta discrezionale del giudice: non costituisce un diritto dell'imputato e deve essere espressamente richiesta; il giudice valuta secondo i criteri dell'art. 133 c.p.
  • Se il reato rientra nell'elenco dell'art. 4-bis, l'accesso a misure alternative e fortemente limitato e richiede presupposti stringenti, percio la richiesta di sostituzione ha scarse probabilita di accoglimento senza condizioni eccezionali
  • In Cassazione e precluso rideterminare la valutazione delle prove e proporre una nuova ricostruzione del fatto; si possono dedurre solo vizii di diritto o vizi di motivazione evidenti e specificamente indicati
  • La sussistenza del dolo specifico per il sequestro a scopo di estorsione si valuta in base alla volonta di privare la vittima della liberta per un tempo funzionale a costringerla a pagare; elementi quali durata, modalita e minacce rafforzano tale valutazione
  • Le questioni inerenti alla qualificazione giuridica alternativa dei fatti e alla percezione dell'ingiusto profitto sono, di regola, questioni di fatto e di merito: pertanto devono essere affrontate nei gradi di merito e non nella sede di legittimita
  • Per ottenere il riconoscimento della circostanza attenuante del fatto lieve e necessario che la motivazione di merito la valuti esplicitamente e in modo argomentato; la semplice invocazione senza confronto specifico con la motivazione e insufficiente in Cassazione

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