Cassazione Penale, Sentenza n. 43275/2023 del 25/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Lecce del 01/04/2022 che aveva confermato la condanna per appropriazione indebita in relazione all'appropriazione di beni strumentali dell'azienda condotta in affitto da Memmo s.r.l., del valore di circa €20.000,00, con riduzione della pena a nove mesi di reclusione e €450,00 di multa. Il ricorrente ha dedotto quattro motivi: 1) violazione e falsa applicazione dell'art.646 c.p. e carenza di motivazione rispetto all'interversione del possesso, sostenendo che, non essendo stato risolto il contratto di affitto d'azienda, non sarebbe scattato l'obbligo di restituzione dei beni; 2) carenza di motivazione sull'attendibilità intrinseca delle dichiarazioni delle persone offese (Antonia Leonarda Crusafio e Cosima Carichino) ai sensi dell'art.192 c.p.p.; 3) mancato esame della persona offesa principale (Mauro Carichino), ritenuta necessaria; 4) mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche e assenza di adeguata motivazione in proposito.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i motivi manifestamente infondati: 1) l'interversione del possesso può verificarsi anche senza formale risoluzione del contratto e senza inventario finale quando l'affittuario sottrae i beni aziendali e li devia dalla loro destinazione; nel caso l'immobile risultava quasi completamente vuoto al momento del rilascio, confermando l'appropriazione indebita; 2) le dichiarazioni delle persone offese sono state ritenute coerenti e adeguatamente riscontrate da documenti (contratti, visure, verbale di rilascio), pertanto non vi è vizio di motivazione ai sensi dell'art.192 c.p.p.; 3) l'esame di Mauro Carichino è stato giudicato superfluo alla luce delle prove già acquisite e della motivazione del giudice di merito; 4) il diniego delle attenuanti generiche è motivato in relazione alla gravità del danno (circa €20.000), alla condotta e ai precedenti penali dell'imputato ed è decisione di merito non sindacabile in cassazione salvo vizi logici. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente condannato alle spese del procedimento e al pagamento in favore della cassa delle ammende di €3.000,00 ai sensi dell'art.616 c.p.p.
Norme richiamate
Norma sul reato di appropriazione indebita; la Corte ha interpretato che l'elemento materiale si realizza anche quando l'affittuario sottrae beni deviandoli dalla loro destinazione, determinando l'interversione del possesso anche senza formale risoluzione del contratto
Richiamata per delineare i doveri dell'affittuario di conservare le dotazioni aziendali e la regola sulla differenza di consistenza regolata in denaro, la norma delimita i limiti del potere di godimento e giustifica l'interversione del possesso quando vi sia sottrazione di beni
Richiamo normativo collegato all'art.2561; utilizzato per argomentare che il rapporto di affitto non esclude la responsabilità per sottrazione dei beni aziendali
Regola sui limiti della valutazione delle dichiarazioni delle persone offese; la Corte ha confermato che la credibilità può essere valutata anche in assenza di riscontri esterni quando vi siano elementi di concordanza e riscontro documentale
Norma sulle circostanze attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto che la valutazione della loro concessione sia giudizio di merito motivato in base agli elementi di cui all'art.133 c.p., non sindacabile in cassazione se non affetto da vizio
Elenca gli elementi che il giudice deve considerare per le attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto sufficiente il richiamo a elementi decisivi (gravità del danno, precedenti) per escludere le attenuanti
Norma che indica i motivi di ricorso per cassazione; i motivi presentati dal ricorrente sono stati ritenuti manifestamente infondati secondo i parametri di questa disposizione
Norma che dispone la condanna alle spese del procedimento e prevede eventuali pene pecuniarie a carico del ricorrente per la presentazione di ricorso inammissibile; applicata per condannare il ricorrente alle spese e al versamento di €3.000 alla cassa delle ammende
Massime di principio
- In materia di affitto d'azienda, l'appropriazione indebita si realizza anche se l'affitto non è formalmente risolto: la sottrazione o la deviazione dei beni dalla loro destinazione può determinare l'interversione del possesso e integrare il reato, senza bisogno dell'inventario finale o della risoluzione contrattuale formale
- La valutazione della credibilità delle persone offese è un accertamento di fatto del giudice di merito e può fondarsi su riscontri di coerenza interna e su documenti; l'assenza di riscontri esterni non invalida automaticamente la dichiarazione se sussistono elementi di convergenza probatoria
- Il giudice di merito può ritenere superfluo l'esame di una persona se le prove già acquisite sono ritenute sufficienti per la determinazione della responsabilità; tale scelta è sindacabile in cassazione solo se viziata da illogicità o insufficiente motivazione
- La decisione di concedere o meno le circostanze attenuanti generiche è essenzialmente una valutazione di merito; è sufficiente una motivazione che indichi gli elementi ritenuti determinanti (anche uno solo) per escluderle o riconoscerle
- Per impugnare con successo la valutazione probatoria in cassazione è necessario dimostrare la sussistenza di contraddizioni manifeste o vizi logici nella motivazione del giudice di merito, non limitarsi a rilievi generici o riproporre i fatti in termini di merito
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