Cassazione Civile, Sentenza n. 28256/2024 del 04/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La controversia riguarda l'opposizione proposta da David Canestri avverso la delibera CONSOB n. 20067/2017 che gli aveva inflitto una sanzione amministrativa di €25.000 per responsabilità collegata alla mancata tempestiva attribuzione del livello di rischio elevato alle obbligazioni bancarie subordinate emesse da Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio (BPEL), di cui l'opponente era risk manager e responsabile della compliance. Canestri deduceva la decadenza di CONSOB dal potere sanzionatorio ai sensi dell'art. 195 TUF, sostenendo che le contestazioni relative a fatti del 2013 fossero state notificate in ritardo (contestazione formulata il 04/10/2016). CONSOB replicava che l'attività istruttoria era iniziata l'11/12/2015 e si era conclusa il 20/06/2016, entro i 180 giorni previsti dall'art. 195 TUF rispetto alla notifica dell'atto d'incolpazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto inammissibili o infondati alcuni motivi di censura (primo e terzo) ma ha accolto i motivi relativi alla interpretazione e applicazione dell'art. 195 TUF e delle regole sulla vigilanza (quarto e quinto motivo), con conseguente cassazione della sentenza della Corte d'appello di Firenze in relazione ai motivi accolti e rinvio al giudice di merito per un nuovo esame conforme ai principi di diritto enunciati. In particolare la Cassazione ha affermato che: (i) il termine di 180 giorni dell'art. 195 decorre dal completamento dell'attività istruttoria finalizzata all'accertamento e non dalla mera acquisizione materiale dei fatti; (ii) l'avvio di indagini è discrezionale dell'autorità di vigilanza e il giudice deve valutare la ragionevolezza dei tempi, non sostituirsi nelle scelte operative; (iii) quando cointervengono più autorità di vigilanza, si presume che l'autorità non ispezionante possa apprezzare le irregolarità segnalate dall'altra una volta ricevuti i relativi rapporti; (iv) nel caso di amministrazione straordinaria/liquidazione della banca si presume iuris tantum che CONSOB possa valutare le irregolarità sulla base dei rapporti dei commissari/organismi di vigilanza. La sentenza è quindi cassata con rinvio e la Corte ha disposto la liquidazione delle spese del giudizio di cassazione.
Norme richiamate
D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (TUF), art. 195
Il termine di 180 giorni per la contestazione decorre dal completamento dell'attività istruttoria finalizzata all'accertamento dell'infrazione, non dalla semplice acquisizione materiale dei fatti; l'accertamento richiede la conclusione dell'istruttoria amministrativa e va valutato caso per caso.
TUF, art. 21, comma 1, lett. a)
Norma richiamata come riferimento alle regole di correttezza nella prestazione dei servizi di investimento nei confronti della clientela; la Cassazione evidenzia che la delibera sanzionatoria contestata riguarda obblighi di adeguatezza/profilatura dell'offerta e non altre fattispecie diverse (es. prospetto equity).
Regolamento Consob n. 16190/2007, art. 40
Richiamato come norma regolamentare relativa agli obblighi di valutazione/adeguatezza nella commercializzazione di strumenti finanziari; la Corte sottolinea che la verifica della tempestività deve focalizzarsi sull'istruttoria relativa a tali obblighi.
Legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 14, commi 2 e 6
Citata nei motivi di ricorso in relazione ai termini e alle decorrenze sanzionatorie; la Cassazione ne valuta l'applicazione congiunta all'art.195 TUF e chiarisce che non si può cumulare indistintamente attività di vigilanza diverse (es. controllo prospetti vs. vigilanza intermediari) ai fini della decorrenza del termine sanzionatorio.
D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, artt. 5 e 94
Riferimenti normativi al regime della vigilanza; utilizzati per discutere la ricaduta e la congruità temporale delle attività di controllo svolte dalle autorità competenti.
Codice di procedura civile, art. 132, comma 2, n. 4
Richiamato nelle censure sul presunto difetto di motivazione; la Cassazione ha ritenuto che la motivazione della Corte d'appello fosse sufficiente nei limiti richiesti dalla giurisprudenza, escludendo l'insussistenza assoluta della decisione.
Codice di procedura civile, art. 115
Richiamato in relazione all'obbligo del giudice di fondare la decisione sulle prove prodotte dalle parti; alcune censure relative all'uso di documenti non depositati sono state assorbite dalla decisione della Corte di Cassazione, che ha risolto la controversia su altri profili.
Codice di procedura civile, art. 360 (motivi di cassazione)
Norma procedurale che disciplina i motivi di cassazione valutati; la Corte ha analizzato i vari motivi ai sensi di tali disposizioni e ha selezionato quelli fondati per la cassazione e rinvio.
Massime di principio
- Per la decorrenza dei termini sanzionatori (es. i 180 giorni dell'art.195 TUF) rileva il completamento dell'attività istruttoria finalizzata all'accertamento, non la prima acquisizione materiale dei fatti.
- L'avvio e le modalità dell'attività d'indagine sono discrezionali dell'autorità di vigilanza; il giudice di merito deve verificare la ragionevolezza e la tempestività complessiva dell'azione, senza sostituirsi alle scelte tecniche dell'autorità.
- Quando più autorità di vigilanza sono coinvolte (es. Banca d'Italia e CONSOB), si opera una presunzione, salvo prova contraria, che l'autorità che riceve i rilievi ispettivi o i rapporti dei commissari possa apprezzare le irregolarità segnalate dall'altra autorità.
- Nel caso in cui l'intermediario sia sottoposto ad amministrazione straordinaria o liquidazione coatta amministrativa, sussiste una presunzione iuris tantum che l'autorità di vigilanza possa valutare le irregolarità anche tramite i rapporti dei commissari o provvedimenti dell'autorità procedente.
- Nella verifica di tempestività della contestazione occorre focalizzarsi sull'istruttoria rilevante rispetto alla specifica violazione contestata (es. obblighi di profilatura/adeguatezza) e non confondere o cumulare automaticamente attività di vigilanza su profili diversi (es. controllo prospetti vs. vigilanza intermediari).
- La documentazione che attesta richieste e risposte informative tra autorità e soggetto vigilato può essere determinante per individuare il momento in cui l'istruttoria si è conclusa; va quindi valutata concretamente la sequenza degli atti istruttori.
- Il giudice deve motivare in termini che consentano il controllo delle argomentazioni (anche per relationem), ma non può rimodellare i tempi o le modalità operative della vigilanza amministrativa.
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