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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14729/2026 del 23/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Trento del 26/02/2025 per diversi motivi. Ben El Mekroub Rachid ha dedotto: (1) erronea applicazione della norma e carenza di motivazione nella determinazione della pena (omessa indicazione del reato base per gli aumenti da continuazione e criteri di calcolo della pena finale); (2) mancata applicazione delle cause estintive (prescrizione) richiamando artt. 129 c.p.p. e 157 e ss. c.p., sostenendo che molti reati risalenti al 2016 erano prescritti alla data della sentenza di appello. El Haous Mohamed ha dedotto tre motivi: (1) vizio della motivazione in relazione al buon esito dell'affidamento in prova ai servizi sociali (che inciderebbe sulla recidiva e sulla valutazione delle circostanze); (2) inosservanza della legge penale per violazione dell'art. 99 c.p. in relazione all'art. 47, comma 12 dell'ordinamento penitenziario, per non avere la Corte d'appello valorizzato l'effetto estintivo dell'affidamento in prova; (3) violazione dell'art. 73, comma 5 DPR 309/90 per mancata riqualificazione in ipotesi di lieve entità. Qaissouni Mustapha ha dedotto vizio di motivazione e inosservanza dell'art. 192 c.p.p. relativamente alla prova del concorso nella cessione di circa 1 kg di hashish, contestando la logica probatoria (presunta dipendenza da intercettazione successiva e collegamento con materiale sequestrato). Il Pubblico Ministero, nella requisitoria, ha chiesto l'annullamento senza rinvio per Rachid (per prescrizione), l'annullamento con rinvio limitatamente alla recidiva per El Haous e l'inammissibilità del ricorso di Qaissouni.

La decisione

La Corte di Cassazione ha deciso per ciascun ricorrente: 1) Ben El Mekroub Rachid: ricorso accoglibile per il secondo motivo con effetto assorbente; la Corte ha rilevato che numerosi reati commessi nel 2016 si erano prescritti anteriormente alla sentenza di appello e quindi ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata con riferimento ai capi 2), 5), 6), 7), 8), 10), 11), 12), 13), 16), 17), 18), 19), 21) perché estinti per prescrizione; ha annullato con rinvio alla Corte di Appello di Trento — sezione distaccata di Bolzano la statuizione limitatamente al capo 22) (acquisto di 50 g di cocaina) per la determinazione del trattamento sanzionatorio. 2) El Haous Mohamed: il ricorso è fondato limitatamente alla contestazione della recidiva; la Corte ha ritenuto infondati i motivi relativi alla riqualificazione ex art. 73, comma 5 DPR 309/90 e al difetto di motivazione su quel punto, ma ha accolto il motivo relativo all'omessa considerazione dell'esito positivo dell'affidamento in prova ai servizi sociali (ordinanza Tribunale di Sorveglianza di Milano 14/02/2023), disponendo l'annullamento con rinvio alla Corte di Appello di Trento — sezione distaccata di Bolzano limitatamente alla valutazione della recidiva e alla rideterminazione della pena; il resto del ricorso è respinto. 3) Qaissouni Mustapha: il ricorso è manifestamente infondato e inammissibile; la Corte ha rigettato le censure in fatto e in diritto, ritenendo che la valutazione delle prove e la ricostruzione fattuale siano di competenza del giudice di merito e che non sussista vizio di motivazione percepibile ictu oculi; per l'inammissibilità il ricorrente è condannato alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 a favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • DPR 309/1990, art. 73 (commi 1, 4 e 5)

    Norma sostanziale sulle fattispecie di traffico e detenzione di stupefacenti: la Corte ha valutato la rilevanza del diverso regime sanzionatorio (comma 4 per quantitativi più gravi; comma 5 per l'ipotesi di lieve entità) e ha ritenuto la richiesta di riqualificazione ex comma 5 manifestamente infondata rispetto a cessioni di ingenti quantitativi.

  • Codice penale, art. 157 e ss.; art. 161, comma 2

    "salvo che si proceda per i reati di cui all'art. 51, comma 3 bis e 3 quater del codice di procedura penale, in nessun caso l'interruzione della prescrizione può comportare l'aumento di più di un quarto del tempo necessario a prescrivere..."

    Regole sulla prescrizione dopo la riforma (legge 251/2005, c.d. ex Cirielli): la Corte ha applicato tali criteri per calcolare i termini di prescrizione dei reati commessi nel 2016 e ha dichiarato l'estinzione per prescrizione di molteplici capi a carico di Rachid.

  • Codice di procedura penale, art. 129

    Richiamato in relazione alle cause estintive e alla loro possibile emersione in sede di legittimità: la difesa aveva invocato l'estinzione della punibilità, richiamando tra l'altro norme di procedura e di diritto penale sostanziale.

  • Ordinamento penitenziario, art. 47, comma 12

    "L'esito positivo del periodo di prova estingue la pena detentiva ed ogni altro effetto penale"

    La Corte ha richiamato questo principio per affermare che l'esito positivo dell'affidamento in prova estingue gli effetti penali delle condanne che ne hanno beneficiato e, pertanto, tali condanne non possono concorrere a fondare la recidiva.

  • Codice penale, art. 99, comma 12 e art. 106, comma 2

    Riferimenti sull'istituto della recidiva e sulle cause che neutralizzano la rilevanza delle condanne pregresse; la Corte ha applicato il principio secondo cui le cause di estinzione che eliminano gli effetti penali neutralizzano la rilevanza ai fini della recidiva.

  • Codice di procedura penale, art. 606, comma 1 (lett. b ed e) e lett. c); art. 616; art. 192; art. 533; art. 125 e 546

    Norme processuali richiamate circa le ragioni di ammissibilità del ricorso in Cassazione e i limiti del sindacato di legittimità: la Corte ha ribadito che il ricorso per Cassazione che deduce prescrizione maturata prima della sentenza d'appello è ammissibile; ha altresì precisato che la violazione dell'art. 192 c.p.p. non è deducibile in Cassazione come vizio di legge se la sua inosservanza non è sanzionata a pena di nullità, e che la Corte non può sostituirsi al giudice di merito nella rivalutazione delle prove.

Massime di principio

  • La prescrizione maturata prima della pronuncia di appello può essere rilevata e dichiarata in sede di Cassazione anche se non sollevata in precedenza: il ricorso è ammissibile quando mira a far valere l'estinzione della punibilità per prescrizione intervenuta anteriormente alla sentenza impugnata.
  • L'esito positivo dell'affidamento in prova ai servizi sociali estingue la pena e gli effetti penali collegati; le condanne estinte non rilevano ai fini della recidiva e devono essere considerate dal giudice che valuta la recidiva, sotto pena di annullamento e rinvio limitato su tale punto.
  • La Corte di Cassazione ha limiti stringenti nel sindacare la valutazione delle prove compiuta dai giudici di merito: non può sostituirsi al giudice di fatto salvo vizi di motivazione evidenti ed ictu oculi.
  • I motivi di ricorso che mirano a una mera rivalutazione delle risultanze probatorie o offrono una ricostruzione alternativa dei fatti sono normalmente inammissibili; le doglianze devono evidenziare un vizio di motivazione percepibile chiaramente.
  • La richiesta di riqualificazione in favore dell'imputato (es. lieve entità ex art. 73, comma 5 DPR 309/90) può essere dichiarata manifestamente infondata se i dati ponderali o le circostanze obiettive dimostrano l'entità significativa dell'illecito.
  • La mancata motivazione su punti decisivi (ad es. l'effetto estintivo dell'affidamento in prova sulla recidiva) può giustificare l'annullamento con rinvio limitato a quella specifica questione, senza coinvolgere l'intera sentenza.
  • Ricorsi manifestamente infondati o inammissibili possono comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie quando emergano colpe procedurali del ricorrente.

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