Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14734/2026 del 23/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso del Procuratore generale contestava molte assoluzioni e lacune motivazionali della sentenza d'appello in relazione all'accertata esistenza e operativita della 'ndrina denominata Farao-Marincola (locale di Cirò) e delle sue diramazioni; chiedeva altresì la rinnovazione dell'istruttoria per l'audizione del collaboratore Aloe Gaetano. Molti imputati ricorrevano per cassazione per vizio di motivazione, travisamento della prova, mancata rinnovazione istruttoria, errata qualificazione dei fatti (es.: concorso esterno vs. non aver commesso il fatto), omissioni sulla recidiva o sulla confisca dei beni. In particolare sono stati contestati: la qualificazione dei reati-fine (turbata libertà degli incanti, illecita concorrenza mediante minaccia, estorsione, trasferimento fraudolento di valori), la prova fornita dalle intercettazioni e dalle dichiarazioni di collaboratori, la sussistenza delle aggravanti legate al metodo mafioso e alla disponibilità di armi, la congruità delle confische patrimoniali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha pronunciato decisioni articolate: ha dichiarato fondati i ricorsi di Giuseppe Gallo e di Filomena Grillo; ha parzialmente accolto il ricorso del Procuratore generale limitatamente alla posizione di Silvio Farao; ha parzialmente accolto altri ricorsi soltanto su questioni puntuali (es.: esclusione della recidiva per Spadafora Pasquale; censure sulla confisca per Cerminara Assunta e per Farao Vincenzo; aspetti relativi ai reati di favoreggiamento per Comberiati Luigino). Ha, invece, rigettato la gran parte degli altri ricorsi e dichiarato inammissibili alcuni (tra cui Aulisi, Bonesse, Carluccio). Conseguentemente: alcune posizioni sono state annullate e rinviate per nuovo esame su punti specifici (es.: posizione di Silvio Farao; su riconsiderare se i reati di favoreggiamento debbano essere assorbiti nella partecipazione associativa per Comberiati e Gallo); sono state confermate molte condanne e statuizioni civili; sono state riscontrate carenze motivazionali o istruttorie limitate e la Cassazione ha disposto annullamenti parziali con rinvio ove necessario. Inoltre la Corte ha richiamato e chiarito numerosi principi di diritto procedurale e sostanziale applicati al caso (sopra riportati).

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen. (associazione di tipo mafioso)

    La Corte conferma che per la partecipazione a una 'ndrina va provato il perdurante inserimento del soggetto nella struttura organizzativa; la prova può essere ricavata anche dalla commissione sistematica dei reati-fine e dalla modalità con cui questi sono stati posti in essere

  • art. 416-bis comma 4 cod. pen. (aggravante per associazione armata)

    L'aggravante può essere applicata quando risulti, anche per fatti storici e per riscontri giudiziari, la disponibilità di armi nell'ambito della consorteria; il giudice deve darne specifico conto motivando su riscontri concreti

  • art. 416-bis.1 cod. pen. (circostanza aggravante per agevolazione mafiosa)

    Si richiede prova della consapevolezza dell'agente di favorire l'associazione o della sua ignoranza colposa; l'aggravante può essere riconosciuta anche quando l'agente, pur non essendo associato formalmente, agisca per rafforzare o agevolare il sodalizio

  • art. 513-bis cod. pen. (illecita concorrenza con violenza o minaccia)

    La Corte chiarisce che il reato non richiede necessariamente che la minaccia sia rivolta a un imprenditore 'concorrente' in senso stretto: possono rientrare anche condotte che, mediante coercizione, alterano il corretto funzionamento del mercato (es.: forzare clienti/intermediari a comprare beni), specie se collegate alla forza intimidatoria di un sodalizio mafioso

  • art. 353 cod. pen. (turbata libertà degli incanti)

    Il turbamento rileva ove la condotta abbia inciso sul procedimento selettivo o concorsuale (anche mediante modalità preordinate a far fallire gli esperimenti di gara e ad ottenere un affidamento diretto); la giurisprudenza distingue le ipotesi in cui l'affidamento diretto segue naturalmente da una condotta perturbatrice che ha voltato a impedire la gara

  • art. 512-bis cod. pen. (trasferimento fraudolento di valori)

    Si tratta di reato di pericolo astratto; l'intestazione fittizia o l'uso di prestanome per eludere misure di prevenzione è punibile anche se i beni non provengono da delitto; valutazione 'ex ante' sulla potenzialità elusiva dell'operazione

  • art. 240 cod. pen. e art. 416-bis comma 7 cod. pen. (confisca e confisca obbligatoria)

    Per la confisca di aziende occorre motivare la correlazione specifica tra l'attività dell'impresa e l'attività mafiosa; la confisca allargata richiede prova di sproporzione e dell'uso di beni per fini illeciti o di acquisizione di utilità dalla consorteria

  • art. 268 cod. proc. pen. (perizia trascrittiva delle intercettazioni)

    La mancata trascrizione non rende automaticamente inutilizzabile la prova: la prova materiale è la registrazione; la trascrizione ha natura ricognitiva e il giudice può utilizzare le bobine anche senza la perizia trascrittiva, eventualmente dispondendo nuova perizia

  • art. 603 e 602 cod. proc. pen. (acquisizione di prove in appello e riapertura istruttoria)

    Il giudice d'appello può disporre acquisizione di nuove prove se sussiste assoluta necessità; la rinnovazione va motivata: la prova deve essere decisiva e non superflua; il giudice di legittimità controlla la correttezza della motivazione, non la valutazione dei fatti

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen. (sintesi dei motivi d'appello)

    Si richiede che i ricorsi e le decisioni siano sufficientemente sintetici e motivati; la Corte di cassazione esamina se la sentenza d'appello abbia fornito una struttura motivazionale adeguata, specialmente in caso di overturning in senso assolutorio

Massime di principio

  • In sede d'appello l'assoluzione (overturning) di una condanna richiede che il giudice d'appello offra una motivazione chiara e argomentata ancorata alle risultanze processuali: non è obbligatoria la rinnovazione di tutte le prove, ma occorre spiegare le ragioni del dissenso dal primo grado
  • Le intercettazioni, se correttamente acquisite, hanno pieno valore probatorio; la mancata trascrizione peritale non annulla di per sé la prova quando esistono le registrazioni audio e riscontri esterni
  • Il reato di illecita concorrenza mediante violenza o minaccia (art. 513-bis) può ricorrere anche quando la coercizione venga esercitata nei confronti di clienti o intermediari e non solo di concorrenti diretti se la condotta altera il regolare funzionamento del mercato; il contesto mafioso rende più probabile questa qualificazione
  • Le condotte di favoreggiamento della latitanza possono essere assorbite nella partecipazione ad associazione mafiosa quando non sono episodiche ma costituiscono un apporto stabile e organico al sodalizio (criterio della occasionalità come discrimine)
  • Per riconoscere le aggravanti legate al metodo mafioso e alla disponibilità di armi il giudice richiede elementi concreti e attualizzati: precedenti giudiziari sono utili ma devono essere motivatamente collegati al periodo oggetto di indagine
  • Per disporre confische patrimoniali occorre motivare specificamente la connessione tra i beni (o l'impresa) e l'attività mafiosa e valutare la sproporzione e la provenienza dei fondi; le mere asserzioni non bastano
  • Quando la contestazione associativa è formulata in modo 'aperto' (periodo indeterminato), l'accusa ha l'onere di provare la permanenza della partecipazione fino alla data considerata; in assenza di prova, la pena deve essere calcolata con riferimento ai limiti temporali provati
  • In appello il giudice deve confrontarsi con le doglianze difensive e, quando riformi la sentenza di primo grado in senso assolutorio, fornire una nuova struttura motivazionale che renda plausibile una diversa ricostruzione dei fatti, senza che ci sia però l'obbligo di provare oltre ogni ragionevole dubbio

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.