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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24396/2022 del 24/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente era stato condannato in appello per opere edilizie abusive: A) ampliamento di un manufatto in zona sottoposta a vincolo paesaggistico senza permesso di costruire (violazione art. 44, c.1, lett. c) d.P.R. n.380/2001 e art. 181, c.1 d.lgs. n.42/2004); B) esecuzione di lavori in zona sismica senza deposito del progetto al genio civile (artt. 83, 93 e 95 d.P.R. n.380/2001 e art. 2 legge regionale n.9/1983). In Cassazione il ricorrente ha proposto tre motivi: 1) declaratoria di estinzione per prescrizione sostenendo errata applicazione delle norme sul sospensione (art.108 c.p.p. vs art.159 c.p.); 2) omessa valutazione della prescrizione in relazione alla data di realizzazione dell'opera (asserita già nel 2008); 3) errata e contraddittoria esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art.131-bis c.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivi: 1) il primo motivo è inammissibile perché i rinvii erano dovuti a ragioni difensive (rinuncia del difensore di fiducia, nomina di difensore d'ufficio e sua adesione a sciopero/astensione), e non a un impedimento idoneo a determinare la declaratoria invocata; 2) il secondo motivo è inammissibile per genericità: l'affermazione della realizzazione dell'opera dal 2008 è assertiva e non supportata da elementi concreti e la sentenza impugnata riporta invece che i reati si sono consumati il 16/09/2014, perciò la prescrizione non era maturata; 3) il terzo motivo è inammissibile perché la Corte d'appello ha correttamente escluso l'applicazione dell'art.131-bis tenendo conto della consistenza e rilevanza dell'intervento (circa 60 m2, struttura portante in profilati di ferro, copertura con lamiere coibentate), della destinazione, della zona sottoposta a vincolo paesaggistico e sismico e dell'interesse pubblico tutelato (sicurezza sismica). Conseguenze: dichiarazione di inammissibilità del ricorso, condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di € 3.000,00 alla Cassa delle ammende (art.616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 380 del 2001, art. 44, comma 1, lettera c)

    Usata per contestare la realizzazione di ampliamenti edilizi senza permesso di costruire; la Corte ha ritenuto integrato il reato in relazione all'ampliamento abusivo

  • d.lgs. n. 42 del 2004, art. 181, comma 1

    Norma sulla tutela paesaggistica: contestata la violazione per lavori in area vincolata; la Corte ha valorizzato il vincolo come elemento ostativo alla non punibilità

  • d.P.R. n. 380 del 2001, artt. 83, 93 e 95

    Riferite alle regole tecniche e autorizzative in zona sismica: la mancata trasmissione del progetto al genio civile è stata ritenuta illecito rilevante per la pubblica incolumità

  • Legge regionale n. 9 del 7 gennaio 1983, art. 2

    Richiamata in relazione all'obbligo regionale di deposito dei progetti per lavori in zona sismica; la sua violazione è stata valutata assieme alle norme nazionali

  • Codice penale, artt. 157-159

    Riferiti ai termini di prescrizione e alle cause di sospensione/interruzione; la Corte ha esaminato la tesi del ricorrente sul termine prescrizionale e ritenuto non fondata la censura

  • Codice di procedura penale, art. 108

    Richiamato nella discussione sulla disciplina delle sospensioni/impedimenti; la Corte ha ritenuto che i rinvii fossero dovuti a ragioni difensive e non a impedimenti rilevanti ai fini reclamati

  • Codice di procedura penale, art. 129

    Norma sulla estinzione del reato per prescrizione: la Corte ha ritenuto che la prescrizione non fosse maturata alla data invocata dal ricorrente

  • Codice di procedura penale, art. 531

    Citato dal ricorrente in relazione a profili di motivazione e decisione, ma la Corte ne ha ritenuto infondata o generica la doglianza

  • Codice penale, art. 131-bis

    Norma sulla causa di non punibilità per particolare tenuità: la Corte ha escluso la sua applicabilità valutando la consistenza, le caratteristiche costruttive e l'impatto dell'intervento, nonché l'interesse pubblico alla tutela sismica e paesaggistica

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Utilizzato per disporre l'onere delle spese e il pagamento alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso non imputabile a colpa della parte

Massime di principio

  • Quando si deduce la prescrizione è necessario fornire dati cronologici e documentali precisi: affermazioni generiche o ipotetiche sono inammissibili in Cassazione
  • I rinvii delle udienze dovuti a scelte o comportamenti della difesa (rinuncia del mandato, nomina di difensore d'ufficio, adesione a scioperi/astensioni) sono rilevati come cause difensive e non automaticamente come impedimenti idonei a determinare l'estinzione per prescrizione invocata dal ricorrente
  • L'applicazione dell'art.131-bis c.p. nei reati urbanistici/paesaggistici richiede una valutazione concreta basata su: consistenza e caratteristiche dell'intervento, destinazione dell'immobile, incidenza sul carico urbanistico, possibilità di sanatoria, e rischio per beni tutelati (es. sicurezza sismica). La mera ubicazione non è l'unico criterio, ma opere di notevole entità in zone vincolate tendono ad escludere la tenuità
  • Nei reati che incidono sulla sicurezza pubblica (es. lavori in zona sismica) l'interesse pubblico alla tutela rende più difficile riconoscere cause di non punibilità per tenuità
  • In Cassazione le doglianze di fatto devono confrontarsi con la motivazione del giudice di merito; la semplice richiesta di riesame senza indicazione di errori logico-giuridici specifici è spesso inammissibile

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