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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10638/2023 del 20/04/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia origina dall'adozione, da parte di un Comune, di un provvedimento di acquisizione ex art. 42-bis del d.P.R. 327/2001 relativo a due aree private adibite a parcheggio pubblico, con determinazione di un indennizzo e con riserva di ripetizione in caso di successivo accertamento di usucapione. La società proprietaria aveva impugnato gli atti davanti al giudice amministrativo, chiedendo anche il ristoro per la precedente occupazione illegittima e per il ritardo nell'esecuzione di una precedente decisione. Il TAR aveva dichiarato tardiva l'impugnazione del provvedimento acquisitivo e aveva declinato la giurisdizione sulla quantificazione dell'indennizzo in favore del giudice ordinario. La società aveva quindi riassunto la causa davanti alla Corte d'appello con ricorso ex art. 702-bis c.p.c., domandando un indennizzo commisurato al valore venale del bene, oltre alla maggiorazione per pregiudizio non patrimoniale e al risarcimento per l'occupazione senza titolo. La Corte d'appello ha rigettato la domanda ritenendo tardiva la proposizione del ricorso e non ammissibile la rimessione in termini, perché non richiesta nell'atto introduttivo. Con il ricorso per cassazione la società ha dedotto, con due motivi, la violazione degli artt. 42-bis e 54 del d.P.R. 327/2001 e dell'art. 29 d.lgs. 150/2011, sostenendo che la Corte territoriale avesse erroneamente applicato il termine di trenta giorni previsto per l'opposizione alla stima e avesse ignorato l'effetto dell'overruling processuale, dato che l'orientamento che collega l'azione all'opposizione alla stima sarebbe stato affermato solo successivamente dalle Sezioni Unite. Con il secondo motivo ha denunciato la nullità dell'ordinanza per mancato riconoscimento dei presupposti della rimessione in termini, invocando l'incertezza giurisprudenziale e le indicazioni della giustizia amministrativa. Il Comune ha resistito chiedendo il rigetto.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la decisione della Corte d'appello che aveva applicato il termine di trenta giorni dalla notificazione del decreto ai fini dell'azione volta alla determinazione dell'indennizzo per l'acquisizione sanante, richiamando il consolidato orientamento delle Sezioni Unite secondo cui la controversia sulla determinazione e corresponsione dell'indennizzo ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 è devoluta alla Corte d'appello in unico grado e si colloca nel sistema delle indennità espropriative. Ha inoltre escluso che ricorressero i presupposti del prospective overruling, perché non esisteva un pregresso diritto vivente consolidato in senso diverso, né un mutamento giurisprudenziale imprevedibile e repentino che potesse giustificare la sterilizzazione della decadenza. Quanto al secondo motivo, ha escluso un vizio di motivazione e ha osservato che la richiesta di rimessione in termini era stata proposta tardivamente e comunque che le incertezze interpretative generali non bastano a fondare la rimessione, la quale richiede una specifica causa non imputabile della decadenza. La ricorrente è stata condannata alle spese e, implicitamente, agli ulteriori oneri di legge.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    Il provvedimento di acquisizione sanante costituisce il presupposto per la corresponsione di un indennizzo per la perdita della proprietà; la relativa controversia sulla determinazione e corresponsione dell'indennizzo appartiene alla Corte d'appello in unico grado.

  • art. 54 d.P.R. 327/2001

    Richiamato quale norma del sistema espropriativo utilizzata, in via estensiva, per individuare il rito e il termine di proposizione dell'opposizione in materia di indennità.

  • art. 29 d.lgs. 150/2011

    "L'opposizione va proposta, a pena di inammissibilità, entro il termine di trenta giorni dalla notifica del decreto di esproprio o dalla notifica della stima peritale, se quest'ultima sia successiva al decreto di esproprio"

    Il termine di trenta giorni è stato ritenuto applicabile anche alla controversia sull'indennizzo da acquisizione sanante.

  • art. 11 c.p.a.

    È menzionato come disciplina della riassunzione dopo la declinatoria di giurisdizione; nel caso concreto la riassunzione è stata ritenuta tempestiva, ma non è il profilo decisivo della tardività rilevata dalla Corte d'appello.

  • art. 295 c.p.c.

    Invocato dal Comune per chiedere la sospensione del processo in attesa dell'esito di altro giudizio, senza che ciò assuma rilievo decisivo nella decisione di legittimità.

  • art. 702-bis c.p.c.

    È il rito utilizzato per introdurre la domanda dinanzi al giudice ordinario dopo la declinatoria di giurisdizione.

  • art. 360, n. 3, c.p.c.

    Parametro del primo motivo di ricorso, fondato su violazione o falsa applicazione di legge.

  • art. 360, n. 4, c.p.c.

    Parametro del secondo motivo di ricorso, prospettato come nullità della decisione per difetto di motivazione/presupposti della rimessione in termini.

  • art. 101 Cost.

    Richiamato per affermare che il giudice è soggetto soltanto alla legge e che l'interpretazione giurisprudenziale non può assumere valore di fonte del diritto.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato a fondamento del principio del giusto processo e della tutela effettiva del diritto di difesa nel contesto dell'overruling processuale.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    Richiamato nel dispositivo per dare atto dei presupposti del contributo unificato aggiuntivo in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • In materia di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, la domanda di determinazione e corresponsione dell'indennizzo va trattata secondo il sistema indennitario espropriativo e la controversia è devoluta alla Corte d'appello in unico grado.
  • Il termine di proposizione dell'opposizione o dell'azione volta alla determinazione dell'indennizzo, quando il legislatore lo collega al decreto di esproprio o alla stima, non può essere eluso per il solo fatto che la parte abbia inizialmente adito un giudice privo di giurisdizione.
  • Il prospective overruling opera solo se vi è un precedente orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità, imprevedibilmente mutato, sul quale la parte abbia fatto incolpevole affidamento; non basta un'incertezza interpretativa o un orientamento di merito non consolidato.
  • La rimessione in termini presuppone una specifica causa non imputabile della decadenza riferibile alla situazione concreta della parte e non può essere fondata in via generale sulle sole incertezze giurisprudenziali.
  • Nel giudizio di cassazione non è consentito introdurre con la memoria nuove censure o ampliare i motivi originari del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieEspropriazione forzataCompetenzaImpugnazioni
RamiEsecuzioniProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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