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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 28238/2024 del 04/11/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per revocazione ex art. 391-bis c.p.c. (richiamando art. 395 n.4 c.p.c.) avverso l'ordinanza della Corte di Cassazione n.8455/2023 che aveva rigettato il ricorso per cassazione proposto da Cocco contro Milani. Il ricorrente deduce errore di fatto: (1) la Corte avrebbe erroneamente ritenuto che l'immobile fosse privo di titolo edilizio nonostante risultasse l'esistenza di concessioni e di istanze di sanatoria; (2) la Corte avrebbe supposto l'esistenza di motivazione della Corte d'appello sul diniego di demandare al CTU l'accatastamento, mentre la Corte d'appello non aveva dato alcuna motivazione sul punto, impedendo al promissario acquirente di completare le pratiche catastali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per revocazione, ritenendo sussistente l'errore di fatto in relazione alla percezione (erronea) dell'assenza del titolo autorizzativo e all'omessa valutazione della possibilità per il promissario acquirente di completare l'accatastamento mediante tecnico/CTU. L'ordinanza n.8455/2023 è stata revocata e la causa è cassata con rinvio alla Corte d'appello di Roma in diversa composizione, con indicazione di attenersi ai principi esposti e di decidere anche sulle spese dei due gradi davanti alla Corte di Cassazione.

Norme richiamate

  • art. 2932 c.c.

    Rimedio della sentenza costitutiva/trasferimento coattivo: può essere pronunciato anche quando esistono difformità parziali rispetto al permesso di costruire, purché non si tratti di abuso primario totale; la sentenza richiama la possibilità di applicare l'art. 2932 in caso di abuso secondario.

  • art. 1418 c.c.

    Norma sul contratto nullo; citata nel primo motivo di cassazione originario relativo a doglianze sulla validità dell'accordo (richiamata ma non centrale nella revocazione).

  • D.P.R. 380/2001 art. 46

    Richiamata in tema di sanatoria/condono e regolarità urbanistica; utile al confronto tra difformità parziali e assenza del titolo autorizzativo.

  • l. 47/1985 art. 40

    Attiene all'esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto e al trasferimento coattivo ex art. 2932 c.c.; conferma che il rimedio può essere escluso solo se manca radicalmente la documentazione autorizzativa.

  • l. 52/1985 art. 29, comma 1-bis

    art. 29 comma 1 bis della l. 52/1985

    La conformità catastale oggettiva è condizione dell'azione per il trasferimento; la Corte ha ritenuto che il promissario acquirente, non essendo ancora intestatario, possa essere autorizzato a completare le pratiche catastali (anche tramite CTU/tecnico) per far valere la condizione al momento della decisione.

  • art. 360 c.p.c. n.3

    Facoltà di ricorso per cassazione per violazione di legge; era il motivo originario del ricorso per cassazione poi rigettato dall'ordinanza impugnata.

  • art. 391-bis c.p.c.

    Norma che disciplina il ricorso per revocazione delle sentenze della Corte di Cassazione: base formale del ricorso del Cocco.

  • art. 395 c.p.c. n.4

    Prevede la revocazione per errore di fatto (esistenza o inesistenza di fatto positivamente accertata); la Corte ricorda i rigorosi requisiti per tale errore e li applica nel caso di percezione erronea dei titoli e dell'omessa motivazione.

  • art. 111 Cost. comma 6

    Principio del 'minimo costituzionale' della motivazione: la motivazione deve essere presente, non meramente apparente; utile nel sindacato sulla motivazione nelle decisioni di merito impugnate in Cassazione.

  • D.L. 83/2012 art. 54 (conv. L. 134/2012)

    art. 54 d.l. n. 83/2012 conv., con modif., dalla l. n. 134/2012

    Ha riformulato l'art. 360 c.p.c. comma 1 n.5, limitando il sindacato di legittimità sulla motivazione e riducendo l'ammissibilità di censure sulla motivazione delle sentenze di merito.

Massime di principio

  • Distinguere abuso primario da abuso secondario: il trasferimento coattivo ex art. 2932 c.c. è precluso solo se manca radicalmente il titolo autorizzativo (abuso primario); difformità parziali e domande di sanatoria non escludono automaticamente il rimedio.
  • La conformità catastale oggettiva (art.29 l.52/1985) è condizione dell'azione ma può essere integrata anche successivamente; il promissario acquirente non intestatario può essere autorizzato a completare le pratiche catastali tramite tecnico o CTU per rendere efficace l'azione.
  • La revocazione per errore di fatto (art. 395 n.4 c.p.c.) richiede evidenza assoluta ed immediata dagli atti: l'errore deve consistere in una percezione manifestamente errata dei fatti contenuti negli atti di causa e deve essere essenziale e decisivo per la pronuncia.
  • Il sindacato di legittimità sulla motivazione è limitato: la Cassazione verifica il 'minimo costituzionale' della motivazione (art.111 Cost.); tuttavia l'omessa motivazione su punti determinanti può configurare errore di fatto quando la sentenza di merito non contiene alcuna argomentazione rispetto a doglianze rilevanti.
  • In fase di merito il giudice deve verificare concretamente l'esistenza di concessione, varianti e istanze di sanatoria prima di qualificare l'irregolarità come non sanabile; assumere l'assenza del titolo non supportata dagli atti può costituire errore rilevante.

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